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“‘agricoltura sotto attacco’, a ribadirlo cia-agricoltori italiani, che lancia un appello alla presidente del consiglio giorgia MELONI in vista del consiglio ue del 18 e 19 giugno, dove si discutera’ il prossimo quadro finanziario pluriennale (qfp). al centro, il futuro del bilancio europeo e il rischio concreto di un ridimensionamento delle risorse destinate al ‘progetto europeo’ e quindi all’agricoltura”, informa un comunicato della cia che cosi’ prosegue: “‘l’italia continui a mobilitarsi perche’ l’agricoltura resti una priorita’ dell’europa, con un bilancio adeguato, autonomo e vincolato, scongiurando qualsiasi forma di rinazionalizzazione che frammenta il quadro comune e indebolisce il mercato unico. i produttori europei non possono garantire sicurezza alimentare, sostenibilita’ ambientale e presidio dei territori se si continuano a tagliare risorse e strumenti a loro disposizione’, ha detto il presidente nazionale di cia, cristiano FINI. nel mirino di cia anche l’ipotesi, avanzata dalla presidenza cipriota, di una riduzione complessiva delle risorse europee del 2%, con ricadute a cascata su vari fondi ue. da qui la richiesta di un cambio di passo netto: un budget agricolo rafforzato di almeno il 50% rispetto alla proposta attuale di 294 miliardi e indicizzato all’inflazione, per evitare una perdita reale di capacita’ d’intervento. cia chiede, inoltre, una maggiore integrazione tra i diversi strumenti finanziari europei, a partire da una sinergia piu’ efficace con il fondo di coesione, per sostenere lo sviluppo delle aree rurali e contrastare lo spopolamento. fondamentale anche garantire al settore primario un accesso diretto al fondo europeo per la competitivita’, cosi’ da accompagnare le imprese agricole nei processi di innovazione e transizione. la partita sul bilancio agricolo resta strettamente legata alla definizione complessiva del qfp 2028-2034, da cui dipendera’ la dotazione del futuro fondo. per questo cia ribadisce la propria mobilitazione permanente sollecitando il governo italiano a svolgere un ruolo attivo e determinante nel negoziato europeo”.
