PAC 2028-2034: FINI (CIA) CHIEDE A LOLLOBRIGIDA E FOTI POSIZIONE NETTA SU RISORSE E GOVERNANCE. AGRICOLTURA NON NEGOZIABILE

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“serve una posizione netta su risorse, governance e vincoli di destinazione dei fondi nell’ambito del qfp 2028-2034. contro il declino scellerato minacciato dal fondo unico, si converga con forza affinche’ le disposizioni relative alla pac post 2027 abbiano almeno un regolamento specifico e non vengano disperse in quello dei piani di partenariato (nrpp)’. e’ quanto afferma il presidente nazionale di cia-agricoltori italiani, cristiano FINI, in occasione dei consigli agrifish e affari generali di oggi e mentre parte il countdown per salvare le sorti di tutta l’agricoltura europea’”. lo rende noto un comunicato di cia, che cosi’ prosegue: “‘la riforma della pac sta entrando nella fase cruciale del negoziato ue ed e’ fondamentale che le prossime decisioni garantiscano agli agricoltori una prospettiva di stabilita’, semplificazione e, soprattutto, certezza giuridica – fa sapere il presidente nazionale di cia, FINI al ministro dell’agricoltura, francesco LOLLOBRIGIDA, e al ministro per gli affari europei, tommaso FOTI -. rivendichiamo con orgoglio l’aver scongiurato l’ipotesi di tagli lineari al bilancio pac, oltre il 20%, e di aver ottenuto un incremento di circa un miliardo di euro per l’agricoltura nazionale rispetto alla programmazione attuale, ma la partita resta ancora aperta’. ancora in mobilitazione, quindi, come nelle manifestazioni di bruxelles e strasburgo, cia punta i riflettori sull’architettura della pac e sulle criticita’ insite nei piani di partenariato nazionale e regionale: allocazione non ideale per la politica agricola, ‘aprirebbe la strada a distorsioni della concorrenza nel mercato unico e a una perdita della visione strategica europea. inoltre, invece di semplificare, questa frammentazione – chiosa FINI – rischia di generare una burocrazia eccessiva per le autorita’ nazionali e per i beneficiari’. imperativo per cia intervenire sulla specificita’ dei testi legislativi. in sostanza no al regolamento nrpp, si’ ai regolamenti settoriali pac e ocm. resta la complessita’, ma si potra’ contribuire – secondo cia – a preservare la coerenza del quadro normativo e la competenza in capo ai ministri dell’agricoltura. poi l’affondo sulle promesse della VON DER LEYEN: ‘occorre garantire maggiore chiarezza e certezza giuridica affinche’ la quota del 10% del target rurale sia, effettivamente, vincolata al settore agricolo – conclude FINI – e che eventuali margini di flessibilita’ per l’utilizzo dei fondi non allocati siano destinati prioritariamente agli agricoltori. queste sono le nostre priorita’ negoziali. l’italia non arretri, difenda con determinazione un pilastro essenziale per la sicurezza alimentare e la vitalita’ delle aree rurali’.”.