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l’istat ha pubblicato oggi la Nota sull’andamento dell’economia italiana Marzo-Aprile 2026. qui maggiori dettagli https://bit.ly/4uCHHT7 l’istituto di statistica informa che: “nel primo trimestre del 2026 il CICLO ECONOMICO INTERNAZIONALE e’ caratterizzato da un marcato dinamismo della regione asiatica, una buona performance degli stati uniti e una persistente debolezza in europa. i dati disponibili incorporano solo in parte gli effetti del conflitto in medio oriente, che sta determinando una forte riduzione nell’offerta e un marcato rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche. le prospettive restano incerte, strettamente legate alla durata della guerra e ai suoi effetti sul mercato energetico. il PIL ITALIANO, e’ cresciuto, secondo la stima preliminare del primo trimestre 2026, dello 0,2% su base congiunturale, proseguendo il percorso di espansione iniziato nel secondo semestre 2025. a marzo, l’indice destagionalizzato della PRODUZIONE INDUSTRIALE ha segnato il secondo incremento consecutivo in termini congiunturali (+0,7%, dopo +0,2% a febbraio). nella media del primo trimestre la produzione e’, tuttavia, leggermente diminuita rispetto ai tre mesi precedenti (-0,2%). sul MERCATO DEL LAVORO, scende lievemente il numero di occupati a marzo (-0,1% rispetto a febbraio), attestandosi a 24 milioni e 124mila unita’. il calo coinvolge le sole donne, i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni di eta’. per posizione professionale, l’occupazione si riduce tra i dipendenti a termine e tra gli autonomi. nel primo trimestre 2026, la dinamica congiunturale degli occupati risulta in lieve crescita (+0,1%).ad aprile, secondo le stime preliminari, l’INDICE ARMONIZZATO DEI PREZZI AL CONSUMO (ipca) e’ aumentato in italia del 2,9% su base tendenziale, con una accelerazione (+1,6% a marzo) causata dai recenti eventi internazionali, avvicinandosi alla media dell’area euro (+3,0% ad aprile; +2,6% a marzo)”. secondo un FOCUS “l’impennata inflazionistica registrata tra il 2022 e il 2023 e le recenti pressioni al rialzo dei prezzi hanno riacceso il dibattito sul drenaggio fiscale (fiscal drag), il fenomeno per cui l’aumento nominale dei redditi spinge i contribuenti verso scaglioni d’imposta piu’ alti, aumentando l’aliquota media. secondo le stime istat condotte con il modello famimod, le riforme fiscali attuate tra il 2021 e il 2026 hanno piu’ che compensato il drenaggio osservato nello stesso periodo, comportando un beneficio medio pari a 40 euro per contribuente. un ruolo cruciale e’ stato svolto dal passaggio dalle detrazioni per i figli a carico all’assegno unico, la cui legge istitutiva ne prevede l’indicizzazione al costo della vita. le misure hanno avuto un forte profilo redistributivo, favorendo i redditi medio-bassi e i lavoratori dipendenti, mentre i pensionati e i redditi piu’ elevati risultano penalizzati o non interamente compensati”. in sintesi per l’istituto di statistica le prospettive dell’economia mondiale restano incerte; il commercio mondiale e’ in crescita nei primi due mesi dell’anno; ci sono tensioni nei mercati delle materie prime energetiche; l’euro e’ in moderata ripresa a marzo; si registrano ritmi differenziati di crescita a inizio anno. e’ in forte peggioramento le prospettive per l’economia euro; il pil italiano e’ ancora in crescita nel primo trimestre; la produzione industriale nel primo trimestre in leggero calo; il settore delle costruzioni e’ in ripresa ma servizi sono in rallentamento. la fiducia delle imprese ha registrato un deciso peggioramento; gli scambi commerciali italiani sono in contrazione; l’occupazione e’ in calo. nel quarto trimestre del 2025 e’ diminuito il potere d’acquisto delle famiglie; il clima di fiducia dei consumatori e’ in flessione in aprile; peggiorano le attese sull’occupazione; aumenta a marzo l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie; accelera significativamente in aprile l’inflazione al consumo a causa del rialzo dei prezzi dei beni energetici e degli alimentari non lavorati; l’inflazione nei servizi decelera e si mantiene contenuta e stabile per gli altri beni; sale ancora il prezzo del carrello della spesa; l’inflazione di fondo si riduce; diminuiscono i prezzi dei prodotti importati dall’industria; accelera l’inflazione nell’industria e nelle costruzioni; aumentano le attese di rialzo dell’inflazione.

