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“il mediterraneo che si riscalda, le lagune e gli stagni sempre piu’ in sofferenza, la crisi dell’acquacoltura e lo stop alla raccolta delle vongole di mare nei banchi naturali dell’alto adriatico, fermo dall’autunno 2024 dopo il crollo della produzione causato anche dalle fioriture di mucillagini, sono stati al centro dell’incontro promosso da confcooperative agroalimentare e pesca nell’ambito dell’87esima edizione della sagra del pesce di chioggia”. lo rende noto un comunicato di confcooperative, che cosi’ prosegue: “al confronto, organizzato da confcooperative, hanno preso parte il sottosegretario al masaf patrizio LA PIETRA, il direttore generale della pesca marittima e dell’acquacoltura graziella ROMITO, le cooperative e gli operatori della filiera ittica. l’iniziativa e’ stata anche l’occasione per visitare le realta’ produttive dell’alto adriatico, dalla pesca all’acquacoltura, dalla trasformazione alla commercializzazione fino all’ittiturismo, in uno dei territori che piu’ sta pagando gli effetti dei cambiamenti climatici, tra proliferazione del granchio blu, aumento delle temperature del mare e fioriture algali che hanno messo in ginocchio uno storico distretto produttivo di mitili e vongole. ‘la presenza del sottosegretario LA PIETRA e del direttore generale ROMITO testimonia l’attenzione che il masaf continua a riservare a un comparto strategico per il paese. oggi non siamo piu’ di fronte a un’emergenza contingente, ma agli effetti permanenti del cambiamento climatico che stanno ridisegnando gli ecosistemi marini e mettendo a rischio intere filiere produttive’, ha affermato paolo TIOZZO, vicepresidente confcooperative agroalimentare e pesca. ‘chioggia – ha proseguito TIOZZO – e’ il luogo simbolo di questa trasformazione. qui abbiamo toccato con mano le conseguenze di un mediterraneo che si riscalda, con lagune sempre piu’ vulnerabili e produzioni storiche che rischiano di scomparire. servono risposte strutturali: strumenti di adattamento climatico, ricerca, innovazione e misure che consentano alle imprese di continuare a produrre. apprezziamo – ha concluso TIOZZO – il percorso avviato dal ministero e siamo convinti che, attraverso un confronto costante con il territorio, si possano costruire soluzioni capaci di garantire il futuro della pesca e dell’acquacoltura italiane’.”.
