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“sul fronte della sicurezza e della trasparenza alimentare dall’europa non arrivano buone notizie”. lo afferma un comunicato di demeter, che cosi’ prosegue: “il consiglio europeo ha approvato martedi’ scorso, con il voto favorevole di 18 stati membri tra cui l’italia, il nuovo regolamento sulle tecniche genomiche (ngt) che supera l’obbligo di etichettatura della presenza di alimenti geneticamente modificati. croazia, ungheria,austria, romania, slovenia e slovacchia hanno votato contro mentre belgio, bulgaria, germania si sono astenuti. ‘non solo una pessima notizia che mette a rischio la liberta’ di scelta del consumatore – dice enrico AMICO, presidente di demeter italia – ma anche la triste constatazione che gran parte dei governi europei ha ignorato la volonta’ dei cittadini che si sono espressi in massa contro questa deregulation’. nelle 12 settimane precedenti il voto, infatti, e’ stata infatti lanciata da 52 associazioni del biologico e biodinamico, una campagna internazionale promossa dalla biodynamic federation demeter international (bfdi) insieme alle organizzazioni nazionali demeter, che, disponibile in 16 lingue, ha coinvolto oltre 500.000 persone. la campagna, dal titolo ‘blacked-out ingredients – etichettate il cibo geneticamente modificato!’, e alla quale hanno aderito kokopelli, friends of the earth europe, bioland, naturland, solidagro, odin, naturasi’ e molte altre realta’ europee del settore, e che si basa sull’immagine di una un’etichetta alimentare con tutti gli ingredienti oscurati da righe nere, ha attivato in soli 3 mesi centinaia di migliaia di consumatori in 18 paesi dell’ue. questi ultimi, nonostante il voto del 21 aprile scorso, continuano a diffondere attivamente il messaggio, online e offline, chiedendo la protezione della trasparenza alimentare. una richiesta che a questo punto si rivolge ai parlamentari europei che il 18 maggio voteranno il testo finale della normativa. se la misura venisse approvata, il regolamento entrera’ in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella gazzetta ufficiale dell’ue e, mentre si aprirebbero nuove e redditizie opportunita’ di mercato per i giganti dell’agroindustria, si chiuderebbe per sempre ogni possibilita’ per il consumatore di sapere se sta acquistando un prodotto ottenuto da sementi geneticamente modificate in laboratorio. si tratterebbe di una violazione del diritto fondamentale di sapere con chiarezza cosa contengono i prodotti alimentari e, allo stesso tempo, di ignorare il parere dei cittadini europei che, per oltre due decenni, hanno rifiutato gli ogm. i dati dei sondaggi hanno infatti costantemente dimostrato che oltre l’85% dei consumatori ue vuole che tutti gli ogm siano etichettati negli alimenti. nell’attuale quadro normativo dell’ue, tutti gli organismi geneticamente modificati (ogm) sono soggetti a requisiti rigorosi, tra cui valutazione del rischio, tracciabilita’ ed etichettatura obbligatoria. queste norme garantiscono che consumatori, agricoltori e produttori possano prendere decisioni informate. la legislazione proposta e approvata ieri dal consiglio indebolirebbe significativamente queste tutele per un ampio gruppo di nuovi ogm, ora ufficialmente denominati nuove tecniche genomiche (ngt). le ngt di categoria 1 sono piante con meno di 20 sequenze di dna modificate e sono considerate ‘equivalenti alle piante convenzionali’. le ngt di categoria 2 comprendono tutte le altre piante geneticamente modificate con modifiche piu’ complesse o meno prevedibili. ngt di categoria 1 (circa il 94% di tutte le ngt) sarebbero esenti dai vigenti requisiti obbligatori di valutazione del rischio, tracciabilita’ ed etichettatura, e i brevetti sui caratteri delle piante sarebbero consentiti. la maggior parte dei nuovi ogm ricadrebbe nella prima categoria. ma il problema non si ferma all’etichetta finale. senza obbligo di etichettatura non puo’ esistere tracciabilita’ e senza tracciabilita’ l’intera filiera perderebbe la capacita’ di controllarsi. la deregolamentazione delle ngt metterebbe a rischio la possibilita’ stessa di continuare a fare un’agricoltura sana. ‘questa campagna – afferma enrico AMICO – e’ una risposta chiara e unitaria della comunita’ biodinamica e biologica europea a una proposta normativa che minaccia decenni di conquiste faticosamente raggiunte in materia di trasparenza alimentare. se i nuovi ogm sono davvero cosi’ promettenti come si sostiene, non c’e’ motivo per cui debbano essere esenti da requisiti di etichettatura e tracciabilita’. la chiarezza non ostacola l’innovazione, la rafforza. chiediamo al parlamento europeo di difendere questo principio nel voto di maggio’. la posta in gioco non e’ solo la possibilita’ di praticare un’agricoltura sana: e’ anche una questione di potere. chi decide cosa entra nel nostro cibo? chi controlla le sementi? deregolamentare le ngt significa spostare ulteriormente il controllo verso le grandi multinazionali che detengono i brevetti sulle modificazioni genetiche, sottraendolo agli agricoltori, ai produttori e ai cittadini. l’agricoltura biodinamica si fonda sul rispetto dell’integrita’ delle sementi, sulla biodiversita’ come ricchezza fondamentale e sull’azienda agricola come organismo vivente. questi principi entrano in contraddizione profonda con la logica dell’uniformita’ genetica promossa dalle nuove tecniche genomiche. difendere la trasparenza delle etichette significa difendere il futuro dell’agricoltura e del pianeta”.