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“‘la tolleranza e’ zero per chi infrange le regole e chi vuole sfruttare il marchio del made in italy senza garantirne la qualita”, ha dichiarato il ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, francesco LOLLOBRIGIDA in un punto stampa al termine della seduta della cabina di regia sui controlli dell’agroalimentare istituzionalizzata con la legge 75 del 2026″. lo rende noto un comunicato del masaf. “oggi ho convocato la cabina di regia sui controlli agroalimentari, mi hanno aggiornato sulla campagna straordinaria di controlli che ho voluto per proteggere il lavoro dei nostri olivicoltori”, ha spiegato LOLLOBRIGIDA, che ha continuato: “in soli 10 giorni, dal 2 luglio a ieri, solo l’icqrf ha controllato 5 milioni di chili di olio e sequestrato merce per 10,3 milioni di euro. ma questo e’ solo l’inizio, per il periodo a venire la collaborazione tra le forze dell’ordine nella cabina di regia e l’attenzione sull’olio sara’ massima, rafforzeremo gli strumenti tecnologici a supporto dell’attivita’ ispettiva per rendere ancora piu’ difficile la vita di chi non gioca secondo le regole. l’olio di oliva italiano non ha eguali e noi lo proteggiamo rendendo le aziende piu’ forti e per migliorare la produzione. in questi tre anni abbiamo reso disponibili quasi 1,9 miliardi di euro di risorse per rendere competitivo e forte un settore importante, esposto a una fortissima concorrenza. lavoriamo anche per promuovere questa nostra eccellenza, dallo scorso fine settimana sulle reti rai e’ partita una campagna pubblicitaria per sensibilizzare gli italiani, i primi consumatori di olio, all’importanza della sua origine e quindi della sua qualita’”. “l’icqrf ha certificato un aumento dei controlli del 21,1% sull’olio d’oliva dal 2023 ad oggi, eseguendo nel 2025 oltre 7.200 ispezioni”, informa il masaf, che cosi’ prosegue: “gli operatori controllati aumentano invece del 26,6% e anche la quantita’ del prodotto e’ aumentata del 34,3%. particolare attenzione e’ stata data all’olio evo 100% italia: controlli in aumento del 26,4% dal 2023 ad oggi, eseguendo nel 2025 quasi 2.500 ispezioni e portando alla denuncia di 67 soggetti. gli operatori controllati aumentano invece del 37,9% e anche la quantita’ del prodotto ispezionato – olio evo 100% italiano – e’ aumentata del 34,3%. cabina di regia: linee guida controlli futuri: – rafforzamento controlli congiunti presso operatori e punti di ingresso (industrie, commercio, gdo, porti); – contrasto pratiche commerciali sleali; – maggiore attivita’ dei laboratori icqrf in sinergia con i laboratori adm e minsalute anche con l’utilizzo di nuove; – azione piu’ incisiva contro le frodi; – aumento numero campioni prelevati per le analisi (chimico-fisiche, organolettiche, residui fitofarmaci e molecolare/isotopica). l’olio di oliva in italia genera 2,3 miliardi di euro di ricavi, con oltre 1 milione di ettari dedicati. nel settore sono attive 619 mila imprese olivicole per un valore di produzione pari a oltre 2,3 miliardi di euro nel 2025. gli italiani sono primi consumatori mondiali, secondi esportatori per valore e terzi per produzione. nel triennio 2023-2025 il settore olivicolo-oleario ha potuto beneficiare di quasi 1,9 miliardi di euro. in particolare, tra gli interventi piu’ rilevanti ci sono le misure del pnrr e pnc collegato hanno contribuito con circa 500 milioni di euro all’ammodernando del settore con vari interventi finanziati ad oltre duemila imprese (ammodernamento frantoi, contratti di filiera, meccanizzazione e parco agrisolare). 300 milioni di euro sono stati stanziati dal coltivaitalia, in via di approvazione alla camera, per mettere in atto il piano olivicolo nazionale. nel triennio poi sono stati resi disponibili i sostegni, l’intervento settoriale olivicolo e l’ecoschema 3 per un totale di 600 milioni di euro circa. qui le risorse per il settore olivicolo-oleario nel periodo 2023-2025 shorturl.at/H2GFf. dall’11 luglio e’ in onda sulle reti e sulle radio rai uno spot per sensibilizzare gli italiani, primi consumatori mondiali di olio di oliva, alla scelta e all’utilizzo di oli di qualita’ prestando attenzione all’etichetta e all’origine dei prodotti”.
OLIO D’OLIVA: CIA, BENE CONTROLLI MA NON BASTA SETTORE IN
DIFFICOLTA’ PER GIACENZE ELEVATE E PREZZI INSOSTENIBILI
“bene la campagna istituzionale di promozione e il rafforzamento dei controlli nel comparto oleario. resta, tuttavia, necessario intensificare ulteriormente gli interventi, anche attraverso l’avviata interazione fra gli organismi preposti. sono ancora troppe le situazioni opache che vanno contrastate con decisione. due le direttrici principali: il potenziamento del metodo organolettico a tutela della qualita’ e la messa in campo di un’azione piu’ incisiva contro le vendite sottocosto, che generano disparita’ e confusione, con l’olio che rimane prodotto civetta. e’ questa la posizione di cia-agricoltori italiani nel corso della cabina di regia sui controlli e tavolo olio, riunitasi oggi al masaf”, informa un comunicato della cia che cosi’ prosegue: “per cia l’olivicoltura italiana necessita di maggiore attenzione e strumenti concreti di sostegno. in particolare, occorre rafforzare i processi di aggregazione e consolidare il ruolo dell’ocm; gli accordi di filiera devono essere seri, vincolanti e realmente funzionali alla tutela del sistema italia. destano ancora forte preoccupazione le attuali condizioni di mercato, caratterizzate da un’elevata disponibilita’ di prodotto in giacenza e da prezzi estremamente bassi, giudicati insostenibili. l’olio evo italiano stoccato attualmente nell’intera penisola e’ pari a 112mila tonnellate (a giugno 2025 erano 45 mila), mentre il prezzo medio nazionale e’ di 5,77 euro/kg, con valori registrati ancora piu’ bassi. un anno fa, 9,60 euro/kg. in questo scenario, l’organizzazione chiede il riconoscimento dello stato di crisi e solleva interrogativi sull’avvio della prossima campagna olearia, a fronte di consistenti quantitativi di olio ancora invenduto. tra le proposte operative avanzate, il vicepresidente cia, gennaro SICOLO, chiede un impegno concreto della grande distribuzione per la realizzazione di una campagna di promozione al consumo nel mese di settembre dedicata rigorosamente all’olio extravergine italiana. l’iniziativa deve essere accompagnata da un accordo di filiera con la produzione e da un sostegno istituzionale che preveda anche un marchio di riconoscibilita’ nazionale. senza un intervento immediato per stimolare il mercato: il rischio e’ di una crisi profonda e strutturale per l’intero comparto olivicolo”.
OLIO D’OLIVA: COLDIRETTI/UNAPROL, BENE STOP A MISCELAZIONE
EXTRAVERGINE PER FERMARE TRAFFICANTI E TUTELARE SALUTE
“lo stop alla possibilita’ di miscelare olio vergine a extravergine risponde alle nostre richieste per fermare le manovre dei trafficanti di olio e fare piena trasparenza su un settore cardine del made in italy, con misure strutturali efficaci per salvaguardare la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. e’ quanto affermano coldiretti e unaprol commentando l’annuncio fatto dal ministro dell’agricoltura e della sovranita’ alimentare francesco LOLLOBRIGIDA fatto al tavolo di filiera convocato a roma. un impegno importante quello a modificare nelle prossime ore la circolare relativa alla miscelazione, per garantire maggiore chiarezza normativa. una risposta all’istanza di intervento urgente inviata nei giorni scorsi da unaprol ai vertici del masaf e all’icqrf”, informa un comunicato di coldiretti e unaprol che cosi’ prosegue: “la pratica del blending, tollerata in italia sulla base di vecchie circolari ministeriali ed europee, consente oggi all’industria di correggere i difetti di un olio vergine ‘annegandolo’ in una percentuale di extravergine per rispettare i parametri chimici di legge previsti ma svuotando di significato le analisi sensoriali (panel test) e ingannando di fatto il cittadino sulla reale purezza del prodotto. la modifica alla circolare invocata da coldiretti e unaprol risponde cosi’ al principio ribadito che un prodotto di minor pregio non puo’ acquisire una diversa classificazione attraverso operazioni di miscelazione. nell’ultimo anno il prezzo dell’olio extravergine e’ crollato del 50%, mentre i costi sostenuti dagli olivicoltori italiani sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro, secondo le elaborazioni del centro studi divulga. un paradosso che trova spiegazione analizzando i dati della filiera. l’italia produce infatti circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva – un quantitativo che potrebbe risultare persino inferiore con controlli ancora piu’ rigorosi – a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri all’anno. numeri che evidenziano come una parte dell’olio straniero venga commercializzata sfruttando impropriamente il richiamo all’italianita’, ingannando cittadini e produttori. ‘oggi abbiamo ottenuto un impegno importante da parte del ministro e per questo lo ringraziamo. il prossimo passo deve essere quello di potenziare il sistema di controllo con l’impiego di nuove metodologie analitiche e al potenziamento della rete dei laboratori – spiega david GRANIERI, presidente di unaprol e vicepresidente nazionale di coldiretti – risonanza magnetica, mappa genetica e mappatura isotopica possono dire con chiarezza da dove arriva un prodotto, devono essere utilizzabili come prove in giudizio, per fermare una volta per tutte chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione’. importante per tutelare il settore anche il cambio di passo sui controlli, anch’esso tra le richieste avanzate con la grande mobilitazione di giugno che aveva visto migliaia di agricoltori della coldiretti scendere in piazza in tutta italia per dire basta a speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza che mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole nazionali. nel corso della riunione sono stati illustrati i dati delle ultime verifiche, evidenziando un’intensificazione significativa dell’attivita’ ispettiva, con oltre 5 milioni di chilogrammi di olio controllati e sequestri per un valore di 10,3 milioni di euro. coldiretti e unaprol hanno ribadito anche la richiesta di prevedere misure a sostegno delle imprese della filiera olivicola, duramente colpite dal crollo dei prezzi dell’olio. la forte svalutazione delle giacenze ha infatti determinato un rilevante danno patrimoniale per produttori, frantoiani, trasformatori e cooperative. chieste anche misure finanziarie straordinarie per il sostegno allo stoccaggio, la sospensione dell’olio a dazio zero dalla tunisia e il blocco del meccanismo del tpa (traffico perfezionamento attivo) sull’olio estero con verifiche di massa sul portale sian, aggiornamento della tracciabilita’ sullo stesso sian con le informazioni contenute nel fascicolo aziendale e monitoraggio settimanale dei prezzi di vendita”.
OLIO D’OLIVA: BATTISTA (COPAGRI), BENE RAFFORZAMENTO
CONTROLLI ORA PUNTARE SU BLOCKCHAIN
“il settore olivicolo-oleario nazionale sta attraversando una fase estremamente complessa, con costi di produzione in continuo aumento e quotazioni scese addirittura sotto i 6€/l, senza contare le elevate giacenze di prodotto, peraltro in forte e costante svalutazione; proprio per questo, e’ di fondamentale importanza l’attenzione mostrata dal governo e il rafforzamento dell’attivita’ ispettiva illustrata oggi al masaf”. lo ha sottolineato il presidente della copagri tommaso BATTISTA, intervenendo all’odierna riunione del tavolo olio, svoltasi alla presenza del ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA. “quello dei controlli e’ un tema fondamentale, dal quale dipende buon parte dello sviluppo del settore; oltre a intensificare sempre piu’ i controlli ai porti e alle frontiere, con particolare riferimento alle aree portuali del meridione dove si concentrano i maggiori arrivi di prodotto estero, e’ arrivato il momento di cominciare a ragionare sull’utilizzo della blockchain per dare un ‘passaporto digitale’ a ogni carico di olio che entra nel nostro paese, cosi’ da tracciarne ogni singolo lotto ed evitare, di riflesso, che il prodotto estero vada indirettamente a beneficiare delle misure di stabilizzazione del mercato italiano”, ha detto BATTISTA che ha aggiunto: “tracciando tutto l’olio che entra in italia e andandolo poi a incrociare con le registrazioni fatte nei frantoi potremmo avvicinarci moltissimo alla risoluzione di una annosa e atavica problematica che grava da anni sulle spalle dei produttori agricoli. e’ opportuno andare a rivedere i contingenti tariffare agevolati a carico di altri paesi produttori, quali ad esempio la tunisia, divenuto ormai il secondo produttore di olio d’oliva a livello mondiale. oltre ai controlli, analoga importanza rivestono gli attesi interventi sul versante della liquidita’ a disposizione delle imprese e sulla sempre piu’ avvertita necessita’ di continuare a investire sulla promozione dell’olio italiano; per contrastare la forte svalutazione del prodotto, che sta causando un significativo danno erariale alle aziende, chiediamo l’anticipo immediato dei pagamenti pac all’85% per tutti i produttori e la messa in campo di un piano straordinario di credito agevolato e di moratorie bancarie sui mutui per tutti quei frantoi che hanno i magazzini pieni e non riescono a saldare i produttori. sul versante della promozione, invece, e’ necessario insistere sulle campagne di promozione finalizzate a spiegare al consumatore il reale valore del made in italy e trasmettere l’importanza delle innumerevoli qualita’ organolettiche che caratterizzano la straordinaria varieta’ delle cultivar italiane”. BATTISTA ha infine espresso soddisfazione per la campagna promozionale istituzionale avviata pochi giorni fa.
OLIO D’OLIVA: CONFAGRICOLTURA, BENE I CONTROLLI VALORIZZARE
PRODOTTO ITALIANO E GARANTIRE LIQUIDITA’
“favorire la liquidita’ delle imprese e insistere sulla valorizzazione del prodotto italiano in italia e all’estero promuovendone il consumo e contribuendo concretamente alla ripresa del mercato. queste le principali direttrici proposte dal presidente di confagricoltura, massimiliano GIANSANTI, al tavolo di settore convocato oggi al masaf, nell’ambito delle riunioni indette per affrontare la crisi del comparto olio. sul fronte economico, confagricoltura ha ribadito la necessita’ di strumenti di accesso e sostegno al credito per le imprese, attivando misure fiscali utili alla liquidita’ aziendale e alla tenuta economica del settore. l’olio di oliva italiano resta in difficolta’, soprattutto a causa di fattori esterni che frenano il mercato. il prodotto fatica a trovare un’adeguata collocazione, con ricadute sempre piu’ pesanti sulla tenuta economica delle aziende olivicole”, informa un comunicato di confagricoltura. “bene l’impegno del governo e l’attivita’ di controllo per le verifiche sulle importazioni e sulle miscele comunitarie ed extracomunitarie, come avevamo sollecitato, perche’ e’ importante garantire trasparenza nei confronti del consumatore”, ha detto GIANSANTI.
OLIO D’OLIVA: ORGOGLIO OLIVICOLO CONSEGNA A LOLLOBRIGIDA
ESPOSTO DENUNCIA SU PRESUNTE FRODI
un comunicato stampa rende noto che: “gennaro SICOLO, delegato del comitato nazionale orgoglio olivicolo, ha consegnato al ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA un esposto-denuncia contro “le presunte frodi che stanno affossando il comparto olivicolo-oleario italiano”. lo stesso esposto sara’ formalmente presentato nelle principali procure della repubblica competenti per puglia, sicilia e calabria, le regioni piu’ colpite dalle dinamiche distorsive che stanno pesantemente destabilizzando il mercato dell’olio, con ripercussioni gravissime per op, aziende olivicole-olearie, frantoi. la consegna al ministro LOLLOBRIGIDA e’ avvenuta stamattina in occasione del tavolo olivicolo e della cabina di regia della repressione frodi. l’annuncio della consegna e’ stato dato lunedi’ 13 luglio, nel corso di un confronto sulla crisi del comparto olivicolo-oleario che si e’ svolto a bitonto, nella sede di oliveti terra di bari, nel quale – oltre allo stesso SICOLO – sono intervenuti francesco PAOLICELLI, assessore regionale all’agricoltura, giovanni BUCCI (oliveti terra di bari), carmelo ROLLO (legacoop puglia), nicola RUGGIERO (oliveti d’italia), benedetto FRACCHIOLLA (finoliva global service), alfonso FUCCI (fioq) in rappresentanza dei frantoiani, elia PELLEGRINO (aifo) e giuseppe VACCA (unifol). all’incontro era presente il conte onofrio SPAGNOLETTI ZEULI”.
OLIO D’OLIVA: LOLLOBRIGIDA, BENE SEQUESTRO 60
TONNELLATE SPACCIATE PER OLIO EVO DA TUNISIA
“ringrazio il personale dell’icqrf, dell’agenzia delle dogane e della guardia di finanza per l’operazione condotta nel porto di palermo, che ha portato al sequestro di oltre 60.000 kg di olio proveniente dalla tunisia vergine spacciato per extravergine. oggi abbiamo lanciato un messaggio chiaro con gli operatori di settore olivicolo, la tolleranza e’ zero per chi infrange le leggi e vuole trarre in inganno chi acquista. con questo sequestro si dimostra che l’impegno non e’ solo a parole. la tutela della qualita’, della trasparenza e della corretta informazione ai consumatori passa anche attraverso controlli rigorosi e costanti lungo tutta la filiera. continueremo a mantenere altissima l’attenzione sul comparto olivicolo, rafforzando la collaborazione tra le amministrazioni coinvolte e gli strumenti a disposizione delle attivita’ ispettive, a difesa della qualita’, della legalita’ e delle imprese che rispettano le regole”, ha dichiarato il ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, francesco LOLLOBRIGIDA, commentando il sequestro effettuato oggi nel porto di palermo di 60.280 chilogrammi di olio d’oliva extra ue. l’olio, dichiarato come extravergine e risultato invece olio di oliva vergine per la presenza del difetto organolettico di ‘rancido’, era destinato a un oleificio in provincia di reggio calabria e avrebbe fruttato circa 325 mila euro.
