FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, MINISTRO DELL'AGRICOLTURA

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l’italia chiede piu’ spazio e maggiori tutele per la propria filiera agroalimentare in sede europea e internazionale. lo ha dichiarato il ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA a margine del consiglio agrifish, toccando temi che vanno dalla governance globale alle emergenze produttive, fino alla trasparenza dei mercati. sul piano della governance internazionale, il ministro ha ribadito il sostegno alla candidatura italiana alla fao: “l’italia ha come candidato maurizio MARTINA, che e’ vicedirettore gia’ oggi ed e’ il numero due della fao, quindi sarebbe normale la sua nomina”. LOLLOBRIGIDA ha inserito il tema in un contesto piu’ ampio di riequilibrio della rappresentanza internazionale: “nel tempo l’italia non ha avuto gli spazi che merita rispetto al suo peso e alla sua forza economica ed e’ una situazione che non ci sta bene”. il ministro ha poi affrontato il tema dei fertilizzanti e della necessita’ di una strategia europea strutturale. “non riteniamo sufficienti le misure adottate a livello ue”, ha spiegato, ricordando che l’italia e’ gia’ intervenuta a livello nazionale con risorse importanti, tra cui un credito d’imposta del 30% per i mesi di marzo, aprile e maggio, che ha di fatto neutralizzato gli aumenti dei costi. “chiediamo una strategia europea di carattere industriale, che preveda anche l’utilizzo del digestato, in linea con gli obiettivi di sostenibilita’ ambientale”, ha aggiunto, sottolineando come diverse nazioni abbiano espresso sintonia con la posizione italiana. tra i temi affrontati anche la crisi del settore lattiero-caseario: “si tratta – ha detto LOLLOBRIGIDA – di una filiera con forti potenzialita’, ma al tempo stesso fragile rispetto a fattori esterni e che incidono in modo significativo sul sistema produttivo, in particolare sul prezzo del latte”; per questo l’italia chiede una strategia complessiva di intervento a livello europeo. ampio spazio anche al tema della trasparenza e dell’etichettatura degli alimenti. LOLLOBRIGIDA ha ribadito la contrarieta’ italiana ai sistemi di etichettatura “a semaforo” come il nutriscore, definito una “follia in contrasto con gli obiettivi dichiarati”, sostenendo invece la necessita’ di un sistema informativo chiaro e basato sull’origine dei prodotti. “vogliamo un’etichetta che certifichi a livello europeo da dove viene il prodotto – ha affermato -. non vedo quale sia il problema nel dire se un prodotto viene dall’italia, dalla repubblica ceca o dall’olanda”. l’obiettivo – ha spiegato – e’ garantire maggiore consapevolezza ai consumatori e valorizzare i prodotti di qualita’. l’italia continuera’ a battersi in sede europea per rafforzare la trasparenza e rivedere i sistemi di etichettatura, anche nel contesto del mercato unico.