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FRUIT LOGISTICA, CONVEGNO CSO ITALY, ALEANZA COOPERATIVE, ITALIA ORTOFRUTTA, ITALMERCATI E ALTRI

"l’ortofrutta italiana dovra' essere sempre piu' internazionale, questa la parola d’ordine emersa a gran voce in occasione dell’evento organizzato da cso italy a fruit logistica e promosso da alleanza cooperative agroalimentare, fruitimprese, italia ortofrutta, italmercati e fedagromercati", informa il cso italy in un comunicato stampa. "la produzione di ortofrutta italiana del 2018 e' stimata in circa 24,5 milioni di tonnellate, un volume di circa 2 punti percentuali superiore allo scarso 2017, su livelli simili rispetto alle precedenti stagioni" ma "gli ultimi dati disponibili, ma ancora parziali per quanto riguarda il 2018, rilevano una lieve flessione del volume destinato ai mercati esteri", prosegue il comunicato. “cso italy e' al fianco delle aziende associate con tre grandi progetti europei che ci vedranno protagonisti nei prossimi tre anni della promozione dell’ortofrutta italiana fresca e trasformata in aree chiave per il nostro export quali cina, giappone, taiwan, usa, emirati arabi e, per il biologico, anche francia e germania”, ha detto il presidente cso paolo BRUNI introducendo l'incontro. "emerge l’importanza strategica dell’apertura di nuovi mercati internazionali attraverso il complesso lavoro tecnico-diplomatico messo a punto dallo stato italiano. gli obiettivi a medio termine sono tutti concentrati sull’asia, con la cina in primo piano seguita da thailandia, vietnam e taiwan. mercati recettivi e dove la domanda di frutta europea, in particolare mele, kiwi, pere uva ed agrumi denota un grande potenziale.  per questi paesi inoltre non bisogna dimenticare gli ortaggi, cosi' come le produzioni biologiche, altre eccellenze dell’ortofrutta made in italy. bene i trattati di libero scambio con canada, messico e giappone ma sarebbe fondamentale inserirvi all'interno anche la parte fitosanitaria per i prodotti ortofrutticoli che invece oggi devono procedere con protocolli dedicati e quindi, di fatto, sono esclusi dal libero scambio", ha aggiunto. sulle difficolta' ad aprire nuovi mercati di sbocco per le produzioni orto-frutticole ha posto l’accento - prosegue il comunicato - anche il coordinatore ortofrutta di alleanza cooperative agroalimentare davide VERNOCCHI che vede come un “grande paradosso il fatto che da un lato le nostre imprese abbiano la possibilita' di accedere ai fondi comunitari per progetti di promozione verso i paesi extra ue, e che dall'altro lato non accenni affatto a ridursi la lista dei mercati che restano ancora preclusi al nostro export". "emblematico il caso delle mele italiane, che a distanza di quattro anni dalla chiusura delle frontiere russe, non hanno trovato ancora sbocchi alternativi. nonostante il grande impegno profuso per cercare di aprire nuovi mercati, ad iniziare da vietnam, taiwan cina e thailandia, purtroppo tutto e' ancora fermo. e lo stessa situazione si riscontra anche in tema di export di kiwi, dove a fronte di analogo incessante lavoro fatto di trattative e di invio di prove sperimentali, non c’e' ancora alcun sospirato via libera ad avviare la commercializzazione in mercati potenzialmente assai interessanti per le nostre produzioni, come giappone, israele, vietnam o colombia”, ha evidenziato VERNOCCHI. a rimarcare "le necessita' urgenti delle imprese esportatrici" anche marco SALVI presidente di fruitimprese, spiega il comunicato. "dopo cinque anni di continua crescita il valore delle nostre esportazioni ha subito una brusca frenata. i dati consuntivi del 2018, ancora provvisori, indicano una tendenza negativa che deve preoccupare non solo le imprese ma anche le istituzioni. e’ giunto il momento di dare un’accelerazione concreta ai negoziati aperti per consentire alle imprese di affacciarsi su nuovi mercati. il settore ortofrutticolo e' uno dei pilastri del sistema agroalimentare italiano, aiuta la crescita economica e sostiene l’occupazione; per tale motivo ritengo debba meritare maggiore attenzione da parte delle istituzioni per renderlo ancora piu' attraente e competitivo”, ha asserito SALVI. anche gennaro VELARDO presidente di italia ortofrutta, unione nazionale ha confermato "l’importanza degli sbocchi internazionali per l’italia", continua il comunicato. “che il futuro dell’ortofrutta italiana sia sempre piu' legato all’export e' ormai un dato di fatto ed in questo scenario il lavoro di negoziazione di nuovi protocolli portato avanti dal nostro ministero si qualifica come un sostegno essenziale per l’apertura di nuovi canali di sbocco: il recente accordo per l’esportazione di nocciole in cina e la possibilita' di ricorrere al trasporto aereo per l’esportazione di arance verso i mercati asiatici sono soltanto i frutti piu' recenti di un lavoro che e' necessario portare avanti con sempre maggiore incisivita' pensandolo non come un ambito di competenza del solo ministero ma come una delle principali “azioni di sistema” dell’intero settore", ha detto VELARDO, per il quale "portare valore all'ortofrutta italiana e' un impegno che va perseguito da tutti con unita' di intenti ed obiettivi al fine di realizzare un nuovo rinasci-mento del settore in linea con la passione, l’impegno e la capacita' di lavoro che sempre hanno contraddistinto le imprenditorialita' del settore e le organizzazioni dei produttori". "come italia ortofrutta unione nazionale abbiamo sempre creduto nel gioco di squadra e siamo convinti che un nuovo patto per lo sviluppo tra amministrazioni nazionali, rappresentanze ed imprese sia il modello da seguire per ottenere risultati per l’intero sistema”, ha concluso VELARDO. sul fronte mercati - aggiunge ancora il comunicato - "emerge l’importanza dell’export italiano" come conferma valentino DI PISA, presidente di fedagromercati nazionale: “l’estero rappresenta sempre di piu' un’opportunita' fondamentale per i grossisti e per tutte le piccole e medie imprese italiane, le quali contribuiscono al 40% del valo-re aggiunto e dell’occupazione del nostro paese. le aziende dell’ingrosso ortofrutticolo guardano sempre di piu' ai buyers esteri per la crescita delle loro aziende e la promozione del made in italy nel mondo. il primo mercato di riferimento della categoria resta l’europa, con un’apertura ai paesi dell’est (romania, bulgaria, polonia) ed e' per questo che negli ultimi anni fedagro si e' impegnata nel realizzare una solida rete fra le aziende dei paesi europei, operazione che si e' concretizzata con la realizzazione del manifesto dei grossisti europei, presentato in parlamento europeo lo scorso 23 gennaio ed aperto a tutte le rappresentanze europee della categoria. obiettivi dell’iniziativa sono la realizzazione di nuove opportunita' commerciali, il rilancio del ruolo dell’ingrosso e la valorizzazione della ricchezza dell’ortofrutta europea”. anche fabio massimo PALLOTTINI presidente di italmercati evidenzia "gli sforzi della sua rete per l’internazionalizzaione con progetti sempre piu' sfidanti e accordi con mercati strategici quali quelli ucraini e cinesi considerando soprattutto il ruolo protagonista dell’italia in europa sconosciuto in passato. inoltre, c’e' la volonta' di promuovere il knowhow italiano nel sistema dei mercati in tutti quei paesi che intendano sviluppare un moderno modello di distribuzione all'ingrosso dell’ortofrutta", fa sapere il comunicato. e simona CASELLI, assessore agricoltura, caccia e pesca della regione emilia romagna ribadisce "il sostegno della regione all'ortofrutta sui mercati internazionali", sottolinea il comunicato. “siamo fattivamente impegnati come istituzione regionale con la messa in campo sia di risorse finanziarie che tecniche. di importanza fondamentale sono le iniziative per favorire l’apertura di nuovi mercati molto spesso preclusi ai nostri prodotti dalla presenza delle cosiddette barriere fitosanitarie. a questo riguardo, ricordo con piacere la notizia della riapertura del dossier pere da parte della cina a cui dovranno seguire anche i protocolli per altri importanti prodotti quali il kiwi", ha asserito CASELLI. “dobbiamo fare sistema e mettere a punto tutti gli strumenti necessari per aggregare le aziende anche con l’impiego di risorse finanziarie dedicate. subiremo le conseguenze della brexit e occorre reagire sfruttando appieno il nostro sistema logistico.e’ fondamentale la programmazione, la gestione delle risorse e la gestione delle crisi in grado di dare all'agricoltore strumenti di copertura adeguati”, ha osservato felice ASSENZA, direttore generale delle politiche europee e internazionali del mipaaft. “organizziamo  una task force che coinvolga anche le regioni per focalizzare l’attenzione sull'apertura di nuovi mercati. mettiamo a punto una modalita' di lavoro piu' snella per arrivare all'apertura dei mercati in tempi rapidi, fatto quanto mai necessario per il nostro export", ha proposto il sottosegretario del mipaaft alessandra PESCE. 

 

(7 febbraio 2019)(riproduzione riservata)

 

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