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un comunicato stampa di confcooperative rende noto che il presidente, maurizio GARDINI, ha commentato, con queste parole, la relazione del governatore della banca d’italia. “leggo con condivisione e con vera preoccupazione le parole del governatore PANETTA. il quadro che descrive e’ quello di un’economia italiana ed europea esposta su troppi fronti contemporaneamente: crescita che rallenta, commercio internazionale distorto dai dazi, tensioni geopolitiche che non accennano a rientrare. non e’ il momento delle rassicurazioni di facciata. cio’ che preoccupa dipiu’, e che PANETTA indica con chiarezza, e’ il rischio inflazione. siamo gia’ al 2,6% nell’area euro, ma negli scenari peggiori – quelli legati al prolungarsi dei conflitti e alle tensioni energetiche – i prezzi potrebbero arrivare al 6%. sarebbe un colpo durissimo per le famiglie che non hanno ancora recuperato il potere d’acquisto perso negli ultimi anni, e per le imprese cooperative che operano nei servizi alla persona, nel welfare, nell’agroalimentare: settori dove i margini sono gia’ ridottissimi e dove un ulteriore rincaro dei costi si traduce direttamente in minori servizi ai cittadini”, ha sottolineato GARDINI. “invochiamo la massima prudenza da parte della banca centrale europea nelle sue politiche monetarie. un rialzo dei tassi in questa fase rischierebbe di aggravare una situazione gia’ fragile, colpendo proprio chi ha meno strumenti per difendersi. l’inflazione che stiamo vivendo ha radici esterne, nell’energia, nelle materie prime, nelle guerre, non in una domanda interna surriscaldata. rispondere con una stretta creditizia significherebbe sommare un danno a una ferita” ha evidenziato il presidente di confcooperative. “condividiamo anche l’analisi sui dazi: il protezionismo non ha protetto nessuno. ha aumentato i costi per i consumatori, ha distorto i mercati, ha indebolito le filiere produttive da cui dipende il meglio del manifatturiero italiano. l’europa deve tornare a parlare con una voce sola e rivendicare regole commerciali condivise. e deve farlo in fretta, perche’ sul terreno dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale il ritardo che accumuliamo oggi sara’ difficile da recuperare domani”, ha concluso GARDINI.