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il parlamento europeo ha approvato con 370 voti a favore, 201 contrari e 84 astensioni, la propria posizione sul regolamento che stabilisce la struttura e le cifre principali per il bilancio 2028-2034. i negoziati con il consiglio potranno avere inizio una volta che gli stati membri avranno raggiunto un accordo su una posizione comune completa. il parlamento europeo propone un budget per il periodo 2028-2034 di 1.780 miliardi di euro (a prezzi costanti 2025, pari a 2.010 miliardi di euro a prezzi correnti). cio’ rappresenta un aumento di 175,11 miliardi di euro (197,30 miliardi di euro a prezzi correnti) rispetto alla proposta di quadro finanziario pluriennale (qfp) della commissione ue del luglio 2025, ossia circa il +10%. tale aumento e’ calcolato escludendo dal bilancio il rimborso del debito del fondo nextgenerationeu (0,11% del reddito nazionale lordo – rnl), che il parlamento chiede sia gestito separatamente, senza intaccare i fondi ue, come invece proposto dalla commissione, lo rende noto un comuncato stampa del parlamento europeo. quest’incremento – continua il comunicato – attenuerebbe le pressioni inflazionistiche e andrebbe ripartito equamente tra le tre linee di bilancio destinate alle priorita’ dell’ue senza fondi extra destinati all’amministrazione e alle agenzie. il parlamento sottolineano inoltre che il prossimo bilancio a lungo termine deve rimanere uno strumento di investimento a sostegno delle politiche dell’unione, dei cittadini, delle regioni e delle imprese, comprese le piccole e medie imprese (pmi), garantendo un valore aggiunto dell’ue rispetto alla spesa nazionale. l’eurocamera – precisa il comunicato – si oppone fermamente a qualsiasi frammentazione o rinazionalizzazione, respingendo un approccio ‘a’ la carte’ e avvertendo che il modello della commissione ‘un unico piano per stato membro’ potrebbe indebolire le politiche dell’unione, ridurre la trasparenza e creare concorrenza tra i beneficiari. i deputati europei chiedono politiche forti e finanziate adeguatamente, con fondi distinti per le politiche previste nell’ambito dei piani di partenariato nazionali e regionali, comprese la POLITICA AGRICOLA COMUNE (pac) e la POLITICA PER LA PESCA, e anche per le regioni ultraperiferiche, la POLITICA DI COESIONE, il fondo sociale europeo e gli affari interni. il parlamento sottolinea inoltre che gli enti regionali e locali devono essere pienamente coinvolti nella pianificazione e attuazione dei programmi. il parlamento accoglie con favore la proposta della commissione di raddoppiare i finanziamenti per la competitivita’, la difesa, l’innovazione, le transizioni digitale e verde, le infrastrutture, la sanita’, l’istruzione e la cultura. chiede pero’ un rafforzamento di programmi chiave, tra cui il fondo europeo per la competitivita’ (ecf), horizon europe, il meccanismo per collegare l’europa (mce), erasmus+, agoraeu e il meccanismo di protezione civile, nonche’ finanziamenti specifici per il programma eu4health e le azioni relative al programma life nell’ambito dell’ecf. sebbene sostengano l’aumento delle risorse per l’azione esterna proposte dalla ce, i deputati europei ritengono insufficiente il livello proposto e chiedono maggiori finanziamenti per l’allargamento, lo sviluppo, il sostegno all’ucraina, la cooperazione multilaterale e gli aiuti umanitari”. inoltre, “i deputati europei sottolineano che la semplificazione non deve compromettere la trasparenza, l’accertamento delle responsabilita’ o il controllo democratico. avvertono che un ricorso massiccio a finanziamenti non collegati ai costi potrebbe ostacolare una revisione contabile adeguata. sottolineano inoltre che il rispetto dei valori dell’ue e dello stato di diritto e’ una condizione preliminare per accedere ai fondi dell’unione, ma bisogna evitare di penalizzare i beneficiari finali per violazioni dello stato di diritto commesse dai loro governi”. sul versante delle entrate, il parlamento europeo ribadisce il suo forte impegno volto a introdurre nuove risorse proprie per rimborsare il debito di nextgenerationeu e finanziare il bilancio e sostiene l”approccio a paniere’ proposto dalla commissione, sottolineando che le nuove fonti di entrate dovrebbero essere adottate nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale e generare circa 60 miliardi di euro all’anno. qualora alcune proposte venissero abbandonate, i deputati chiedono che vengano prese in considerazione alternative per generare entrate, come un prelievo sui servizi digitali, un prelievo sul gioco d’azzardo online, un’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (cbam) o un prelievo sulle plusvalenze delle criptovalute.
QFP: PARLAMENTO UE CHIEDE 433 MILIARDI PER
LA PAC E 7,29 MILIARDI PER LA PESCA
nel mandato negoziale votato oggi per il prossimo bilancio a lungo termine dell’ue (qfp 2028-2034) il parlamento europeo esprime una posizione netta contro i rischi di indebolimento delle politiche comuni, chiedendo stanziamenti certi e il mantenimento di una gestione europea per i settori primari. in particolare, per agricoltura e pac, gli eurodeputati richiedono una dotazione finanziaria complessiva di 433,01 miliardi di euro a prezzi correnti (rispetto ai 293,70 miliardi proposti dalla commissione ue). la ripartizione tecnica proposta dall’europarlamento prevede: 284,65 miliardi di euro a prezzi costanti 2025 per il sostegno al reddito e la gestione del mercato (rispetto ai 261,01 miliardi della commissione); 94,88 miliardi di euro a prezzi costanti 2025 destinati allo sviluppo rurale (la commissione non aveva previsto stanziamenti specifici in questa voce, proponendo 0,00 miliardi); 7,33 miliardi di euro a prezzi correnti per il programma posei per i territori ultraperiferici di francia e spagna, da integrare sotto la pac (anche in questo caso la commissione non aveva previsto fondi specifici, indicando 0,00 miliardi); 5,60 miliardi di euro a prezzi costanti 2025 per la riserva di crisi (“unity safety net”), cifra in linea con quanto proposto dalla commissione (5,60 miliardi). l’obiettivo dell’europarlamento e’ quello di garantire la sovranita’ alimentare dell’unione e un tenore di vita equo per gli agricoltori, facilitando la transizione verso pratiche sostenibili e la resilienza del settore zootecnico e agricolo. per la pesca e l’acquacoltura, la risoluzione sollecita uno stanziamento di almeno 7,29 miliardi di euro a prezzi correnti (rispetto alla proposta di 2,00 miliardi della commissione). per la dimensione esterna della politica, inclusi gli accordi di partenariato per la pesca sostenibile, la richiesta e’ di 1,69 miliardi di euro a prezzi correnti (rispetto agli 1,33 miliardi proposti dalla commissione). un elemento centrale della risoluzione e’ il rifiuto del modello “un piano unico per stato membro” (legato ai national and regional partnership plans) proposto dalla commissione. il parlamento europeo teme che questo approccio causi una “rinazionalizzazione” del bilancio, riducendo il ruolo delle autorita’ regionali e minando la coesione territoriale. la risoluzione costituisce la base per i negoziati con il consiglio e l’auspicio degli eurodeputati e’ di raggiungere un accordo definitivo entro la fine del 2026 per garantire l’avvio regolare dei programmi dal 1° gennaio 2028.
QFP: LAURETI (S&D), VOTO PE SEGNALE POLITICO A COMMISSIONE E GOVERNI
PER RAFFORZARE PRIORITA’ UE, A PARTIRE DA AGRICOLTURA
“il voto del parlamento europeo sul qfp 2028-2034 e’ un segnale politico chiaro rivolto alla commissione e ai governi nazionali, che va nella direzione di rafforzare le priorita’ strategiche dell’unione, a partire dal sostegno al settore agricolo. aumentare del 10% le risorse complessive e portare il budget destinato alla pac a 433 miliardi di euro, adeguandolo all’inflazione, e’ necessario per il futuro del settore. si tratta infatti di una scelta per garantire stabilita’, reddito e prospettive agli agricoltori europei, in un contesto segnato da crisi geopolitiche drammatiche, cambiamenti climatici sempre piu’ imponenti e costi di produzione da tempo incontrollati. rafforzare la pac significa difendere la sicurezza europea sul piano alimentare, proteggere il reddito degli agricoltori, controllare i costi alimentari che gravano sui cittadini, sostenere le aree rurali interne, accompagnare la transizione verso modelli agricoli sostenibili e resilienti. senza risorse adeguate, questi obiettivi rischiano di rimanere sulla carta, pur essendo fondamentali per la sicurezza e l’autonomia strategica dell’europa. il futuro bilancio comunitario, che si avvia verso una dimensione complessiva di circa 2.000 miliardi di euro, deve essere all’altezza delle sfide che l’ue ha di fronte. in questo quadro, e’ fondamentale che l’agricoltura resti una priorita’, con strumenti finanziari solidi e certi. il parlamento ha fatto la propria parte, diversamente dalla commissione, che sotto la vicepresidenza di FITTO per agricoltura e coesione, ha avanzato una proposta che mette a rischio l’autonomia della politica agricola, delle politiche di coesione e sociale, annullando il ruolo delle regioni in settori cruciali. e diversamente dal governo meloni che ben poco, o nulla, ha saputo finora ottenere in consiglio. continueremo a lavorare affinche’ le richieste del parlamento trovino pieno riscontro nella proposta che il consiglio dovra’ preparare e sottoporre al voto parlamentare finale, perche’ un bilancio ambizioso si traduca in risposte concrete e giuste per le persone”: lo ha dichiarato in un comunicato l’eurodeputata camilla LAURETI (s&d), responsabile pd per le politiche agricole.
