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“e’ stato un episodio di gravita’ inaudita sia per oggettivita’, 4 morti, che per le modalita’”, ha dichiarato il procuratore di castrovillari alessandro D’ALESSIO nell’incontro con i giornalisti in questura a cosenza sulla strage dei braccianti di amendolara. il procuratore ha anche detto di aver “apprezzato, e tutti dobbiamo farlo, l’ennesima pronta risposta dello stato”

FAI CISL, OMBRA CAPORALATO SU BRACCIANTI UCCISI
IN CALABRIA, SERVONO AZIONI FORTI E COERENTI

“l’uccisione dei quattro braccianti pakistani morti carbonizzati in un’auto in calabria, ad amendolara, rappresentano un fatto di una gravita’ inaudita. attendiamo i dovuti chiarimenti che spettano alla magistratura e alle forze dell’ordine, ma sullo scenario di quanto accaduto, come apprendiamo in queste ore dagli organi di informazione, sembra esserci ancora una volta l’ombra dello sfruttamento e del caporalato. su questo piano la fai cisl continua a chiedere azioni forti e coerenti e un impegno comune necessario, tra istituzioni, imprese e parti sociali, per l’emersione del lavoro nero e per sollecitare i lavoratori a denunciare sempre ricatti e violenze”. lo scrive sulla pagina facebook della fai cisl nazionale il reggente antonio CASTELLUCCI, che cosi’ prosegue: “e’ un quadro desolante per il lavoro bracciantile, dove accanto alle tante imprese che operano nella legalita’ esiste anche una rete parallela che arruola sfruttatori e si allea con la criminalita’ organizzata. una parte ancora significativa del lavoro agricolo, soprattutto tra i lavoratori migranti, resta ai margini dei circuiti della legalita’ e della bilateralita’ ed e’ ancora segnata da fenomeni di caporalato e sfruttamento, contro i quali la fai e’ quotidianamente impegnata. in questo momento di profondo dolore non possiamo che sollecitare celerita’ e chiarezza sulla vicenda ed esprimere la piena solidarieta’ e vicinanza del sindacato alle famiglie dei lavoratori uccisi”.

LOLLOBRIGIDA, FARE LUCE SU BRACCIANTI UCCISI
IN CALABRIA. NESSUNO SPAZIO A CRIMINALITA’

“le notizie che giungono dalla calabria sono di estrema gravita’ e suscitano profonda indignazione”. lo dichiara in un comunicato il ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, francesco LOLLOBRIGIDA, che cosi’ prosegue: “confido nell’operato della magistratura che fara’ piena luce accertando la dinamica dei fatti e individuando le responsabilita’. la lotta dello stato contro la criminalita’ e’ necessaria, non esiste luogo d’italia in cui si possano considerare vite umane degli oggetti di cui disporre o, peggio ancora, decidere quando questi possano vivere o morire. non e’ solo contro le nostre leggi, ma e’ contro la nostra morale. con il governo MELONI abbiamo aumentato il contrasto al caporalato, abbiamo istituito la clausola di condizionalita’ sociale escludendo le aziende che non rispettano le leggi dal ricevere soldi pubblici. abbiamo investito in tecnologie e le usiamo per combattere il crimine. abbiamo aumentato i flussi di lavoratori regolari per mantenere gli stranieri che arrivano in italia per prestare la loro opera nei lavori stagionali in un percorso di piena legalita’. questo avvenimento puo’ scoraggiare, ma non ci deve fermare dal continuare a perseguire gli episodi criminosi”.

UILA UIL, REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO E
4 MIGRANTI UCCISI FRATTURA INACCETTABILE

“‘nella giornata in cui celebriamo gli 80 anni della nostra repubblica democratica, fondata sul lavoro, i drammatici eventi accaduti nel cosentino emergono con un contrasto tanto stridente quanto doloroso, restituendo l’immagine di una rottura del patto sociale che dovrebbe tenere insieme sviluppo economico e tutela dei diritti dei lavoratori’, dichiara la segretaria generale della uila, enrica MAMMUCARI, in merito alla morte di quattro lavoratori pachistani nell’area di servizio della statale 106 jonica, nei pressi di amendolara (cosenza)”. lo rende noto un comunicato della uila uil. “mentre siamo in attesa degli sviluppi dell’indagine in corso, ribadiamo l’urgenza di promuovere percorsi concreti di inclusione sociale per lavoratori e lavoratrici che contribuiscono ogni giorno a garantire cibo sulle nostre tavole e che, troppo spesso, vivono condizioni di vulnerabilita’ che li rendono facilmente ricattabili e marginali”, afferma MAMMUCARI, nel sottolineare che “restituire loro diritti, dignita’ e piena cittadinanza nel lavoro significa rafforzare la qualita’ stessa del nostro sistema produttivo”. “in questo quadro, inoltre, riaffermiamo con forza la necessita’ dell’introduzione di un permesso di soggiorno per attesa occupazione per quei lavoratori che, entrati regolarmente in italia con i precedenti decreti flussi, sono rimasti intrappolati in un sistema che li ha resi irregolari alla scadenza del contratto, esponendoli al rischio dello sfruttamento”, aggiunge MAMMUCARI, che conclude: “cosi’ come e’ fondamentale per estirpare la mala pianta del caporalato, ampliare e rafforzare il ruolo degli enti bilaterali territoriali agricoli affinche’ diventino sempre piu’ una sede di coordinamento e di governo delle politiche del lavoro locale. e’ attraverso strumenti organizzati e trasparenti per l’alloggio, il collocamento e il trasporto dei lavoratori che si puo’ sottrarre spazio alle reti illegali e ricostruire condizioni di eticita’ lungo tutta la filiera”.

FLAI CGIL,IN CALABRIA PUNTO PIU’ BASSO DISUMANITA’
E SFRUTTAMENTO PARASCHIAVISTICO IN NOSTRE CAMPAGNE

“‘le notizie e le immagini che giungono dalla calabria delineano i contorni di una vera e propria strage, una tragedia che tocca il punto piu’ basso della disumanita’ e dello sfruttamento paraschiavistico nelle nostre campagne. la flai-cgil esprime profondo cordoglio per le vittime ed e’ attualmente in contatto diretto con l’unico lavoratore sopravvissuto, a cui garantiremo, se tutto sara’ confermato, la tutela, la protezione e il supporto sindacale e legale necessario’. lo dichiara in un comunicato il segretario generale della flai-cgil, giovanni MININNI, commentando i drammatici fatti di cronaca. “le parole del sopravvissuto raccolte direttamente dalla flai cgil del territorio confermano l’esistenza di un sistema di ricatto feroce, dove il diritto al lavoro e alla dignita’ viene barattato con la pura sussistenza, azzerando i diritti”, spiega MININNI. “se le indagini dovessero confermare che ci troviamo di fronte a un atto punitivo contro chi ha provato a ribellarsi, la risposta della flai sara’ durissima”, continua il segretario, che afferma: “a questa violenza criminale non possiamo che rispondere con un ‘no’ intransigente”. “ma non basta”, afferma il comunicato, che prosegue: “la flai chiede alle forze dell’ordine impegnate nelle indagini di individuare non solo la rete dei caporali pakistani ma anche i loro mandanti che costituiscono un vero e proprio sistema organizzato per lo sfruttamento dei lavoratori agricoli. il sindacato chiede al governo che moltiplichi immediatamente le ispezioni in agricoltura, anche con l’aiuto delle forze dell’ordine cosi’ come accadde con l’omicidio di satnam SINGH”. “la flai chiede inoltre al governo e all’inps la piena applicazione della legge 199 contro lo sfruttamento e il caporalato, con l’insediamento delle sezioni territoriali in ogni provincia ed un piano di accoglienza dei lavoratori migranti mai attuato a 10 anni dall’approvazione della legge”, aggiunge il comunicato, che ricorda: “in circa 15 giorni sono morti 11 lavoratori agricoli immigrati. altri sono ancora gravi. tutto cio’ avviene in contemporanea alla partenza delle grandi campagne di raccolta che ogni anno ci ricordano quanto sia faticoso e rischioso il lavoro in agricoltura anche per le ondate di calore”. “non vorremmo piu’ assistere a morti annunciate, a diritti violati, a persone calpestate per garantire cibo sulle nostre tavole. e’ un prezzo troppo alto che non vogliamo piu’ pagare”, conclude MININNI.

AGROCEPI, FARE PIENA LUCE SU VICENDA AMENDOLARA NESSUNO
SPAZIO PER SFRUTTAMENTO NEL MONDO AGRICOLO

“il vicepresidente nazionale della federazione nazionale dell’agroalimentare, cristian VOCATURI, interviene sulla vicenda di amendolara ribadendo la necessita’ di fare piena luce sui fatti e sottolineando il dovere di garantire tutela, dignita’ e diritti ai lavoratori immigrati, che rappresentano una componente fondamentale del comparto agricolo”. lo rende noto un comunicato di agrocepi, che cosi’ prosegue: “la federazione nazionale dell’agroalimentare conferma la propria vicinanza ai lavoratori migranti e il proprio impegno nel contrasto a ogni forma di sfruttamento e discriminazione. la vicenda emersa ad amendolara, che coinvolge lavoratori migranti impiegati nel settore agricolo, e’ al centro di indagini su presunti casi di sfruttamento, minacce e caporalato. la federazione nazionale dell’agroalimentare esprime cordoglio per le vittime e piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine affinche’ venga fatta chiarezza sui fatti. la federazione nazionale dell’agroalimentare ribadisce che ogni eventuale violazione dei diritti dei lavoratori deve essere accertata e perseguita con fermezza. allo stesso tempo, sottolinea l’importanza di distinguere eventuali responsabilita’ individuali dalla grande maggioranza delle imprese agricole che operano nel rispetto delle norme e del lavoro regolare. l’organizzazione conferma il proprio impegno a favore della legalita’, della sicurezza e della tutela dei lavoratori, sostenendo tutte le iniziative volte a contrastare ogni forma di sfruttamento e a promuovere un’agricoltura trasparente e responsabile. VOCATURI, vicepresidente vicario nazionale agrocepi e presidente di agrocepi calabria, ha aggiunto: ‘di fronte a vicende cosi’ gravi e’ necessario attendere l’esito degli accertamenti, ma e’ altrettanto doveroso ribadire che non puo’ esserci spazio per alcuna forma di sfruttamento nel mondo agricolo. la federazione nazionale dell’agroalimentare e’ al fianco delle imprese che rispettano le regole e dei lavoratori che contribuiscono ogni giorno alla crescita del settore’.”.

SCOTTO (PD), REPUBBLICA FONDATA SU SFRUTTAMENTO
GOVERNO VENGA A RIFERIRE SU AMENDOLARA

“il partito democratico ha chiesto un’informativa urgente del ministro PIANTEDOSI, della ministra CALDERONE e del ministro LOLLOBRIGIDA sui gravissimi fatti di amendolara. la morte di quattro braccianti, tre cittadini pakistani e un cittadino afgano, impone una risposta immediata da parte del governo e delle istituzioni”, ha dichiarato in un comunicato arturo SCOTTO, capogruppo del partito democratico in commissione lavoro alla camera, aggiungendo: “il governo deve spiegare perche’ non e’ stato in grado di spendere le risorse del pnrr destinate al contrasto dello sfruttamento lavorativo e al superamento dei ghetti agricoli. che cosa ha fallito? perche’ non si e’ riusciti a investire risorse gia’ disponibili per garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose a migliaia di lavoratori agricoli?”.

GUARDA E SCUDERI (GREENS-AVS), BRUCIATI VIVI PER AVER
CHIESTO STIPENDIO CAPORALATO E’ VERGOGNA NAZIONALE

“la strage dei braccianti nelle campagne italiane e’ un’autentica vergogna nazionale che non puo’ piu’ essere derubricata a una serie di tragici incidenti isolati. quattro lavoratori morti carbonizzati ad amendolara, in provincia di cosenza, un bracciante indiano ferito e cinicamente ‘scaricato’ davanti all’ospedale nel vicentino, la brutale uccisione di bakari sako sono facce della stessa, identica medaglia: la disumanita’ del caporalato e dello sfruttamento”. lo dichiarano in un comunicato congiunto le eurodeputate di alleanza verdi e sinistra cristina GUARDA e benedetta SCUDERI, che cosi’ proseguono: “i ministri francesco LOLLOBRIGIDA e CALDERONE non hanno minimamente la misura del problema e continuano a propinare la retorica del decreto flussi come soluzione. ma solo il 10% di chi entra consegue poi un permesso di soggiorno, mentre il resto viene abbandonato nelle mani dei caporali e della criminalita’ organizzata, perche’ in italia si continua a pretendere manodopera a basso costo da poter schiavizzare. non servono altri tavoli inutili o vuota propaganda, ne’ l’ipocrisia di un sistema che impone ai migranti requisiti abitativi impossibili, spingendoli nei ghetti e nelle baracche sotto ricatto. dove sono i 500 ispettori promessi? il piano triennale di lotta al caporalato e’ stato depotenziato proprio da questo esecutivo”.

CAPORALATO: CNR-ISMED, IN CALABRIA
COINVOLTI MIGLIAIA DI LAVORATORI

con un comunicato il cnr ha diffuso una nota sul caporalato in calabria dei ricercatori giovanni FERRARESE e donato DI SANZO, dell’istituto di studi sul mediterraneo del consiglio nazionale delle ricerche (cnr-ismed): “secondo i dati elaborati, nel settore agricolo calabrese si stima la presenza di un contingente compreso tra 11.000 e 12.000 lavoratori impiegati in condizioni di irregolarita’. un fenomeno particolarmente rilevante nelle raccolte stagionali, differenziato a seconda dei territori, che in provincia di cosenza interessa soprattutto i territori di corigliano, rossano calabro, sibari, cassano jonico, tarsia, trebisacce, e strettamente connesso alla presenza e alle forme di mobilita’ della manodopera straniera, proveniente soprattutto da india, marocco e mali. all’interno di questo ampio bacino di lavoratori convivono situazioni molto differenti tra loro. si passa infatti da forme di occupazione solo formalmente regolari, il cosiddetto “lavoro grigio”, caratterizzate dalla presenza di un contratto, a condizioni di lavoro completamente informali. in molti casi, infatti, anche la sottoscrizione di un contratto non rappresenta una reale garanzia di tutela. dietro rapporti apparentemente regolari si celano spesso condizioni di sfruttamento caratterizzate da orari di lavoro ben superiori a quelli previsti dalla normativa, retribuzioni assimilabili al cottimo ma formalmente presentate come salari ordinari, nonche’ da un numero di giornate lavorative dichiarate inferiore rispetto a quelle effettivamente svolte. nei casi di lavoro nero, invece, si e’ spesso di fronte a forme di sfruttamento estremo, alimentate dalla precarieta’ delle condizioni di vita, dall’assenza di un regolare permesso di soggiorno e dalla mancanza di reali alternative occupazionali. si tratta di un sistema complesso e articolato che interessa segmenti sempre piu’ estesi delle filiere agricole calabresi e, piu’ in generale, dell’intero comparto agricolo nazionale. un sistema che continua a reggersi anche su consolidati meccanismi di intermediazione illecita della manodopera. il fenomeno del caporalato, storicamente radicato nel mercato del lavoro agricolo italiano, ha assunto negli ultimi decenni configurazioni sempre piu’ sofisticate. le indagini e gli studi sul tema evidenziano una crescente integrazione operativa tra caporali stranieri e intermediari italiani, capaci di adottare modalita’ di reclutamento e gestione della forza lavoro sempre piu’ difficili da individuare. si sviluppano cosi’ vere e proprie reti del caporalato, nelle quali organizzazioni e figure di riferimento appartenenti a diverse comunita’ straniere interagiscono con interessi economici e strutture locali. in alcuni territori, tra cui la calabria, il fenomeno si intreccia inoltre con il tradizionale interesse delle organizzazioni criminali nei confronti del settore agricolo. in questo sistema il ricorso alla violenza non rappresenta un elemento episodico. la dimensione coercitiva, nelle sue molteplici forme, appare per certi aspetti inscritta nello stesso termine ‘caporale’. l’origine militare della parola richiama infatti un modello gerarchico fondato sull’obbedienza e sulla disciplina, nel quale il dissenso e l’insubordinazione non trovano spazio. in questo contesto, il rapporto tra caporale e bracciante si configura non come una normale relazione lavorativa, bensi’ come un rapporto di potere e subordinazione, esercitato attraverso il controllo delle persone, la dipendenza economica e, nei casi piu’ gravi, il ricorso alla minaccia e alla violenza. la violenza interviene, quindi, quando gli altri strumenti di coercizione – dal ricatto legato alla condizione giuridica del lavoratore fino alla vulnerabilita’ occupazionale – non risultano sufficienti a garantire il mantenimento dell’ordine e del funzionamento del sistema di sfruttamento. essa rappresenta, dunque, non un’anomalia, ma uno degli strumenti attraverso cui il caporalato continua a perpetuarsi e a riprodurre condizioni di grave sfruttamento e coercizione”.

COLDIRETTI, BRACCIANTI UCCISI ORRORE INTOLLERABILE
RAFFORZARE CONTROLLI VERSO OGNI FORMA SFRUTTAMENTO

un comunicato della coldiretti informa che: “quanto accaduto con la morte dei quattro braccianti stranieri, arsi vivi all’interno della loro auto, rappresenta un orrore inimmaginabile che scuote profondamente le coscienze e lascia sgomenta l’intera comunita’ nazionale. e’ quanto afferma coldiretti nell’esprimere il piu’ profondo cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, colpite da una tragedia che non puo’ e non deve lasciare indifferenti. siamo di fronte a un episodio di una gravita’ sconvolgente che nulla ha a che vedere con il mondo agricolo, con il lavoro nelle campagne e con i valori che quotidianamente animano centinaia di migliaia di imprese agricole italiane. si tratta di un fatto criminale e disumano che richiama ancora una volta la necessita’ di mantenere altissima l’attenzione contro ogni forma di sfruttamento, illegalita’ e marginalizzazione che puo’ colpire i lavoratori piu’ fragili. proprio per questo e’ necessario continuare a rafforzare l’azione di controllo e contrasto a tutte le forme di lavoro irregolare e di sfruttamento, colpendo senza esitazione chi opera fuori dalla legalita’ e danneggia al tempo stesso i lavoratori e le imprese oneste. coldiretti ricorda di essere stata tra le prime organizzazioni a sostenere con forza l’introduzione della legge contro il caporalato, quando ancora il fenomeno non era al centro dell’attenzione pubblica, considerandola uno strumento indispensabile per tutelare la dignita’ del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nelle filiere produttive. in questi anni l’impegno non si e’ mai fermato grazie anche all’attivita’ svolta insieme alla fondazione osservatorio agromafie, attraverso iniziative di monitoraggio, studio, sensibilizzazione e promozione della legalita’, con l’obiettivo di prevenire ogni forma di sfruttamento e rafforzare la trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare. la tragedia che ha colpito questi quattro lavoratori impone una riflessione profonda e un rinnovato impegno da parte di tutte le istituzioni, delle forze sociali e del mondo produttivo. la legalita’, il rispetto della persona e la tutela della vita umana devono restare principi non negoziabili. solo cosi’ sara’ possibile isolare chi opera nell’illegalita’ e difendere il lavoro vero, quello che ogni giorno contribuisce alla crescita economica e sociale del paese nel rispetto delle regole e della dignita’ delle persone”.

FLAI CGIL, 6/6 AD AMENDOLARA (CS) MANIFESTAZIONE NAZIONALE
PER I 4 LAVORATORI AGRICOLI UCCISI CON LANDINI E MININNI

“sabato 6 giugno la flai cgil proclama una manifestazione nazionale ad amendolara (cs) a seguito dell’uccisione dei 4 operai agricoli arsi vivi nel rogo di un minivan e per il ferimento di un giovane lavoratore, una tragedia che tocca nuovamente il punto piu’ basso della disumanita’ e dello sfruttamento paraschiavistico nelle nostre campagne, dopo l’atroce morte di satnam SINGH. lunedi 1 giugno i giovani corpi di 3 lavoratori agricoli di origine afghana e uno di origine pakistana sono stati trovati carbonizzati in una macchina nella stazione di benzina sulla statale 106. non si e’ trattato di un incidente come inizialmente si pensava ma di un omicidio da parte di due persone che hanno appiccato fuoco alla vettura come gesto di brutale ritorsione verso i lavoratori che richiedevano di essere pagati. alla manifestazione saranno presenti i segretari generali maurizio LANDINI (cgil) e giovanni MININNI (flai) insieme a delegazioni provenienti da tutta italia. la flai cgil scende in campo per denunciare un sistema di ricatto feroce, dove il diritto al lavoro e alla dignita’ viene barattato con la pura sussistenza, dove lo sfruttamento, il caporalato e le condizioni disumane sono spesso avallate da norme che alimentano la clandestinita’ e l’assenza di diritti di chi lavora per portare tutti i giorni il cibo sulle nostre tavole. una manifestazione ad amendolara perche’, dice il segretario generale flai cgil giovanni MININNI: ‘non vogliamo piu’ assistere a morti annunciate, a diritti violati, a persone calpestate per garantire cibo sulle nostre tavole, come denunciamo da sempre. e’ un prezzo troppo alto che non vogliamo piu’ pagare’. di fronte ad un sistema di produzione schiavistico e disumano e a due anni di distanza dalla morte di satnam SINGH e’ importante scendere in piazza ad amendolara e farsi sentire”, informa un comunicato della flai cgil. i dettagli logistici, l’orario e il percorso del corteo verranno resi noti nelle prossime ore.

CONFAGRICOLTURA CONDANNA CON FERMEZZA LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO
E DELLE PERSONE PERPETRATO DA ORGANIZZAZIONI CRIMINALI

con un comunicato confagricoltura “condanna con fermezza ogni atto, singolo e sistemico, di sfruttamento del lavoro e delle persone, perpetrato da organizzazioni criminali. la lotta a questi deprecabili fenomeni e’ una priorita’ della confederazione anche al fine di tutelare la corretta e legale concorrenza delle imprese. tali principi di legalita’ sono stati peraltro riaffermati e rafforzati in occasione del rinnovo del ccnl degli operai agricoli di recente sottoscritto”.

CAPORALATO: CIA E ASES, COMBATTERE OGNI FORMA
DI SFRUTTAMENTO E ILLEGALITA’ NEI CAMPI

cia-agricoltori italiani e ases hanno espresso “ferma condanna per la brutale uccisione dei quattro braccianti in calabria. questa non e’ la nostra agricoltura. continueremo a combattere ogni forma di sfruttamento e illegalita’ nei campi”.