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“‘la futura politica agricola comune non puo’ limitarsi a sostenere le singole aziende agricole: la competitivita’ si costruisce lungo tutta la filiera. per questo chiediamo all’europa un cambio di paradigma che riconosca il ruolo strategico che rivestono le cooperative nell’aggregazione, nell’innovazione e nella valorizzazione delle produzioni’, ha detto il presidente di confcooperative agroalimentare e pesca, raffaele DREI, intervenendo al convegno ‘verso la pac 2028-2034: prospettive e priorita’ per l’agricoltura italiana ed europea’”. ne da’ notizia un comunicato di confcooperative che cosi’ prosegue: “‘anche in un eventuale nuovo assetto del bilancio europeo – ha proseguito il presidente – e’ necessario che le risorse destinate all’agricoltura restino adeguate, certe e dedicate. la pac non e’ una voce di spesa come le altre, ma una politica fondamentale per la sicurezza alimentare, la coesione economica e la competitivita’ dell’europa’. DREI ha quindi ribadito la forte contrarieta’ di confcooperative ‘a qualsiasi ipotesi di cofinanziamento nazionale della pac. una politica agricola realmente comune – ha spiegato – deve garantire condizioni uniformi tra gli stati membri, evitando disparita’ competitive che penalizzerebbero imprese e territori’. in merito alla ripartizione dei fondi, DREI ha ricordato come in questi anni le organizzazioni comuni di mercato abbiano dimostrato di funzionare, rafforzando le filiere e rendendole piu’ competitive. ‘indebolire gli strumenti settoriali o renderli facoltativi sarebbe pertanto un grave errore: significherebbe mettere a rischio investimenti, innovazione e capacita’ organizzativa’. infine, il presidente di confcooperative agroalimentare e pesca ha presentato altre due istanze: in primo luogo l’auspicio che ‘le misure a sostegno della trasformazione agroalimentare continuino a rientrare pienamente nella pac. separarle dalle risorse agricole – ha spiegato – significherebbe indebolire la competitivita’ delle filiere e costringere il settore a competere con altri comparti per risorse essenziali’. infine, la gestione del rischio, che ‘deve diventare una vera priorita’ europea, perche’ senza strumenti efficaci di protezione del reddito agricolo sara’ sempre piu’ difficile garantire stabilita’ economica alle imprese. di fronte a eventi climatici sempre piu’ estremi e alla crescente volatilita’ dei mercati, servono strumenti piu’ efficaci, semplici e accessibili. assicurazioni private, strumenti nazionali come agricat e fondi europei dedicati devono essere integrati e fornire una piena copertura dai rischi che esulano dalle possibilita’ gestionali della singola impresa. in tale ambito, auspichiamo vengano valorizzati i fondi mutualistici, che si basano su un principio che appartiene al dna della cooperazione: la solidarieta’ tra imprese'”.