AZIENDA AGRICOLA PIROLO VIGNETO VENDEMMIA GRAPPOLI D'UVA

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“e’ scattata con dieci giorni di anticipo la vendemmia in italia, sotto l’effetto del grande caldo che ha accelerato la maturazione dei grappoli mentre la siccita’ rappresenta un’incognita per le rese”. a ricordarlo e’ l’organizzazione in occasione dell’avvio delle operazioni nell’azienda vinicola ‘defilippi i gessi’, a oliva gessi, nell’oltrepo’ pavese, che interessano le varieta’ bianche da spumante. nel darne notizia un comunicato diffuso da palazzo rospigliosi fa sapere che: “mai come quest’anno risulta difficile fare previsioni quantitative su una vendemmia che sara’ di fatto spalmata su un arco di quasi cinque mesi e che rappresenta una vera e propria sfida enologica per le aziende, anche in considerazione della concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccita’ stanno per ora determinando nelle uve. sembra, invece, al momento scongiurato il rischio peronospora, con una qualita’ che si annuncia un po’ dappertutto come eccellente. l’avvio della raccolta nell’oltrepo’ pavese, dove generalmente le operazioni scattavano dalla prima decade di agosto, fotografa la realta’ di un cambiamento climatico che e’ ormai diventato un fattore strutturale di cui i viticoltori sono costretti a tenere in considerazione nelle strategie aziendali. in toscana si potrebbe iniziare a raccogliere le uve sangiovese addirittura intorno a meta’ agosto, una data assolutamente inconsueta per i vini rossi, che tradizionalmente abbracciano il periodo tra settembre, ottobre e novembre. ma assieme a caldo e siccita’ sulla vendemmia 2026 pesa anche l’incognita maltempo, con la grandine che ha gia’ colpito a macchia di leopardo causando gravi danni ai vigneti, dal nord al centro. fattori che cadono in un periodo peraltro gia’ complesso per il settore, gravato dal peso della burocrazia, dall’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni geopolitiche e dalle guerre commerciali, senza dimenticare i cambiamenti delle abitudini di consumo. per questo coldiretti rilancia sul tema della sburocratizzazione, sulla necessita’ di consolidare i mercati esistenti ma di aprirsi a nuovi e sulla necessita’ di continuare a investire in un piano di rilancio che tenga conto anche della capacita’ di raccontare al vino in maniera piu’ efficace anche nei confronti delle nuove generazioni cosi’ da rafforzare la competitivita’ di un settore che sta affrontando una fase delicata. secondo un’analisi coldiretti, la burocrazia ruba 1,6 miliardi all’anno ai produttori, mentre le giacenze in cantina sono aumentate del 6,7% in quantita’ rispetto allo scorso anno. a cio’ si aggiunge l’aumento incontrollato dei costi legato alle tensioni geopolitiche. la guerra in iran ha portato un aggravio di 250 euro a ettaro per ogni azienda, come evidenziato dal centro studi divulga, tra aumento dei prezzi di energia, fertilizzanti e materiali, mentre l’export si e’ ridotto del 7% in valore nei primi quattro mesi del 2026, con una punta del 15% sul mercato usa, gravato dai dazi di TRUMP. una ulteriore criticita’ di cui tener conto e’ rappresentata dalla difficolta’ a reperire manodopera specializzata per le operazioni vendemmiali. nonostante i passi avanti fatti grazie all’azione della coldiretti sul fronte dei flussi e le tutele garantite per contrastare le alte temperature, resta la carenza di personale qualificato lamentata da molte aziende. nonostante cio’ il vino resta uno dei pilastri dell’economia agroalimentare nazionale – ricorda la coldiretti – forte anche della sua resilienza e dell’impegno quotidiano delle 241.000 imprese viticole attive. il fatturato si aggira sui 14 miliardi di euro, con una superficie di 681.000 ettari e una forte vocazione alla qualita’, con il 78% dei vigneti dedicati alle indicazioni geografiche. un primato che si accompagna a una biodiversita’ unica al mondo, con centinaia di varieta’ autoctone”.