DIGA A SECCO SENZA ACQUA ASCIUTTA ARIDA ARIDITA' SICCITA' BACINO SECCO GENERATE AI IA INVASO PROSCIUGATO ASCIUTTO

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“di fronte alle criticita’ che stanno emergendo anbi piemonte ha chiesto alla regione l’attivazione di una cabina di regia con l’obbiettivo di monitorare costantemente l’evoluzione della stagione irrigua e favorire il coordinamento delle iniziative necessarie”. lo rende noto un comunicato dell’associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue-anbi, che cosi’ prosegue: “la richiesta, inviata ad inizio settimana alle autorita’ competenti, e’ ancora in attesa di concreta risposta, mentre il canale cavour, fondamentale per l’agricoltura locale, e’ sceso al 50% della portata con le inevitabili conseguenze restrittive sulle disponibilita’ d’acqua per le colture. intanto scatta la solidarieta’ operativa: due idrovore mobili da travaso ad alta portata (circa 1000 litri al secondo), sono state messe a disposizione del cremonese consorzio di bonifica navarolo dall’ente consortile toscana sud: gli impianti mobili sono gia’ ad isola pescaroli e vengono utilizzati nelle operazioni irrigue, rese complesse dalla grave crisi del po. anche nel veneto, la situazione idrica richiede la massima attenzione e la regione si e’ gia’ attivata per salvaguardare le risorse disponibili e garantire l’equilibrio del sistema idraulico. ‘tra i primi interventi adottati vi e’ l’apertura anticipata della diga bellunese del corlo, prevista dal 1° luglio, ma gia’ avvenuta in questi giorni; contestualmente – dichiara l’assessore regionale ad ambiente e clima, elisa VENTURINI – stiamo lavorando per contenere i prelievi e preservare le riserve disponibili, avviando anche un confronto per aumentare gli apporti provenienti dai bacini delle regioni confinanti’. ‘quando lo stato mette concretamente le risorse, il territorio resiste’, evidenzia massimo GARGANO, direttore generale di anbi, segnalando che senza le opere di adattamento climatico, ultimate nello scorso biennio nel delta del po dal locale consorzio di bonifica, le conseguenze del cuneo salino sarebbero ben piu’ gravi di quelle finora registrate con la portata del “grande fiume” scesa anche sotto i 300 metri cubi al secondo, fino a 20 chilometri di ingressione marina nell’entroterra e derivazioni irrigue costrette alla chiusura. il caso piu’ evidente e’ nell’isola di ariano, un territorio di 16.000 ettari, dove l’ente consortile ha potuto mettere mano al vasto sistema del canale veneto: l’opera lunga quasi 30 chilometri e’ stata trasformata in un grande bacino per lo stoccaggio, nonche’ la redistribuzione della risorsa idrica. tra gli interventi per adattare il territorio alla crisi climatica figurano anche il completamento del bacino di volta vaccari, in grado di trattenere fino ad un milione di metri cubi d’acqua dolce e l’adeguamento di un tratto del collettore padano polesano a fini d’invaso nel territorio di porto viro. ‘l’aumento della capacita’ di invaso e’ parte di una strategia piu’ ampia, che prevede altre due linee di azione: dotare il territorio di innovativi sbarramenti mobili anti sale e supportare l’agricoltura con tecnologie d’intelligenza artificiale per l’analisi ed il consiglio irriguo esperto’, dichiara rodolfo LAURENTI, direttore dell’ente consorziale. alla luce delle condizioni osservate e delle prospettive attese, minaccianti anche gli approvvigionamenti potabili, l’osservatorio ufficiale permanente per gli utilizzi idrici dell’autorita’ di bacino distrettuale del fiume po ha dichiarato lo stato di severita’ idrica ‘media in assenza di precipitazioni’. sara’ cosi’ possibile attivare eventuali deroghe al deflusso minimo vitale, escludendo pero’ la possibilita’ di darle sui corpi idrici principali, che al momento stanno contribuendo a mantenere il sistema in equilibrio. le temperature elevate e la prolungata assenza di precipitazioni stanno causando una marcata riduzione della disponibilita’ d’acqua anche nei bacini, che alimentano gli impianti irrigui del consorzio di bonifica toscana nord in lunigiana. in diverse aree si registrano le prime criticita’, che impongono la massima attenzione nell’utilizzo della risorsa, secondo le ‘regole d’oro’ pubblicate sul sito consortile. per anni era stato un obbiettivo atteso: portare l’acqua della diga di montedoglio nei campi e nei frutteti della valdichiana, uno dei territori piu’ produttivi della toscana, caratterizzato da colture di pregio; con l’entrata in funzione del primo tratto del distretto irriguo 23, le imprese agricole del territorio servito dalla nuova infrastruttura possono finalmente beneficiare dell’irrigazione. l’intervento e’ stato progettato e realizzato dal consorzio di bonifica 2 alto valdarno, grazie a finanziamenti ministeriali, che ammontano a circa 7 milioni di euro. il lotto appena entrato in funzione interessa circa 260 ettari e comprende oltre 4 chilometri di rete irrigua ma, a regime, il distretto irriguo 23 sara’ in grado di servire circa 2.300 ettari di superficie agricola, interessando prevalentemente il territorio di foiano della chiana. infine, le richieste di fornitura d’acqua da parte delle aziende agricole nel comprensorio reggiano del consorzio di bonifica dell’emilia centrale risultano in queste ore decisamente superiori alla media stagionale, registrando un boom rispetto al passato. vista la crescita costante di domanda irrigua, lo staff tecnico-agronomico stima per l’intera stagione un fabbisogno superiore di circa il 20% rispetto alla media. ‘stiamo affrontando temperature eccezionalmente elevate. questo scenario fa impennare i consumi irrigui e, parallelamente, riduce drasticamente le disponibilita’ dei torrenti appenninici. per il futuro, sara’ imprescindibile dotarci di invasi, in grado di stoccare l’acqua quando c’e’ per restituirla nei momenti d’emergenza’, dichiara il presidente dell’ente consortile, lorenzo CATELLANI. per garantire la continuita’ del servizio irriguo, l’ente consorziale ha attivato ulteriori interventi di adeguamento alla presa di boretto sul fiume po, cosi’ da poter gestire eventuali riduzioni dei livelli idrici. ‘quello che stiamo vivendo non puo’ piu’ essere considerato un fenomeno eccezionale, ma una nuova normalita’ climatica. l’acqua e’ una delle principali sfide del nostro tempo: gestirla bene significa garantire sicurezza e sviluppo alle comunita’ locali. ne parleremo anche all’assemblea nazionale dei consorzi di bonifica ed irrigazione, in calendario a roma nella prossima settimana’, conclude il presidente di anbi, francesco VINCENZI”.