“LE FIGARO”: VOLONTARI PER SALVARE LA PRODUZIONE AGRICOLA DEI KIBBUTZ ATTACCATI

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su “le figaro”, stanislas POYET racconta come gruppi di volontari – armati e protetti dell’esercito – si stiano mobilitando per salvare la produzione agricola dei kibbutz assaltati da hamas il 7 ottobre. la’ dove i kibbutzim sono stati massacrati o rapiti e costretti a fuggire, insieme alla manodopera straniera che ha subito la stessa sorte, questi volontari, per lo piu’ inesperti, cercano di mandare avanti la produzione, perche’ non tutto vada perduto. nel kibbutz di saad, dove si producono fiori in serra, ad esempio, lavora alma ZEGMAN, che avrebbe dovuto iniziare proprio adesso i suoi studi di architetto del paesaggio. il governo pero’ ha deciso di rinviare l’inizio dei corsi, per cui ha deciso di unirsi all’associazione “fratelli in armi”, “perche’ dovevo fare qualcosa. non potevo restare senza fare niente”, spiega. “ci si sente obbligati, perche’ il governo non ne e’ capace. non e’ stato capace di proteggerci il 7 ottobre, non e’ capace di proteggerci oggi, tocca a noi mobilitarci”. i volontari vengono un po’ dappertutto, fin dalla california, e hanno tutte le eta’. la zona e’ ancora instabile e ancora soggetta ad attacchi, diretti e indiretti, per cui il coordinamento con l’esercito e’ necessario ed e’ ancora pressoche’ impossibile lavorare in campo aperto. ma sono determinati a mantener vivo il sogno dei kibbutzim.