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“le alluvioni in puglia, molise, abruzzo, sardegna, sicilia, calabria; la grande frana che sta inghiottendo niscemi; quella nel vastese, che ha danneggiato le reti idriche lasciando a secco 15 comuni; il risveglio della frana di petacciato, che ha isolato 3 regioni dopo aver compromesso strade, autostrade e ferrovie adriatiche: e’ questo il lascito idrogeologico dei primi 4 mesi di questo complesso 2026”. lo rende noto un comunicato dell’associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue-anbi, che cosi’ prosegue: “‘la fragilita’ dei nostri territori e’ accentuata dalla cementificazione incontrollata e dal progressivo abbandono delle aree interne. serve un cambio di passo ad iniziare dall’approvazione delle legge contro l’eccessivo consumo di suolo, ferma da anni nei meandri parlamentari’, chiosa francesco VINCENZI, presidente di anbi. torna intanto la minaccia meteorologica sull’italia: il nordest e la lombardia, in particolare, sono stati colpiti nei giorni scorsi da decine di violenti eventi atmosferici; la grandine grossa ha interessato oltre cento localita’, dove in alcuni casi sono caduti chicchi del diametro di una pallina da tennis (il record a fiumicello, in friuli venezia giulia: cm. 6,5! fonte: european severe weather database ), e, unitamente a tornado e bombe d’acqua, hanno messo a dura prova i territori. la perturbazione si estende ora a tutto il paese con cumulate di pioggia, che potranno superare i 100 millimetri sui monti del matese (molise) oltre che su garfagnana (toscana), lunigiana (liguria) e venezia giulia. proprio ora l’europa nord-occidentale e’ attraversata da gelide correnti polari, mentre i paesi del mediterraneo stanno godendo di temperature particolarmente miti: il mese scorso, in italia si sono registrate anomalie termiche anche superiori di 3 gradi alla media, facendone il mese di aprile piu’ caldo da 75 anni, cioe’ il secondo piu’ caldo di sempre. le acque marine stanno raggiungendo le temperature eccezionalmente anomale del 2024, distaccando ampiamente quelle dell’anno scorso, che finora occupava la seconda posizione nella classifica degli anni piu’ caldi per temperatura degli oceani. in continuita’ con il mese di aprile (il secondo piu’ caldo anche per il mar mediterraneo dopo quello del ’24), le acque occidentali del mare nostrum stanno ora registrando anomalie tra +1,5° e +2,5°c sulla media mentre, per quanto riguarda le acque territoriali italiane, le temperature medie sono state le piu’ alte di sempre in aprile (16,47°c e +1,22°c sopra la media; fonte: icona clima). ora inoltre si attendono gli effetti di un super el niño, che secondo molti si preannuncia tra i piu’ forti mai registrati e che potrebbe alterare ulteriormente i modelli meteorologici su scala globale. ‘e’ necessario – afferma massimo GARGANO, direttore generale di anbi – che il nostro paese, ma non solo, adotti le adeguate strategie di adattamento a questa rapida, ma ormai conosciuta estremizzazione degli eventi atmosferici. i nostri piani per invasi multifunzionali e per l’efficientamento della rete idraulica sono a disposizione ed in attesa di finanziamento. non solo: ci stiamo impegnando ad ogni livello nel promuovere una piu’ diffusa quanto indispensabile cultura dell’acqua; le numerose attivita’ didattiche, l’ormai prossima settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione, la mostra soil art tales allestita a roma, le collaborazioni con l’attore-autore, marco PAOLINI ed il chitarrista-concertista, andrea VETTORETTI, sono li’ a testimoniarlo: insieme all’innovazione promuoviamo conoscenza diffusa’. il settimanale report dell’osservatorio anbi sulle risorse idriche segnala che, al nord, i grandi laghi registrano un generalizzato innalzamento dei livelli idrometrici dovuto alle abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi: verbano, 102,9% di riempimento; lario, 81,8%; benaco, 78,6%; sebino, 78,6%. in valle d’aosta diminuisce la portata della dora baltea, mentre sono in aumento i flussi nel torrente lys. deficitari sono i flussi dei fiumi in piemonte: tanaro -42%, toce -39%, stura di demonte -26%, stura di lanzo -23% (elaborazione anbi su dati di arpa piemonte). in lombardia e’ la neve, la grande assente di questo 2026: ai primi di maggio era circa il 28% di quella che normalmente ricopre le cime dei MONTI, anche se apporti positivi sono attesi dalle nevicate previste in alta valtellina (fonte: ecmwf – european centre for medium-range weather forecasts). in veneto, nonostante le precipitazioni violente, gli incrementi delle portate dei fiumi non sono stati consistenti: solo la livenza ha registrato un aumento significativo nei flussi, che pero’ non hanno consentito di ripianare il considerevole deficit idrico, che perdura da ormai molte settimane (manca ancora oltre il 50% dell’acqua!). la portata del fiume po e’ in aumento lungo tutta l’asta, pur restando un significativo deficit idrico: -45% di acqua al rilevamento ferrarese di pontelagoscuro. discorso diverso va fatto per i fiumi appenninici dell’emilia-romagna e che si contraddistinguono sempre piu’ per lo spiccato carattere torrentizio: corsi d’acqua, che fino a pochi giorni fa ristagnavano con portate anche inferiori ai valori minimi storici (trebbia, taro, secchia, reno), registrano oggi flussi abbondanti e superiori a quelli tipici del periodo. in liguria si alzano i livelli idrometrici dei fiumi entella, vara ed argentina. in toscana si rileva la forte crescita del fiume serchio, sul cui bacino continueranno a riversarsi anche nei prossimi giorni gli afflussi piu’ consistenti; in aumento anche le portate dell’ombrone, mentre quelle dell’arno sono tornate a valori piu’ in linea con la media dopo le piene registrate nella scorsa settimana. nelle marche sono decrescenti i livelli dei fiumi potenza e tronto, mentre le dighe, che in questa calda primavera gia’ stanno assolvendo a pieno alla loro funzione irrigua, trattengono ben 53,87 milioni di metri cubi d’acqua. in umbria, il mese di aprile e’ stato particolarmente secco con soli 28 millimetri di pioggia, caduti mediamente sulla regione, cioe’ oltre il 50% in meno rispetto al recente quinquennio. l’invaso di maroggia contiene mln. mc. 4,30 d’acqua, vale a dire un quantitativo maggiore rispetto a quanto registrato in questo periodo negli scorsi cinque anni. e’ ancora crisi profonda per il lago trasimeno che, pur guadagnando un centimetro a polvese, e’ sotto di oltre un metro alla media del periodo; stabili sono i livelli idrometrici dei fiumi chiascio, paglia e topino. nel lazio, le altezze idrometriche dei laghi vulcanici romani registrano una sostanziale invarianza; in riduzione sono le portate fluviali sia del tevere che dell’aniene, mentre a crescere e’ quella del velino, in sabina. in abruzzo, l’invaso di penne ha raggiunto mln. mc. 8,85 d’acqua, miglior dato del decennio. in campania, aspettando le annunciate piogge abbondanti, vanno riducendosi le portate dei fiumi volturno, sele e garigliano. in basilicata le dighe trattengono mln. mc. 395,43 d’acqua, cioe’ il 64% in piu’ dell’anno scorso. in puglia, i volumi idrici nei bacini foggiani (mln. mc. 293,48) rappresentano ormai l’88% dei volumi di riempimento autorizzati. in sardegna, infine, i bacini contengono mln.mc. 1671,83 d’acqua, vale a dire circa 75 milioni in meno rispetto al mese scorso; nel complesso, pero’, il riempimento medio dei bacini nell’isola si aggira sul 90% dei volumi autorizzati”.
