Domenica, Lug 23rd

Last update05:51:12 PM

agra press Prime Pagine

PAPA FRANCESCO DONA 25.000 EURO ALLA FAO PER AIUTARE POPOLAZIONI COLPITE DA SICCITA' E CONFLITTI

la fao informa che "con un'iniziativa senza precedenti, papa FRANCESCO ha simbolicamente donato euro 25.000 alla fao per aiutare le popolazioni dell'africa orientale che devono fare i conti con l'insicurezza alimentare e la carestia". il pontefice ha spiegato - riporta la fao - che i fondi sono "un contributo simbolico a un programma fao che fornisce sementi alle famiglie rurali in aree colpite dagli effetti combinati dei conflitti e della siccita'". le osservazioni di FRANCESCO - precisa l'organizzazione - sono contenute in una lettera scritta al direttore generale della fao, jose' graziano DA SILVA, da monsignor fernando CHICA ARELLANO, osservatore permanente della santa sede presso le agenzie delle nazioni unite a roma, nella quale e' stato scritto che "il gesto di papa FRANCESCO e' derivato dall'impegno preso nel suo messaggio alla conferenza della fao il 3 luglio 2017" ed e' stato "ispirato anche dal desiderio di incoraggiare i governi".

 

(21 luglio 2017)(riproduzione riservata)

GRANO E RISO, MARTINA E CALENDA FIRMANO DECRETI INTERMINISTERIALI PER OBBLIGO ORIGINE IN ETICHETTA

vogliamo mandare un messaggio e "spronare" l'unione europea, affinche' "completi l'attuazione del regolamento comunitario 1169/2011" sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (consultabile su https://goo.gl/E3niwa) e allo stesso tempo "guidare una battaglia europea" in favore della distinitivita' delle produzioni e della tutela dei consumatori, ha detto il ministro delle politiche agricole maurizio MARTINA, che ha firmato al mipaaf, insieme al ministro dello sviluppo economico carlo CALENDA, due decreti interministeriali per l'introduzione sperimentale per due anni dell'obbligo di indicazione dell'origine del riso e del grano per la pasta in etichetta. le principali novita' introdotte dai decreti sono consultabili su https://goo.gl/bZLoF4. alla firma dei due decreti erano presenti, tra gli altri, la deputata del pd colomba MONGIELLO, il presidente della coldiretti roberto MONCALVO, il responsabile dell'area ambiente della confederazione stefano MASINI e il responsabile della direzione organizzativa della confagricoltura franco POSTORINO. "con questa decisione l'italia si pone all'avanguardia in europa sul fronte dell'etichettatura, come chiave di competitivita' per tutto il sistema italiano", ha spiegato MARTINA, chiedendo all'unione europea di "fare scelte coraggiose e di dare ai cittadini e alle aziende risposte concrete". "tanto piu' davanti alla conclusione di accordi commerciali internazionali che rappresentano un'opportunita' da cogliere e che dovranno essere accompagnati da scelte sempre piu' forti per la trasparenza e la massima informazione in grado di unire al meglio protezione e promozione delle nostre esperienze agroalimentari", ha aggiunto il ministro. "l'aumento dell'8% delle esportazioni nei primi di cinque mesi del 2017 dimostra quanto l'italia guadagna dall'internazionalizzazione", ha fatto notare CALENDA, ad avviso del quale "per portare piu' pmi a internazionalizzarsi dobbiamo concludere accordi commerciali come quello con il canada, che rimuovono gli ostacoli e le barriere tariffarie, ma allo stesso tempo dobbiamo tutelare i consumatori e i lavoratori con regole chiare e trasparenza sui prodotti commercializzati". "i decreti firmati oggi rispondono proprio a quest'ultima esigenza: garantiscono una scelta consapevole ai consumatori tramite l'obbligo di trasparenza nelle etichette", ha aggiunto il ministro. "quello di oggi e' un grande passo che pone l'italia all'avanguardia in europa e rafforza la fiducia nei confronti del sistema produttivo", ha concluso CALENDA.

 

(20 luglio 2017)(riproduzione riservata)

LAVORO NERO, CONVEGNO CIA CON ORLANDO, POLETTI, DI MICHELE, FAIOTTO, MININNI, CARINCI, SCANAVINO

con un convegno al quale sono intervenuti i ministri della giustizia andrea ORLANDO e del lavoro giuliano POLETTI, la cia-agricoltori italiani ha sollevato alcune questioni che riguardano i problemi che, secondo i datori di lavoro, derivano dall'applicazione della legge contro il caporalato e il lavoro nero, proponendo alcune modifiche. per la cia “le norme contenute nel provvedimento sono giuste ma dovrebbe essere operata una distinzione tra reati gravi, gravissimi e violazioni anche solo formali della legislazione sul lavoro e della contrattazione collettiva”. a giudizio dell'organizzazione “non si può mettere sullo stesso piano penale chi recluta e sfrutta la manodopera e chi commette un'infrazione amministrativa”. sul tema della legalità "il settore ha fatto molti progressi", ha detto il presidente della cia dino SCANAVINO concludendo l’incontro.  chiediamo - ha ribadito - l'"adeguamento di alcuni parametri" della legge alla realtà dell’"attività quotidiana" anche per poter accedere alla rete del lavoro agricolo di qualità". la gdo - ha fatto notare il presidente - disincentiva chi non e' nella rete. la risposta del governo non è stata del tutto negativa, ma sia POLETTI che ORLANDO hanno ribadito che la legge non si tocca. "non torniamo indietro all'impostazione precedente che individua il caporale come capro espiatorio ma non responsabilizza la filiera", ha puntualizzato ORLANDO. semmai il governo appare convinto che vada applicata con più decisione la parte propositiva del provvedimento, cioè quella relativa agli strumenti che possono facilitare la vita degli imprenditori a cominciare dalla rete del lavoro agricolo di qualità che ha registrato finora poche adesioni. "è una legge buona, utile alla filiera che non spinge verso la criminalizzazione dei datori di lavoro", ma non basta la repressione  e il penale per risolvere un problema. “occorre, accanto alla legge una politica", ha ammesso ORLANDO, meno convinto di POLETTI della virtuosità delle grandi aziende che, a dire del ministro del lavoro, sono grandi proprio in quanto rispettose della legalità. l'applicazione della parte propositiva della legge è stata sollecitata dai sindacati soprattutto in ordine alla gestione dei trasporti dei lavoratori attraverso apposite convenzioni e all'attivazione dei centri per l'impiego. sia stefano FAIOTTO, segretario nazionale della fai-cisl, sia giovanni MININNI, segretario nazionale della flai-cgil, hanno chiesto al governo uno sforzo in questa direzione, sottolineando il valore strategico di una stretta collaborazione tra le parti sociali. "l'impresa deve trovare utile e in interessanti iscriversi alla rete del lavoro di qualità", ha detto FAIOTTO, ribadendo che lo sfruttamento non è un'emergenza ma “qualcosa che viene da lontano". "non dobbiamo avere paura di fare un'alleanza nel settore per cacciare via le forze cattive", gli ha fatto eco MININNI, che ha sottolineato però la totale contrarietà della flai alle modifiche proposte dalla cia. l'opportunità che l’iscrizione alla rete del lavoro agricolo sia incentivata attraverso meccanismi di premialita’ è stata piu’ volte ribadita anche dal direttore generale dell'inps gabriella DI MICHELE, che ha evidenziato come - secondo l’inps - "il problema del mondo agricolo è un problema di sostenibilità".  proprio sull'aspetto della premialita’ è venuta una piccola apertura verso una possibile modifica della legge dal deputato vicepresidente della commissione agricoltura della camera massimo FIORIO (pd). per far si’ che la legge contro il caporalato e il lavoro nero non si trasformi in un atto persecutorio nei confronti dei datori di lavoro, il procuratore capo di tivoli francesco MENDITTO ha proposto un monitoraggio annuale o semestrale della sua applicazione. a nome del ministro delle politiche agricole e’ intervenuto il capo della segreteria tecnica alessando APOLITO, che ha rammentato ai presenti l’impegno del mipaaf sui temi del lavoro. le modifiche legislative proposte dalla cia sono state illustrate dal professor franco CARINCI, ordinario di diritto del lavoro a bologna. tra gli ospiti del convegno la parlamentare del pd gessica ROSTELLATO, il presidente della copagri franco VERRASCINA, sandro GAMBUZZA della giunta di confagricoltura; nicola CAPUTO, direttore dell’area sindacale della confagricoltura, matteo MILANESI, capo dell’ufficio legislativo della fedagri. 

 

(19 luglio 2017) (riproduzione riservata)