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“due decreti d’urgenza in pochi giorni, uno correttivo dell’altro. le modifiche introdotte con il dl 42 del 3 aprile 2026 vanno nella direzione giusta e vengono accolte con favore, ma non bastano: nessuna impresa puo’ investire se le regole cambiano a partita in corso”. lo ha ribadito oggi l’alleanza delle cooperative nel corso dell’audizione in senato. lo rende noto un comunicato dell’alleanza che cosi’ prosegue: “sul fronte di transizione 5.0, alleanza delle cooperative ha espresso apprezzamento per le misure correttive introdotte con il decreto-legge 3 aprile 2026, n. 42, che ha significativamente modificato l’articolo 8 del decreto in esame. tuttavia, l’alleanza ha sottolineato la necessita’ di porre fine all’instabilita’ sistemica che ha caratterizzato gli incentivi all’innovazione. tra le richieste: stabilita’ pluriennale degli incentivi fuori dal pnrr, dotazione finanziaria adeguata prima dell’apertura delle domande, accesso semplificato per le cooperative e le pmi, e l’istituzione di un tavolo permanente governo-associazioni-gse. il costo del carburante, stabilmente oltre i 2 euro al litro con dinamiche sempre piu’ scollegate da fattori oggettivi, sta mettendo in ginocchio l’autotrasporto. il carburante pesa tra il 30% e il 35% dei costi operativi: l’incremento attuale azzera completamente i margini. le misure fin qui adottate sono insufficienti: riduzioni delle accise di durata limitatissima, un fondo da 100 milioni inadeguato, rimborsi con tempi fino a 60 giorni incompatibili con le esigenze di liquidita’. l’alleanza chiede un credito d’imposta di 200 euro per mille litri di gasolio commerciale per garantire l’invarianza dei benefici gia’ riconosciuti al settore; l’estensione del contributo straordinario ai carburanti alternativi come l’hvo; l’utilizzo immediato del credito da rimborso accise senza attendere i 60 giorni; la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e contributivi. devono essere inclusi tra i beneficiari anche il trasporto passeggeri tpl, scolastico, turistico e le imprese del settore igiene ambientale, esposte agli stessi identici aumenti di costo. con favore e’ stata accolta l’abrogazione della misura che prevedeva la contrazione del regime fiscale dei dividendi, introdotta dalla legge di bilancio 2026. tale disposizione era in contrasto con capisaldi consolidati dell’ordinamento fiscale e fortemente penalizzante per la patrimonializzazione delle imprese, in particolare di quelle cooperative caratterizzate da un’ampia base sociale. sul tema degli investimenti in beni strumentali, l’alleanza ha condiviso la rimozione del requisito della provenienza geografica dei beni, ma ha evidenziato un rischio concreto: trasformare l’incentivo in una maggiorazione dell’ammortamento rischia di escludere de facto le cooperative, le imprese agricole e le imprese sociali, soggetti strutturalmente caratterizzati da bassa capienza fiscale. per questo l’alleanza propone di escludere la quota di perdita derivante dall’applicazione delle percentuali maggiorate dai limiti di riporto previsti dall’art. 84, comma 1, del tuir, cosi’ da rendere tale quota interamente riportabile negli esercizi successivi. l’alleanza ha avanzato anche un pacchetto di proposte integrative al decreto. in materia energetica, si chiede una norma di interpretazione autentica per confermare l’esenzione da accisa per le cooperative elettriche storiche, tutelando soggetti che autoproducono energia con finalita’ mutualistiche da oltre un secolo. si propone, inoltre, un incremento delle risorse del conto termico 3.0 da 900 milioni a 3 miliardi di euro l’anno e il riconoscimento di un sistema incentivante per gli accumuli elettrochimici di media taglia. sul fronte delle comunita’ energetiche rinnovabili (cer), l’alleanza ritiene necessario chiarire i parametri per la misurazione dello scambio mutualistico e di riconoscere la mutualita’ prevalente di diritto, favorendo cosi’ la costituzione di cer in forma cooperativa. per il settore agricolo, si richiede l’esplicita estensione del credito d’imposta per beni strumentali alle cooperative agricole e ai loro consorzi, rimuovendo un’incertezza applicativa che penalizza migliaia di produttori”.