RISCHIO IDROGEOLOGICO: VINCENZI (ANBI), NOSTRO IMPEGNO E’ QUOTIDIANO MA POLITICA INTERVENGA

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“solo dopo l’alluvione, il consorzio di bonifica delle marche e’ stato nominato, dalla regione, soggetto attuatore per la messa in sicurezza del reticolo idrografico minore; questo gli consente di agire con piu’ velocita’. se i soldi promessi dal governo arrivassero domani, dopodomani si potrebbero gia’ cantierare gli interventi, garantendo grande efficienza”, afferma il presidente anbi, francesco VINCENZI, che ricorda “come i consorzi di bonifica siano deputati ad occuparsi solo della manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua minori; il resto, come i grandi fiumi, compete alle regioni, che pero’ devono perlopiu’ attendere i finanziamenti ministeriali”, precisa un comunicato di anbi. “gia’ dalla tragica notte del 15 settembre scorso il consorzio di bonifica della marche si e’ immediatamente attivato e da allora sono stati eseguiti 89 interventi in emergenza a senigallia e in altri paesi dell’entroterra pesarese ed anconetano”, evidenzia il presidente dell’ente consorziale, claudio NETTI, che all’indomani della tragedia di senigallia – ricorda il comunicato – denuncio’ le lentezze burocratiche, concause della drammatica alluvione. “sono stati spesi finora oltre 703.000 euro, molti dei quali probabilmente non saranno neanche recuperati dai fondi stanziati per l’emergenza. non solo, dopo la ricognizione dei nostri tecnici sul territorio, sono stati programmati altri 64 interventi, alcuni dei quali molto importanti, il tutto per una spesa stimata di circa 4.886.000 euro”, sottolinea NETTI. “in sardegna, invece, il caso simbolo del disastro ambientale e’ il comune di bitti, dove ci fu un’alluvione nel novembre 2020”, afferma il comunicato, che prosegue: “i lavori di messa in sicurezza sono stati affidati al consorzio di bonifica della sardegna centrale, nonostante il comune barbaricino interessato non rientrasse nel comprensorio consortile; cio’, perche’ il ‘sardegna centrale’ e’ l’unico ente del territorio a possedere i mezzi e le competenze idonei a garantire gli interventi contro il rischio idrogeologico. la struttura sta attualmente portando avanti, nel proprio comprensorio, progetti e cantieri per circa 40 milioni di euro, tra cui anche i lavori per bitti, territorio che due anni fa fu travolto da un fiume di fango e detriti: cinque i progetti affidati, in via straordinaria, dalla protezione civile e di cui 3 gia’ conclusi, mentre i restanti 2 sono in corso di realizzazione”. “sono questi due esempi della riconosciuta capacita’ operativa dei consorzi di bonifica italiani”, sottolinea massimo GARGANO, direttore generale anbi, che conclude: “da sola, pero’, non basta di fronte alla velocita’ della crisi climatica ed all’estremizzazione degli eventi atmosferici. serve una visione politica, che ponga il territorio al centro, ad iniziare dall’approvazione della legge contro il consumo di suolo, che giace da due legislature in parlamento. dopo tante dichiarazioni sarebbe una concreta assunzione di responsabilita’”.