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“oltre 24mila conversioni di permessi di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato nel solo 2025, il triplo rispetto al 2024, rappresentano un dato incontrovertibile: il superamento del tetto alle conversioni era una scelta necessaria, urgente e di civilta’. una battaglia sostenuta con forza dalla uila, che aveva sollecitato un intervento immediato gia’ subito dopo la morte di satnam SINGH, tragedia che ha fatto emergere quanto la precarieta’ giuridica e lavorativa produca ricatto, sfruttamento e insicurezza”. lo dichiara in un comunicato la segretaria generale uila enrica MAMMUCARI, commentando i dati del ministero dell’interno che indicano nel 2025 un aumento esponenziale delle richieste di conversione dei permessi di soggiorno per cittadini extraeuropei, certificando gli effetti concreti della liberalizzazione introdotta con il superamento dei limiti numerici previsti dai decreti flussi. “i numeri del 2025 dimostrano che quando si rimuovono vincoli ideologici e burocratici e si punta sul lavoro regolare, il sistema risponde – prosegue MAMMUCARI -. il superamento del tetto alle conversioni da lavoro stagionale a tempo determinato e indeterminato ha segnato un cambio di paradigma in un settore, come quello agricolo, che oggi sta vivendo una profonda transizione demografica e sociale e che ha bisogno di continuita’ occupazionale e competenze, non di lavoro usa e getta”. “anche il permesso speciale per grave sfruttamento lavorativo e l’assegno di inclusione, introdotti dal decreto 145/2024, rappresentano ulteriori passi in avanti significativi sul terreno dei diritti. misure che avevamo apprezzato – aggiunge MAMMUCARI – e che devono sempre piu’ sostenere politiche di inclusione e integrazione, indispensabili in un paese e in un settore che soffrono un progressivo invecchiamento della forza lavoro e una crescente difficolta’ nel reperire manodopera”. “adesso – continua la segretaria – e’ necessario avere ancora piu’ coraggio e prevedere il permesso di lavoro per attesa occupazione per tutti coloro che, entrati regolarmente in italia con i precedenti flussi, sono rimasti intrappolati da un sistema burocratico che li ha resi fragili, esponendoli alle maglie della clandestinita’. stabilizzare nel settore questi lavoratori, estendendo loro l’efficacia dell’attuale normativa, sarebbe una svolta sul versante delle politiche di inclusione: il pilastro di un’agricoltura piu’ giusta, piu’ forte e capace di futuro”.

