CARRA (UILA), VIOLENZA A KAMALJIT, BRACCIANTE A PONTINIA NECESSITA CONTINUO CONTRASTO A SFRUTTAMENTO

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giorgio CARRA, segretario generale uila uil di latina, in merito all’ ultimo fatto di violenza accaduto nei giorni scorsi di cui e’ stato vittima a pontinia un lavoratore indiano ha dichiarato: “il nuovo episodio di violenza riguardante il bracciante SINGH KAMALJIT, aggredito da un imprenditore agricolo di pontinia, oltre a rappresentare un grave sopruso ai danni di un lavoratore, ripropone un’immagine del settore agricolo della provincia di latina che non corrisponde alla realta’. a questo proposito ci aspetteremmo anche da parte delle organizzazioni datoriali parole chiare ed inequivocabili nei confronti di questi personaggi che ‘inquinano’ la reputazione delle migliaia di imprenditori agricoli che, invece, quotidianamente con dedizione e fatica svolgono la loro attivita’ nel rispetto della legge e dei contratti e dei numerosissimi lavoratori e lavoratrici agricoli della provincia”. “quanto accaduto ci impone pero’ di ribadire la necessita’ di definire, dopo tante chiacchiere sulla lotta al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura, misure effettivamente esigibili di assistenza legale e, soprattutto, economica per tutte quelle situazioni in cui i lavoratori e le lavoratrici, oltre a subire lo sfruttamento, siano anche vittime di violenza da parte di pseudo datori di lavoro o da parte di pseudo organizzazioni che si inseriscono nel mondo del lavoro agricolo con oscure proposte di intermediazione illecita di manodopera” avverte CARRA. “ad oggi, infatti, dobbiamo ringraziare i rappresentanti delle comunita’ indiane ed in particolare singh GURMUKH, che si fanno carico di far emergere queste situazioni convincendo i lavoratori vittime a sporgere denuncia, ma nel contempo dobbiamo constatare che nonostante sia stata emanata una legge regionale e nonostante le ingenti risorse investite per l’attuazione del piano nazionale per il contrasto al caporalato, nessuna misura di questo genere e’ disponibile e questi lavoratori sono e saranno sempre piu’ soli ed indifesi”, prosegue CARRA. “a questo proposito vogliamo ricordare il caso di SINGH INDERBIR, il bracciante di campoverde, anche lui picchiato dal suo datore di lavoro per aver avuto ‘l’ardire’ di richiedere il pagamento della retribuzione spettante. a distanza di 2 anni dal gravissimo episodio, SINGH INDERBIR da un lato e’ ancora in attesa della conclusione dell’iter giudiziario davanti al giudice di pace e, dall’altro solamente il 26 settembre prossimo potra’ partecipare alla prima udienza del procedimento penale conseguente al rinvio a giudizio deciso ad aprile dal tribunale di latina. in questo lungo lasso di tempo, la uila uil ha continuato a stare al fianco del lavoratore nella piu’ completa indifferenza di tutti i livelli istituzionali, nella speranza che possa concludersi con la possibilita’ per il lavoratore stesso di ottenere un adeguato risarcimento per i danni subiti”, spiega CARRA. “e’ evidente che senza un sostegno concreto e continuativo, SINGH INDERBIR non avrebbe potuto difendersi e che, anche SINGH KAMALJIT, dopo tanti attestati di solidarieta’ si trovera’, oltre che malmenato, senza lavoro, senza retribuzione e senza nessuna prospettiva. dopo la denuncia alle autorita’ di polizia, e’ importantissimo che tutti facciano la loro parte: l’ispettorato del lavoro deve accertare la situazione lavoristica dell’azienda coinvolta, l’inps deve accertare la regolarita’ contributiva a l’autorita’ giudiziaria gli aspetti penali connessi alle violenze commesse nei confronti di un lavoratore proprio dipendenze. anche in questo caso la uila uil, cosi’ come per l’analogo episodio di campoverde, e’ e sara’ a disposizione del lavoratore vittima di violenza e sfruttamento garantendogli tutto il supporto sindacale e legale per affrontare il complesso e controverso percorso per ottenere giustizia resta la consapevolezza che senza una adeguata azione investigativa, senza un adeguato e coordinato intervento degli organi di vigilanza e senza uno strutturato sostegno i lavoratori e le lavoratrici vittime di sfruttamento e di violenza, ben difficilmente otterranno giustizia nel mentre gli sfruttatori e i violenti continueranno a pensare di poter agire impunemente. tutto questo determina ripercussioni gravissime non solo per i lavoratori e le lavoratrici, ma per tutto il settore agricolo della provincia di latina che, ancora una volta, balzera’ alle attenzioni della cronaca non certo per le eccellenze e per la laboriosita’ degli imprenditori e dei lavoratori del settore che certamente la caratterizzano”, conclude CARRA.