(riproduzione riservata)
“il comitato nazionale per la sicurezza alimentare (cnsa) – sezione 1 sicurezza alimentare ha adottato, il 30 marzo 2026, il piano di programmazione triennale (shorturl.at/oCenI), documento che definisce le linee di indirizzo scientifico e le priorita’ tematiche su cui si concentrera’ l’attivita’ di valutazione del rischio nel triennio 2026-2028″. lo rende noto un comunicato del ministero della salute, che cosi’ prosegue: “il piano, condiviso con le direzioni generali competenti del ministero della salute, individua sette aree tematiche prioritarie, sulle quali specifici gruppi di lavoro si confronteranno per la produzione di pareri scientifici, nell’ambito di un approccio integrato one health. le sette aree prioritarie identificate dalla sezione 1 del cnsa sono: modelli di dieta mediterranea e sicurezza alimentare e nutrizionale – con particolare attenzione ai rischi microbiologici e chimici delle preparazioni tradizionali e delle conserve domestiche; metainfiammazione e sicurezza alimentare – analisi del ruolo dei contaminanti alimentari, nei meccanismi infiammatori cronici, con approfondimento sul microbioma; micro e nanoplastiche negli alimenti – valutazione delle incertezze scientifiche sull’esposizione umana e sviluppo di strumenti informativi per i cittadini, anche in vista di un futuro mandato efsa; pericoli emergenti dall’economia circolare e prevenzione degli sprechi alimentari – identificazione dei rischi chimici, microbiologici e fisici derivanti dall’impiego di materiali recuperati e da pratiche di riduzione degli sprechi lungo la filiera agroalimentare; metodi di cottura e sicurezza alimentare – valutazione della formazione di composti nocivi in relazione alle diverse tecniche di cottura, con raccomandazioni per la popolazione; disfagia e sicurezza alimentare – definizione di criteri nazionali per la sicurezza reologica delle diete a consistenza modificata destinate a pazienti vulnerabili; one health e interferenti endocrini nella filiera alimentare – valutazione integrata dell’esposizione dietetica a pfas, residui di pesticidi e farmaci veterinari, con approccio a miscele e attenzione alle popolazioni vulnerabili. la programmazione, che prevede un aggiornamento annuale, si inserisce nel quadro normativo definito dal regolamento (ce) n. 178/2002 e garantisce la separazione funzionale tra valutazione e gestione del rischio, principio cardine dell’indipendenza scientifica del comitato. i pareri scientifici prodotti dai gruppi di lavoro costituiranno la base per le attivita’ di comunicazione del rischio, sviluppate in sinergia con la sezione 2 del cnsa – la componente consultiva che rappresenta le associazioni dei consumatori e dei produttori”.
