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“circa 3mila interventi realizzati nell’arco di due anni per mettere in sicurezza l’appennino. per la maggior parte si tratta di opere di bonifica sul reticolo idrografico minore (acque pubbliche), interventi di consolidamento dei versanti e di ripristino della viabilita’, realizzati grazie a un investimento complessivo di 60,8 milioni di euro, di cui oltre 36,8 milioni (61%) derivanti dalla contribuenza montana e reinvestiti in opere di difesa del suolo”. lo rende noto un comunicato stampa della regione emilia-romagna che cosi’ prosegue: “e’ questo il bilancio del biennio 2023-2024 dell’attivita’ dei consorzi di bonifica dell’emilia-romagna che operano nei comprensori montani, su una superficie di circa 12mila chilometri quadrati. ai dati del biennio si affianca anche l’aggiornamento relativo al 2025: gli investimenti complessivi ammontano a 38,6 milioni di euro, di cui 23,4 milioni derivanti dalla contribuenza montana, pari all’85,45% complessivo. i numeri sono stati presentati oggi a langhirano, nel parmense, nel castello di torrechiara, in occasione della conferenza della montagna 2026, l’appuntamento annuale – indetto da regione, anbi (associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) e uncem (unione nazionale dei comuni, comunita’ ed enti montani) – per fare il punto anche sullo stato di attuazione della legge regionale 7/2012. una norma che impone agli enti di bonifica di destinare la quasi totalita’ delle risorse che derivano dalla riscossione dei tributi nelle aree montane alla progettazione, esecuzione, manutenzione ed esercizio di opere e interventi con funzione di presidio idrogeologico. fa eccezione una piccola quota, rappresentata dalle spese per il funzionamento dei consorzi stessi. alla conferenza della montagna sono intervenuti la sottosegretaria alla presidenza con delega alla protezione civile, manuela RONTINI, e gli assessori regionali irene PRIOLO (ambiente) e davide BARUFFI (montagna e alle aree interne). presenti il presidente nazionale e regionale di anbi, francesco VINCENZI, e il presidente di uncem emilia-romagna, emanuele FERRARI. ‘le alluvioni che hanno colpito l’emilia-romagna in questi anni ci hanno insegnato che la prevenzione e’ il primo strumento di protezione civile- afferma la sottosegretaria RONTINI-. per questo la manutenzione del territorio, la regimazione delle acque e la cura della montagna non sono solo interventi ordinari, ma investimenti strategici per la sicurezza delle comunita’. il lavoro quotidiano dei consorzi di bonifica, sostenuto dalla regione attraverso una programmazione stabile, rappresenta un presidio fondamentale per ridurre le fragilita’ del territorio e rafforzarne la capacita’ di affrontare eventi meteorologici sempre piu’ estremi’. ‘la cura del territorio e’ una delle politiche ambientali piu’ importanti che possiamo mettere in campo- sottolinea l’assessora PRIOLO-. la legge regionale che destina la quasi totalita’ della contribuenza montana agli interventi di bonifica e difesa del suolo ci consente di programmare opere diffuse, valorizzare il ruolo dei consorzi e rafforzare un presidio fondamentale per la tutela dell’ambiente e dell’equilibrio idrogeologico. in quest’ottica rientrano anche le deliberazioni regionali sui servizi ecosistemici, che puntano a trasformare boschi, suoli e sistemi naturali da semplici oggetti di tutela a infrastrutture strategiche che producono valore ambientale, climatico e sociale. e’ una scelta che guarda al futuro: significa investire nella capacita’ dei territori di adattarsi agli effetti del cambiamento climatico, ridurre le fragilita’ e accompagnare la montagna con interventi costanti, programmati e capillari’. ‘la manutenzione del territorio e’ una condizione indispensabile per garantire qualita’ della vita, servizi e opportunita’ a chi vive e lavora in montagna – afferma l’assessore BARUFFI -. per questo crediamo che la coesione territoriale si costruisca sostenendo i territori piu’ fragili, non riducendo le risorse a loro destinate. mentre a livello nazionale molti comuni montani sono stati penalizzati dalla riclassificazione, in emilia-romagna abbiamo scelto di rafforzare il nostro impegno, aumentando del 60% il fondo regionale per la montagna e continuando a sostenere politiche fondate su cooperazione, solidarieta’ e sviluppo’. ‘l’indice di pericolosita’ dei fenomeni di dissesto idrogeologico in italia e’ in costante aumento vista la natura del nostro territorio e l’incidenza dei sempre piu’ frequenti eventi estremi – afferma il presidente di anbi e anbi emilia-romagna, francesco VINCENZI – in questo scenario l’emilia romagna si palesa come una delle realta’ piu’ fragili in cui la manutenzione capillare e la prevenzione risultano ormai imprescindibili per garantire la resilienza e la vivibilita’ dei territori, soprattutto quelli montani e collinari. i consorzi di bonifica dell’emilia romagna svolgono un ruolo ormai essenziale e sussidiario per intervenire quando serve per mitigarne gli impatti piu’ gravosi per la popolazione, molto spesso a sostegno delle amministrazioni locali e in partnership con la regione emilia-romagna che ringraziamo. il dato degli interventi degli ultimi anni dimostra chiaramente la rilevanza del nostro contributo alla tutela del territorio nella sua complessita”. ‘l’impegno dei consorzi di bonifica, della regione e di uncem e’ coeso e molto costruttivo e credo che dimostri come sia fondamentale tenere insieme i territori a partire proprio dalle loro fragilita’ – sottolinea anche il presidente di uncem emilia-romagna, emanuele FERRARI -. se noi siamo in grado di trasformare quelli che sono i limiti in risorse di consolidamento per costruire le future politiche di coesione territoriale e sociale, siamo all’altezza del nostro compito e riusciamo a innescare dei meccanismi di fiducia e di prospettive di sviluppo per i territori delle aree montane interne. riteniamo strategico, come dimostra il lavoro delle bonifiche, attivare relazioni costruttive con le aree urbane e di pianura, giocando nei prossimi anni la carta della politica ‘metro-montana’, per far si’ che i territori montani siano sempre piu’ e meglio manutenuti e che possano sviluppare le loro politiche in una logica di dialogo costruttivo con tutti gli altri territori’.”. qui maggiori dettagli https://tinyurl.com/yy32rdzv.

