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“un taglio di 17 punti percentuali sul reddito pensionistico rispetto all’ultima busta paga: e’ questa la prospettiva che attende chi oggi entra nel mercato del lavoro rispetto a chi va in pensione adesso. una vera ipoteca sul futuro che si somma ai salari tra i piu’ bassi d’europa. e’ il frutto di dinamiche incrociate che si sono intrecciate e sviluppate negli ultimi 30 anni”, ha detto maurizio GARDINI, presidente di confcooperative, sintetizzando con preoccupazione i dati censis confcooperative presentati al festival di trento: ‘lavoro e pensioni sulle montagne russe tra opportunita’ e trappole del futuro’. ne da’ notizia un comunicato di confcooperative che cosi’ prosegue: “‘un’ipoteca sul futuro: una perdita del 17% sull’ultima retribuzione tra chi va in pensione oggi e chi andra’ nel 2060 a parita’ di contratto – dice andrea TOMA del censis – nel 2050 avremo 7,7 milioni in meno di lavoratori. primi in europa per spesa pensionistica, tra gli ultimi per ricchezza salariale’. ‘non c’e’ piu’ un percorso lineare che passa dalla formazione al lavoro e alla pensione. e’ una linea sempre piu’ frammentata, soprattutto per le donne che oggi guadagnano 8/10 mila euro in meno l’anno rispetto agli uomini. un gap salariale che – dice alessandra RINALDI, presidente donne confcooperative – nasce prima della retribuzione, perche’ riguarda il percorso e le opportunita’ piu’ che lo stipendio. anche per il carico di cura che ancora oggi e’ a carico delle donne. abbiamo il 61% degli occupati donna, il 27% di donne nella governance, che arriva anche al 34% nel caso delle under 35. dati che testimoniano la capacita’ della cooperazione di creare opportunita”. ‘la generazione di oggi non sara’ in grado in futuro di supportare i propri figli e i propri genitori come in passato, a causa di stipendi piu’ bassi e di maggiore permanenza a lavoro. la cooperazione – dice ilaria MINIUTTI, giovani imprenditori confcooperative – nasce per dare risposta a un bisogno. oggi il suo compito e’ quella di restituire opportunita’ ai giovani: di avere una maggiore conciliazione tra vita e lavoro, avere un lavoro dignitoso e che permetta di avere fiducia nel futuro'”.