BIOLOGICO: ANABIO-CIA, ITALIA AGGIORNI STRATEGIA NAZIONALE SECONDO PIANO D’AZIONE UE

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“il governo italiano aggiorni al piu’ presto la strategia nazionale sul biologico per essere all’altezza del green deal ue e tutelare la leadership del settore made in italy nel mondo. dall’europa arrivano stimoli e incentivi importanti da cogliere come opportunita’ decisiva”, afferma anabio, l’associazione per il biologico di cia-agricoltori italiani dopo la presentazione del “piano d’azione per lo sviluppo del settore biologico: sulla strada verso il 2030” della commissione ue. “l’approccio che emerge dal nuovo documento di bruxelles implica una conversione su larga scala dell’agricoltura convenzionale alla produzione bio che non puo’ essere raggiunta seguendo i vecchi schemi organizzativi e produttivi”, sottolinea anabio-cia, secondo cui “l’obiettivo del 25% di terreni agricoli coltivati con metodo bio entro il 2030 richiede, infatti, una revisione pragmatica anche delle azioni previste dall’italia e a rafforzamento dei risultati gia’ raggiunti come i 2 milioni di ettari coltivati a biologico con un valore della produzione pari a 6,3 miliardi di euro”. “in quest’ambito serve chiaramente un’analisi d’impatto da parte della commissione ue e dell’italia”, precisa anabio-cia, che spiega: “occorre capire gli effetti che avrebbe un aumento della produzione bio su agricoltura totale, tenuta delle aziende del settore e, infine, sui cittadini”. “una maggiore offerta con diminuzione dei prezzi, positiva per il consumatore, non si ripercuota negativamente sul reddito degli agricoltori, finora tutelati dal mercato”, avverte anabio-cia. “piu’ in generale, il piano italiano dovra’ quanto prima rivedere e integrare gli indicatori quantitativi, avere target piu’ ambiziosi e scadenze chiare”, afferma anabio-cia. “la commissione ue spinge su una maggiore accessibilita’ dei prodotti bio, stimolando la domanda e lavorando sulla fiducia dei cittadini, su un nuovo impulso da dare alla catena del valore e sul riposizionamento del settore nella transizione green”, sottolinea anabio-cia, nell’aggiungere che sta “agli stati membri e, quindi, anche all’italia, il compito di spiegare come intendano contribuire al processo, fissando un valore nazionale per la quota di superficie bio nel 2030. la commissione seguira’ con monitoraggio e revisione a medio termine”. per anabio-cia, “dunque, c’e’ sul tavolo una chiara proposta di assunzione di responsabilita’ tra le parti con l’impegno dell’europa, attraverso il piano, ad aumentare il finanziamento per la ricerca e l’innovazione nel comparto, a realizzare una migliore tracciabilita’ dei prodotti partendo da un organico database dei certificati di tutti i produttori ue e, ancora, a supportare la promozione tra i consumatori e, in modo particolare, tra i bambini aumentando la distribuzione di prodotti biologici all’interno delle scuole e nelle mense pubbliche”. “da tempo chiediamo chiarezza, tracciamento, raccolta e analisi dei dati in modo strutturato lungo la filiera produttiva, perche’ fondamentali al consolidamento del settore e a nuove fasi di sviluppo verso l’aggregazione e la sostenibilita’”, ribadisce anabio-cia, che conclude: “il piano d’azione ue rappresenta, in tal senso, uno strumento di lavoro utile che le istituzioni italiane devono poter fare proprio, in modo dinamico e anche grazie al contributo delle organizzazioni di settore. bene, infine, l’istituzione di una ‘giornata del biologico’ europea”.