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agra press Prime Pagine SVIMEZ PRESENTA RAPPORTO SU ECONOMIA MEZZOGIORNO. 2016 ANNO COMPLESSO PER L'AGRICOLTURA

SVIMEZ PRESENTA RAPPORTO SU ECONOMIA MEZZOGIORNO. 2016 ANNO COMPLESSO PER L'AGRICOLTURA

"il mezzogiorno e' uscito dalla lunga recessione e nel 2016 ha consolidato la ripresa, registrando una performance per il secondo anno superiore, se pur di poco, rispetto al resto del paese", rende noto lo svimez, associazione per lo sviluppo dell'industria nel mezzogiorno, che ha presentato il proprio rapporto 2017 sull'andamento dell'economia del sud italia. "l'industria manifatturiera meridionale e' cresciuta al sud nel biennio di oltre il 7%, piu' del doppio del resto del paese, 3%; influiscono positivamente le politiche di sviluppo territoriale mentre restano le difficolta' delle imprese del sud ad accedere agli strumenti di politica industriale nazionale. la stretta integrazione e interdipendenza tra sud e nord rafforza la necessita' di politiche meridionaliste per far crescere l'intero paese", prosegue la svimez, rilevando che e' "ottima la performance soprattutto al sud delle esportazioni nel biennio 2015-2016". "le previsioni per il 2017 e il 2018 confermano che il mezzogiorno e' in grado di agganciare la ripresa, facendo segnare tassi di crescita di poco inferiori a quelli del centro-nord. tuttavia la ripresa congiunturale e' insufficiente ad affrontare le emergenze sociali. il tasso di occupazione nel mezzogiorno e' ancora il piu' basso d'europa, 35% inferiore alla media ue, nonostante nei primi 8 mesi del 2017 siano stati incentivati oltre 90 mila rapporti di lavoro nell'ambito della misura 'occupazione sud'", aggiunge ancora l'associazione, sottolineando che "la poverta' e le politiche di austerita' deprimono i consumi. il sud e' un'area non piu' giovane ne' tantomeno il serbatoio di nascite del paese. il governo nell'ultimo anno ha riavviato le politiche per il sud; fondamentali due interventi: le zes e la 'clausola del 34%' sugli investimenti ordinari". "il 2016 e' stato un anno particolarmente difficile per l'agricoltura italiana nel suo complesso e per quella meridionale in particolare, dopo i segnali positivi dell'anno precedente che avevano fatto sperare in un percorso di ripresa stabile. i prezzi dei prodotti agricoli sono calati piu' di quanto non si siano ridotti i costi dei fattori produttivi, la spesa delle famiglie per beni alimentari ha continuato a scendere. in questo quadro generale, l'agricoltura del mezzogiorno ha presentato i maggiori segni di debolezza, complice il forte peso dell'olivicoltura, che ha sommato agli effetti dell'alternanza produttiva quelli degli attacchi fitopatologici favoriti dalle particolari condizioni meteorologiche, ma anche una struttura produttiva che non investe e che continua a vedere aumentare i divari di produttivita' rispetto al resto del paese", precisa l'associazione, sottolineando che "innanzitutto, il valore aggiunto del settore primario meridionale e' tornato a diminuire ed e' stato pari a 12.365 milioni, mostrando un calo di ben l'8,8% rispetto all'anno precedente. il calo della produzione di beni e servizi e' stato del 9,5% nel mezzogiorno, a fronte di un -1,9% nel centro-nord. la performance dell'agricoltura ha mostrato valori diversi a livello regionale. la sardegna e' l'unica regione che dal 2015 al 2016 ha visto crescere il valore aggiunto dell'agricoltura in termini reali. tutte le altre regioni del mezzogiorno registrano variazioni negative". "in questo quadro negativo, le esportazioni agroalimentari e la bilancia agroalimentare presentano saldi positivi. nel 2016 le esportazioni meridionali di prodotti agroalimentari sono state pari a 6.680 milioni. pero' solo il 17,8% delle esportazioni agroalimentari italiane proviene dal mezzogiorno. e' questo uno dei segni piu' evidenti della debolezza del sistema produttivo meridionale la cui capacita' esportativa trova dei limiti non solo nelle caratteristiche strutturali delle imprese, ma anche negli aspetti logistici e nella capacita' organizzativa e associativa. circa il 45% delle esportazioni meridionali proviene dalla campania che esporta soprattutto prodotti trasformati. seguono puglia e sicilia per le quali le componenti agricola e trasformata contribuiscono in misura quasi equivalente alle esportazioni regionali", aggiunge ancora la svimez, evidenziando che "l'agricoltura meridionale ha investito nel 2016 circa 2,2 miliardi a valori correnti, -3,4% rispetto al 2015. in termini reali si tratta del 73% di quanto si investiva nel 2010". "nonostante la congiuntura negativa che ha caratterizzato il settore agricolo, nel 2016 l'occupazione e' continuata ad aumentare e quasi il 70% dell'incremento dei posti di lavoro e' legato all'evoluzione dell'agricoltura meridionale che l'anno scorso ha occupato 528 mila unita', +1,5% rispetto al 2015, quasi il 58% dell'occupazione agricola totale. di fatto, in termini di occupazione, il sistema agricolo pesa sul sistema economico meridionale per il 7,7%. l'agricoltura continua, dunque, a essere una forte leva per il lavoro", rileva ancora la svimez, osservando che "nel mezzogiorno crescono entrambe le componenti dell'occupazione, dipendente ed indipendente, ma gli indipendenti crescono piu' dei dipendenti: i primi sono, infatti, aumentati di 4,4 mila unita', a fronte di un incremento di 3,5 mila unita' dei secondi". secondo la svimez "al di la' delle punte di eccellenza e di una parte di agricoltura professionale che innova e che e' in grado di competere sui mercati internazionali, l'agricoltura meridionale presenta, dunque, i problemi di sempre". maggiori dettagli sono disponibili su https://goo.gl/Jw7vfv. una sintesi del rapporto e' consultabile su https://goo.gl/ADekoy.

 

(07 novembre 2017)(riproduzione riservata)