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“le associazioni cooperative esprimono un giudizio complessivamente positivo sull’iniziativa, ritenendola coerente con l’assetto costituzionale delineato dall’art. 45 della costituzione, che affida agli ‘opportuni controlli’ la tutela del carattere mutualistico della cooperazione. il documento ricostruisce la genesi storica del sistema di vigilanza, fondato sull’affiancamento tra stato e centrali cooperative sin dalla legge base del 1947, e ne dimostra l’efficienza attraverso dati empirici e un’analisi comparata con i modelli europei (germania, austria, francia, portogallo)”. lo affermano in un comunicato congiunto confcooperative, legacoop, agci, unicoop, unci e uecoop, in audizione alla X commissione attivita’ produttive della camera dei deputati sul disegno di legge a.c. 2577, relativo alla delega al governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici. “le centrali cooperative (confcooperative, legacoop, agci, unicoop, unci e uecoop) – continua il comunicato – sottolineano tuttavia che la riforma non deve limitarsi al rafforzamento dei controlli, ma deve accogliere il monito della corte costituzionale (sentenza n. 116/2025), che invita il legislatore a rilanciare anche la dimensione promozionale della politica cooperativa, oggi in grave crisi. le associazioni propongono altresi’ una serie di emendamenti puntuali al testo del ddl, volti a: garantire la copertura della vigilanza su tutti gli enti, assicurare proporzionalita’ nelle sanzioni, valorizzare la funzione consultiva della commissione centrale e preservare l’autonomia statutaria delle associazioni. viene inoltre auspicato un intervento legislativo piu’ ampio in ambito tributario, societario e sociale per sostenere la promozione e lo sviluppo del movimento cooperativo”.
