(riproduzione riservata)
si e’ svolto oggi al ministero dell’agricoltura il tavolo sul riso. in questa occasione agra press ha intervistato il ministro dell’agricoltura, francesco LOLLOBRIGIDA (qui il video https://youtu.be/ONYwuAywGF0), che ha definito il confronto utile per difendere e sviluppare la produzione di riso italiano. il ministro ha ricordato che l’italia e’ il primo produttore in europa e tra i primi al mondo per qualita’. e’ necessario – ha sottolineato il ministro – garantire infrastrutture adeguate, per esempio, per l’apporto di acqua, elemento fondamentale per il tipo di coltura. e’ importante, inoltre, abbattere i costi di produzione – ha evidenziato LOLLOBRIGIDA – come fertilizzanti ed energia, ricordando il lavoro fatto dal governo a tal proposito. infine, il ministro, ha annunciato novita’ sulla legge di bilancio per sostenere i settori in difficolta’, coltura del riso inclusa; il presidente di confagricoltura, massimiliano GIANSANTI (qui il video https://youtu.be/e6KPpi_glsA), che ha evidenziato le due proposte portate al tavolo dalla confederazione. la prima – ha sottolineato il presidente di confagricoltura – di carattere europeo che prevede di fare pressione a bruxelles per riportare al centro delle discussioni le clausole di salvaguardia e la seconda di carattere nazionale che prevede di favorire l’istituzione di un consorzio del riso aromatico italiano e promuovere e valorizzare gli accordi di filiera al 100% italiani con sementi certificati; e la presidente dell’ente nazionale risi, natalia BOBBA (qui il video https://youtu.be/yqcoXV6zcfM), che ha ritenuto il confronto con le istituzioni, in particolare con ismea e icqrf, costruttivo sottolineando la massima disponibilita’ da parte del ministro per mettere in campo gli strumenti per aiutare il settore. strumenti come i contratti di filiera – ha sottolineato BOBBA – che permetterebbero una programmazione su semine e colture per favorire e programmare le attivita’ sia dei produttori che delle aziende trasformatrici.
RISO: COLDIRETTI, GIU’ PREZZI CON INVASIONE PRODOTTO
STRANIERO SUBITO PIU’ CONTROLLI E BANDO INDIGENTI
“il crollo delle quotazioni del risone, provocato dal boom delle importazioni di riso straniero (+20%), sta mettendo in ginocchio le aziende agricole italiane, gia’ schiacciate dall’aumento dei costi di produzione e dagli effetti della siccita’. e’ l’allarme lanciato dalla coldiretti al tavolo di filiera convocato al masaf, con la richiesta di un piano straordinario per salvaguardare una produzione simbolo del made in italy e un settore che rappresenta oltre il 50% dell’intera risicoltura europea”. lo rende noto un comunicato della coldiretti. coldiretti chiede “un bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficolta’, rafforzando al tempo stesso il reddito dei produttori, controlli piu’ severi per certificare l’origine e impedire truffe ai cittadini, anche con strumenti innovativi come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica, un fondo dedicato ai contratti di filiera nell’ambito del fondo sovranita’ alimentare”, informa il comunicato, che cosi’ prosegue: “ma il pacchetto deve prevedere anche risorse regionali per sostenere le imprese; stop alle importazioni selvagge con l’applicazione del principio di reciprocita’ negli accordi commerciali con i paesi extra ue; un piano nazionale degli invasi per affrontare le emergenze idriche; investimenti nella ricerca e nelle tecniche di evoluzione assistita (tea) e il rafforzamento del sostegno al riso nella futura pac, premiando le aziende che investono in qualita’, innovazione e sostenibilita’. la campagna commerciale 2025-2026 non ancora conclusa ha visto arrivare in italia oltre 190 milioni di chili di riso straniero, con quattro confezioni importate su cinque provenienti dall’asia, alimentando un eccesso di offerta che ha fatto precipitare di oltre il 50% i prezzi riconosciuti ai produttori italiani proprio mentre le campagne devono fare i conti con caldo e scarsita’ d’acqua, con perdite produttive che in alcune aree potrebbero superare il 30%. una situazione ulteriormente aggravata – denuncia coldiretti – dalle scelte commerciali dell’unione europea che negli anni hanno favorito l’ingresso di prodotto ottenuto con regole ambientali, sanitarie e sociali profondamente diverse da quelle richieste agli agricoltori italiani. a preoccupare e’ anche il negoziato per l’accordo di libero scambio tra unione europea e thailandia, che rischia di aprire ulteriormente il mercato comunitario a uno dei maggiori esportatori mondiali di riso, con effetti pesanti sulla competitivita’ della produzione nazionale”.
RISO: CONFAGRICOLTURA, PIU’ CONTROLLI SU IMPORT,
VALORIZZAZIONE FILIERA E PROGRAMMAZIONE SEMINE
“piu’ controlli sulle importazioni extra ue per evitare, come sta accadendo per altri settori, l’arrivo di merci senza i requisiti necessari per la vendita in europa, ma anche contratti che valorizzino la filiera 100% italiana e la programmazione delle semine. le scelte degli imprenditori agricoli sono infatti inevitabilmente guidate dall’andamento dei prezzi della campagna precedente, con il rischio di determinare eccessi di offerta e conseguenti tensioni al ribasso delle quotazioni”. lo afferma un comunicato di confagricoltura, che cosi’ prosegue: “le proposte di confagricoltura per il comparto riso sono state presentate stamani dal presidente massimiliano GIANSANTI al tavolo riso convocato al masaf per affrontare la grave situazione del comparto dovuta al perorarsi delle difficolta’ del mercato, alle massicce importazioni da paesi extra ue e, da qualche mese, anche alla grave siccita’ che sta decimando le produzioni. un’altra proposta di confagricoltura riguarda la costituzione del consorzio del riso aromatico italiano. poi la gestione dello stoccaggio con l’attivazione di strumenti finanziari per favorire la liquidita’ delle aziende agricole valorizzando le merci in magazzino, come capita per altri comparti. il presidente ha inoltre ricordato la necessita’ di migliorare l’etichettatura obbligatoria di origine sulle confezioni di riso, ma anche la promozione, nell’ambito della pac, di pratiche che favoriscano un utilizzo razionale della risorsa idrica in risaia. le condizioni climatiche estreme stanno infatti caratterizzando l’attuale stagione estiva e potrebbero avere ripercussioni significative sulle rese produttive, finanche con la rinuncia alla raccolta per alcune aree particolarmente colpite e con scarsa disponibilita’ idrica”.
RISO: CIA URGENTE ACCELERARE SU RICERCA E TEA E GARANTIRE REGOLE
COMMERCIALI EQUE. PRIORITA’ AD ACQUA E CONTRATTI FILIERA
“servono interventi urgenti per salvare il settore risicolo, stretto tra crollo dei prezzi, cambiamenti climatici, crisi idrica e import in forte crescita. e’ quanto ha chiesto cia-agricoltori italiani al tavolo riso convocato oggi al masaf alla presenza del ministro francesco LOLLOBRIGIDA”. lo rende noto un comunicato di cia, che cosi’ prosegue: “l’italia e’ il primo produttore di riso dell’ue, con oltre il 50% della produzione comunitaria e circa 233 mila ettari coltivati. un patrimonio economico, ambientale e paesaggistico che oggi, pero’, attraversa una delle crisi piu’ gravi degli ultimi anni. a pesare sono, da un lato, una campagna produttiva segnata dalla scarsita’ d’acqua e dalle alte temperature, che rischiano di compromettere rese e raccolti; dall’altro, un mercato che continua a deprimere il valore del prodotto. il crollo delle quotazioni sta mortificando il lavoro degli agricoltori, con cali di listino estremamente marcati soprattutto per le varieta’ indica, lunghi e da parboiled, ormai ben al di sotto dei costi di produzione. secondo cia, a incidere sono anche le scelte commerciali dell’ue, che continuano a sacrificare il riso negli accordi di libero scambio. solo nei primi tre mesi del 2026, le importazioni in volume sono cresciute di quasi il 30%. dalle agevolazioni concesse ai paesi del sud-est asiatico, come cambogia e myanmar, fino agli accordi mercosur e con l’australia, cresce la pressione sul mercato interno, mentre agli agricoltori europei vengono richiesti standard produttivi, ambientali e sociali sempre piu’ elevati. una concorrenza che non puo’ essere considerata equa e che continua a comprimere i prezzi e a indebolire la competitivita’ dell’intera filiera. per cia servono quindi risposte immediate, ma anche interventi di prospettiva per dare futuro a una coltura centrale per l’agroalimentare italiano. a partire dall’acqua, risorsa vitale per il settore, sulla quale non sono piu’ rinviabili scelte strategiche capaci di garantirne una disponibilita’ certa, sicura ed efficiente. fondamentale, inoltre, accelerare su genetica, ricerca e innovazione, valorizzando il percorso avviato con le tecniche di evoluzione assistita e rafforzando gli investimenti pubblici nelle buone pratiche agronomiche. occorrono soluzioni fitosanitarie a minore impatto ambientale, ma in grado di garantire adeguati risultati sul piano produttivo. sul fronte commerciale, cia chiede che il riso venga davvero riconosciuto come prodotto sensibile e non diventi merce di scambio nei negoziati internazionali. il meccanismo automatico della clausola di salvaguardia previsto dal 2027 rappresenta un passo avanti, ma le soglie fissate restano troppo elevate e rischiano di limitarne l’efficacia. per questo, nessuna nuova concessione sul riso deve essere prevista nelle aree di libero scambio. infine, per rafforzare il settore e assicurare maggiori certezze alle imprese agricole, cia punta sui contratti di filiera con l’industria, sul modello gia’ sperimentato nel comparto grano duro-pasta, capaci di creare benefici condivisi per produttori e trasformatori, e su una campagna istituzionale di valorizzazione del riso 100% italiano, con l’obiettivo di rafforzarne la competitivita’ e il riconoscimento presso i consumatori. al termine del tavolo, si e’ tenuta al ministero anche la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione di riso’, il festival internazionale del riso in programma a vercelli dall’11 al 13 settembre, al quale cia partecipera’. una manifestazione che unisce istituzioni, cultura e gastronomia e che rappresenta un’ulteriore occasione di confronto per l’intera filiera sulle criticita’ e sul futuro del settore”.
RISO: COPAGRI, PUNTARE SU CONTRATTI DI
FILIERA PER TUTELARE PRIMATO NAZIONALE
“‘tutelare la produzione nazionale di riso e’ fondamentale per mantenere il primato ue dell’italia, sia a livello di superfici coltivate, pari a oltre 230mila ettari, in leggero calo su base annua, che in termini produttivi, dal momento che il nostro paese, con circa 1,5 milioni di tonnellate, rappresenta quasi la meta’ della produzione ue, potendo inoltre vantare un inestimabile patrimonio di qualita’ e di varieta’ con caratteristiche uniche, molto conosciute e apprezzate in tutto il mondo’. e’ quanto ha sottolineato il responsabile riso della copagri fulco GALLARATI SCOTTI, intervenendo all’odierna riunione del tavolo di settore, svoltasi al masaf alla presenza del ministro francesco LOLLOBRIGIDA e del sottosegretario patrizio LA PIETRA”. lo rende noto un comunicato della copagri. “tali fondamentali primati sono messi seriamente a rischio dalla delicata contingenza che il settore, al pari di molti altri comparti produttivi, vive ormai da diversi mesi, stretto nella morsa tra gli incrementi dei costi di produzione legati alle tensioni internazionali, l’instabilita’ dei mercati e le ricadute della forte siccita’ che ha caratterizzato le ultime settimane”, ha ricordato il rappresentante della copagri. “per garantire un futuro alla risicoltura italiana e alle tantissime aziende agricole che ne fanno uno dei fiori all’occhiello del primario nazionale, e’ fondamentale agire su diverse linee direttrici, partendo dalla sempre piu’ avvertita necessita’ di continuare a puntare sui contratti di filiera e di coltivazione, che attualmente coprono appena il 2,5% della produzione nazionale e vanno necessariamente promossi attraverso lo stanziamento di maggiori fondi, in quanto sono imprescindibili in funzione della programmazione delle attivita’”, ha suggerito GALLARATI SCOTTI, segnalando – precisa il comunicato – la necessita’ di aumentare la frequenza degli incontri del tavolo riso. “sotto altro profilo, e’ importante rafforzare e incrementare sempre di piu’ i controlli alle frontiere, con particolare riferimento ai porti e alle dogane, ma anche sugli scaffali della grande distribuzione, assicurando il pieno rispetto dei dettami del decreto legislativo 131/2017”, ha aggiunto il responsabile riso della copagri, ad avviso del quale “serve, al contempo, continuare a puntare sulla ricerca e sull’innovazione, con particolare riferimento alle innumerevoli possibilita’ di sviluppo legate all’utilizzo delle tecniche di evoluzione assistita-tea, lavorando inoltre per valorizzare il prodotto nazionale attraverso campagne promozionali e iniziative che vadano a svilupparne l’export sui mercati internazionali”. “sul versante comunitario non si puo’ prescindere dal riaprire un serio dibattito su tutta la partita dei dazi, andando a rivedere agevolazioni tariffarie ferme ormai da svariati anni e valutando la possibile imposizione di tariffe aggiuntive sulle importazioni comunitarie di prodotto lavorato e confezionato”, ha concluso GALLARATI SCOTTI.
RISO: DREI (CONFCOOPERATIVE), AFFRONTARE EMERGENZA ACQUA E
ATTIVARE STRUMENTI PER SALVAGUARDARE REDDITO PRODUTTORI
“con l’esplosione dei costi del carburante, dei fertilizzanti e dell’energia, produrre oggi una tonnellata di riso costa circa 450 euro, con il mercato che la remunera mediamente solo 350 euro. una forbice che rende insostenibile la continuita’ produttiva. in poco piu’ di sei mesi il valore del prodotto si e’ quasi dimezzato: ad ottobre il risone baldo era venduto a quasi 60 euro al quintale, prezzo che e’ crollato un mese fa a 38 euro. coltivare riso oggi e’ un lavoro non piu’ redditizio ed e’ a rischio la tenuta di molte aziende agricole e di una filiera che ha un valore alla produzione di oltre mezzo miliardo di euro”, ha dichiarato il presidente di confcooperative agroalimentare e pesca raffaele DREI al termine del tavolo nazionale della filiera risicola, convocato oggi al masaf per affrontare la difficile situazione che sta interessando un comparto che vede il nostro paese primo produttore europeo con una produzione pari a 810mila tonnellate annue, pari al 56% del riso europeo. ne da’ notizia un comunicato di confcooperative che cosi’ prosegue: “questi gli interventi sollecitati da confcooperative a sostegno delle imprese della filiera risicola che sono alle prese con i danni dovuti alla siccita’: l’attivazione degli strumenti di gestione del rischio, a partire dal fondo agricat per il quale il ministro si e’ impegnato a valutare la fattibilita’ e l’utilizzo delle risorse esistenti, che ammontano a circa un miliardo: l’attivazione di un apposito strumento di stabilizzazione del reddito da parte di ismea (fondo ist). infine, lo stanziamento di risorse ad hoc per il riso nell’ambito del coltiva italia, dedicato ai contratti di filiera per il riso, con l’obiettivo di stimolare l’aggregazione dell’offerta e la programmazione produttiva, oltre che sostenere gli investimenti. grande attenzione, infine, al tema delle della disponibilita’ di acqua, con la richiesta da parte di confcooperative di recuperare invasi e di creare nuove vasche di accumulo. il ministro LOLLOBRIGIDA ha manifestato la propria disponibilita’ a valutare le progettualita’ attualmente in essere, di concerto con altri dicasteri e enti coinvolti”.
RISO: LEGACOOP AGROALIMENTARE, NECESSARI INVESTIMENTI RETE IRRIGUA,
CONTRATTI FILIERA E RECIPROCITA’ IMPORT E PROGRAMMAZIONE
“investire sulla rete irrigua, potenziare i contratti di filiera e pretendere reciprocita’ nelle regole della concorrenza internazionale. sono le priorita’ indicate da legacoop agroalimentare al tavolo riso, riunito oggi nel gabinetto del ministro dell’agricoltura per fare il punto sulla filiera risicola nazionale, tra areali in leggera crescita e nuove sfide di mercato. per legacoop agroalimentare hanno partecipato il referente del settore risicolo andrea baltera BOCCHIONE e gabriel CECCHINI, responsabile settore cerealicolo”, informa un comunicato di legacoop agroalimentare che cosi’ prosegue: “‘registriamo un lieve incremento degli areali a livello nazionale, pur con andamenti differenziati tra i diversi territori. questa evoluzione rende ancora piu’ evidente la necessita’ di investire sulla rete irrigua, che risulta oggi sottodimensionata rispetto alle esigenze produttive. allo stesso tempo e’ necessario rafforzare gli strumenti di integrazione della filiera, a partire dai contratti di coltivazione, che consentono una piu’ stabile valorizzazione dei benefici economici condiviso tra i diversi soggetti coinvolti’, ha dichiarato BOCCHIONE. nel corso della riunione e’ emersa dai dati ismea una tendenza al lieve aumento delle superfici coltivate a riso a livello nazionale, seppure con un andamento disomogeneo tra i diversi areali produttivi. in questo contesto, legacoop agroalimentare evidenzia come la disponibilita’ e la gestione della risorsa idrica rappresentino una delle principali condizioni per garantire il comparto. per questo risultano necessari investimenti mirati e programmati sulla rete irrigua, al fine di adeguarla alle esigenze produttive attuali e future della risicoltura italiana. per legacoop agroalimentare e’ importante estendere l’utilizzo dei contratti di filiera anche al settore risicolo, dove tale strumento non ha ancora raggiunto una diffusione paragonabile a quella di altre filiere agricole. la risicoltura e’ infatti chiamata ad affrontare le stesse esigenze di programmazione, valorizzazione e stabilizzazione dei rapporti economici che interessano il resto dell’agroalimentare nazionale. tali contratti rappresentano la reale alternativa alle borse merci nella determinazione dei valori e dei prezzi, e si pongono in piena coerenza con lo spirito della cooperazione, in quanto orientati all’integrazione della filiera, al collegamento organico tra la fase produttiva e le successive fasi di trasformazione e commercializzazione, e all’equa ripartizione del valore generato lungo la filiera stessa. legacoop agroalimentare esprime apprezzamento per l’impegno del ministero nella promozione e nella divulgazione all’estero del riso italiano e delle sue specificita’ qualitative. in questo quadro e’ stata valutata positivamente anche l’iniziativa del nuovo festival internazionale del riso riso’ di vercelli che avra’ la sua seconda edizione (11-13 settembre), ritenendola una importante occasione di promozione internazionale del comparto anche attraverso il coinvolgimento di qualificati ospiti e operatori esteri. l’organizzazione ha inoltre condiviso l’impegno volto a rafforzare la valorizzazione commerciale del prodotto attraverso strumenti di etichettatura e certificazione capaci di distinguere chiaramente il riso la cui intera filiera, dalla produzione alla lavorazione fino al confezionamento, si svolga in italia, rendendo immediatamente riconoscibile l’origine nazionale e il valore aggiunto del sistema produttivo italiano. all’attivita’ di promozione e valorizzazione deve accompagnarsi un parallelo rafforzamento degli strumenti di tutela del prodotto nazionale rispetto alle importazioni. infatti, come la concorrenza internazionale deve svolgersi nel rispetto del principio di reciprocita’, garantendo che i prodotti importati siano ottenuti secondo standard equivalenti a quelli richiesti ai produttori italiani ed europei sotto il profilo agronomico, fitosanitario, ambientale e della tutela dei lavoratori. in questa prospettiva, l’organizzazione ritiene opportuno valutare a livello europeo strumenti in grado di assicurare condizioni di concorrenza coerenti con tali principi, salvaguardando cosi’ filiera risicola nazionale”.
