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“‘la diffusione di xylella fastidiosa ha rappresentato una delle emergenze fitosanitarie piu’ gravi che abbiano interessato l’agricoltura italiana, con conseguenze profonde sul patrimonio olivicolo, sull’economia e sul paesaggio di interi territori. di fronte a questa sfida, la ricerca pubblica ha il compito non solo di ampliare le conoscenze scientifiche, ma di trasformarle in soluzioni concrete per il contenimento del batterio, il rilancio della biodiversita’, la rigenerazione delle aree colpite e la competitivita’ delle imprese agricole. e’ questo l’impegno che il crea porta avanti, mettendo a disposizione competenze multidisciplinari, infrastrutture di ricerca e una stretta collaborazione con istituzioni e mondo produttivo. ringrazio il sottosegretario LA PIETRA ed il presidente di confagricoltura GIANSANTI per l’attenzione dedicata a questi temi e per aver promosso un confronto qualificato sulle prospettive della ricerca, dell’innovazione e del futuro dell’olivicoltura italiana’: lo ha dichiarato il presidente del crea, andrea ROCCHI, intervenendo oggi all’incontro organizzato da confagricoltura ‘xylella fastidiosa. resilienza, ricerca e innovazione in agricoltura’, dedicato alle prospettive della ricerca e dell’innovazione per affrontare una delle principali emergenze fitosanitarie del mediterraneo”: ne da’ notizia un comunicato del crea che cosi’ prosegue: “da anni il crea e’ impegnato in un’intensa attivita’ di ricerca che integra genetica, miglioramento varietale, agronomia, microbiologia e valorizzazione della biodiversita’, con l’obiettivo di sviluppare strumenti sempre piu’ efficaci per la resilienza dell’olivicoltura italiana e il trasferimento dell’innovazione alle imprese. ‘guardando al futuro – continua ROCCHI – sara’ determinante accelerare lo sviluppo di nuove cultivar capaci di coniugare resistenza o tolleranza alle fitopatie, qualita’ delle produzioni e adattamento ai cambiamenti climatici. in questo percorso, le tecnologie di evoluzione assistita rappresentano una straordinaria opportunita’ per valorizzare il patrimonio genetico delle nostre varieta’, intervenendo in modo preciso e mirato sui caratteri di interesse, con l’obiettivo di rendere piu’ rapidi ed efficaci i processi di miglioramento genetico senza alterare l’identita’ delle varieta’ italiane. le tea possono contribuire a rafforzare la capacita’ dell’agricoltura di rispondere alle nuove sfide, dalla diffusione delle fitopatie agli effetti dei cambiamenti climatici, mettendo a disposizione strumenti innovativi per selezionare piante piu’ resilienti, efficienti e sostenibili’. la ricerca condotta dal crea ha permesso di approfondire la conoscenza delle risorse genetiche dell’olivo e delle risposte della pianta alle principali pressioni ambientali e fitosanitarie, fornendo basi scientifiche per il miglioramento varietale, la selezione di materiali piu’ adattabili e la definizione di strategie sostenibili per il futuro dell’olivicoltura. la valorizzazione della biodiversita’ rappresenta un elemento centrale di questo percorso: il patrimonio genetico delle varieta’ italiane costituisce una risorsa strategica da tutelare e rilanciare, perche’ racchiude caratteristiche di adattamento, qualita’ e resilienza fondamentali per affrontare le sfide future. la ricerca consente oggi di studiare e valorizzare questa ricchezza, trasformandola in opportunita’ concrete per gli agricoltori e per i territori. ‘la risposta alla xylella – conclude ROCCHI – richiede una visione di lungo periodo. investire in ricerca significa dare agli agricoltori strumenti sempre piu’ efficaci per affrontare le emergenze fitosanitarie, ma anche costruire un modello di sviluppo fondato su innovazione, sostenibilita’ e valorizzazione della biodiversita’. le nuove tecnologie, insieme alla conoscenza del patrimonio genetico delle nostre colture, rappresentano una leva fondamentale per rilanciare l’olivicoltura italiana e accompagnarla verso il futuro. e’ una sfida che il crea continuera’ a sostenere con convinzione, affinche’ la ricerca pubblica continui a essere un motore di crescita per il sistema agroalimentare italiano.’

