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“piu’ responsabilita’ condivisa lungo tutta la filiera, controlli efficaci e integrati, promozione dell’olio extravergine italiano, riequilibrio del valore nel settore e strumenti tempestivi per affrontare le crisi di mercato. queste le proposte avanzate oggi da cia-agricoltori italiani al tavolo olivicolo convocato al masaf, alla presenza del sottosegretario patrizio LA PIETRA, per sostenere un comparto alle prese con criticita’ crescenti, stretto tra prezzi in forte calo, costi in aumento e una concorrenza estera sempre piu’ aggressiva”, informa un comunicato della cia che cosi’ prosegue: ” ‘l’olivicoltura italiana sta vivendo una fase di forte pressione che rischia di compromettere la sostenibilita’ di migliaia di imprese agricole -ha detto il presidente nazionale di cia, cristiano FINI-. le quotazioni all’origine dell’olio evo sono scese sotto i 6,5 euro/kg in molte aree produttive, con una flessione del 33% rispetto a un anno fa, mentre i costi di produzione continuano a salire, con incrementi superiori al 7% su base annua. una dinamica che sta comprimendo la redditivita’ delle aziende e che richiede interventi rapidi e strutturali’. per cia, serve anzitutto un cambio di approccio nei controlli lungo la filiera. l’attuale sistema non puo’ limitarsi ai soli aspetti formali, ma deve coinvolgere tutti gli attori, compresa la grande distribuzione, nella tutela della qualita’, della correttezza commerciale e del valore riconosciuto al prodotto italiano. quando sul mercato arrivano offerte incompatibili con i costi reali della materia prima, occorre rafforzare verifiche e responsabilita’ condivise lungo tutta la catena. ‘non e’ piu’ accettabile che il peso delle distorsioni di mercato ricada quasi esclusivamente sugli agricoltori -ha spiegato FINI-. serve una responsabilita’ di filiera reale, che impegni tutti gli operatori, inclusa la gdo, per combattere pratiche sleali e salvaguardare il lavoro delle imprese’. altro nodo centrale e’ il rafforzamento della vigilanza, attraverso una maggiore integrazione tra registri telematici, tracciabilita’ e strumenti di analisi del rischio, cosi’ da rendere piu’ efficace il contrasto a illeciti e anomalie di mercato e migliorare la trasparenza dei flussi commerciali. in questo quadro, il sian puo’ rappresentare un’infrastruttura strategica non soltanto per la gestione amministrativa, ma anche per il presidio e la tutela della filiera nazionale. ‘bisogna passare da un modello che interviene prevalentemente sulla denuncia del produttore a un modello basato su controlli preventivi e piu’ efficaci, capaci di intercettare distorsioni e pratiche scorrette prima che producano danni economici alle aziende agricole’, ha sottolineato FINI. tra le priorita’ indicate da cia, anche il riequilibrio del valore lungo la filiera, attraverso una maggiore valorizzazione delle organizzazioni di produttori (op) e delle loro aggregazioni e con il rafforzamento degli accordi di filiera tra agricoltura, trasformazione e imbottigliamento, oltre alla necessita’ di rendere piu’ tempestivi gli strumenti europei di gestione delle crisi, compreso il ricorso allo stoccaggio privato. per cia, infine, il rilancio del comparto passa da una strategia forte di promozione e posizionamento dell’olio extravergine made in italy, valorizzando caratteristiche distintive come la biodiversita’ varietale e le certificazioni dop e igp, investendo nella cultura del prodotto come alimento identitario della dieta mediterranea e in una comunicazione piu’ chiara, accessibile ed efficace verso consumatori, scuole, ristorazione e distribuzione. ‘se vogliamo aumentare competitivita’ e produzione dobbiamo chiarire dove vogliamo collocare l’olio italiano nei mercati -ha concluso FINI-. la sfida non puo’ essere giocata soltanto sui volumi. la forza dell’italia resta nella qualita’, nella distintivita’ e nella capacita’ di trasformare il nostro patrimonio olivicolo in valore economico per le imprese'”.
