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“la gestione del rischio evolve e guarda sempre piu’ alla conoscenza, alla ricerca e all’innovazione come strumenti per costruire la resilienza delle imprese agricole e del territorio. e’ questo il messaggio emerso dal forum di mezza estate organizzato il 1° agosto a predaia da co.di.pr.a. in collaborazione con agriduemila hub innovation, agririsk e itas, che ha riunito rappresentanti del mondo agricolo, della ricerca, delle istituzioni e dell’innovazione tecnologica per riflettere sulle nuove prospettive dello sviluppo sostenibile. l’incontro ha posto al centro una visione condivisa: le sfide poste dal cambiamento climatico, dalla sicurezza alimentare, dalla competitivita’ delle imprese e dallo studio del comportamento delle piante non possono essere affrontate con strumenti isolati, ma richiedono un approccio capace di mettere in rete competenze scientifiche, tecnologie, dati e conoscenze, trasformandoli in soluzioni concrete per il sistema agricolo”, informa un comunicato di codipra che cosi’ prosegue: “in questo contesto si inserisce la presentazione della fondazione nil – natural interactive lab, illustrata da francesco pugliese. la fondazione nasce con l’obiettivo di sviluppare nuovi paradigmi scientifici per affrontare le sfide ambientali, climatiche e socioeconomiche, promuovendo lo studio del mondo vegetale e della capacita’ interattiva delle piante. nil si propone come una piattaforma scientifica capace di mettere in relazione ricerca, istituzioni, innovazione tecnologica e settori produttivi, favorendo il trasferimento delle conoscenze verso applicazioni concrete per la sostenibilita’ e l’agricoltura del futuro. “le grandi sfide del nostro tempo richiedono una nuova capacita’ di osservare e comprendere la natura – ha affermato francesco PUGLIESE, fondatore della fondazione nil – le piante rappresentano uno dei sistemi biologici piu’ evoluti che esistano. comprenderne i meccanismi significa aprire nuove prospettive per l’agricoltura, la sostenibilita’ e la sicurezza alimentare. la nostra ambizione e’ creare un ecosistema che unisca ricerca, istituzioni e imprese affinche’ la conoscenza scientifica possa tradursi in innovazione e generare un impatto concreto sul territorio e sui sistemi produttivi”. e’ stato illustrato il contenuto del progetto life partecipato assieme ai comuni di parigi, roma, napoli e da quello di trento. il forum ha rappresentato un momento di confronto sulle nuove piattaforme digitali dedicate al settore agroalimentare, con gli interventi dedicati ad agrilogia, a food metaverse platform, a f2f e alle sinergie sviluppate con agriduemila hub innovation, confermando come la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la valorizzazione dei dati siano oggi strumenti imprescindibili per accompagnare l’evoluzione del comparto agricolo. per marica SARTORI, presidente di f2f e direttore di co.di.pr.a., la sfida consiste proprio nell’integrare ricerca e gestione del rischio in un unico percorso di crescita. “per molti anni abbiamo identificato la gestione del rischio con strumenti assicurativi e mutualistici. oggi questi strumenti restano fondamentali, ma non sono piu’ sufficienti da soli. il vero valore nasce dalla capacita’ di trasformare dati, ricerca e innovazione in conoscenza utile per aiutare gli imprenditori agricoli ad anticipare i cambiamenti e prendere decisioni migliori. il confronto con realta’ come la fondazione nil dimostra come la collaborazione tra discipline diverse possa accelerare questo percorso e generare nuove opportunita’ per tutto il sistema agricolo”. il forum ha visto anche gli interventi istituzionali del presidente di co.di.pr.a. giovanni MENAPACE, di andrea DE ZORDO, presidente della camera di commercio di trento, martin slaifer ziller, presidente della comunita’ di val di non, e di daniele BIADA, consigliere della provincia autonoma di trento, confermando la volonta’ del territorio di investire in un modello di sviluppo fondato sulla collaborazione tra ricerca, istituzioni, imprese e innovazione. per MENAPACE ‘la forza del sistema di un piccolo territorio, non puo’ essere che valorizzata dalla capacita’ di fare rete e cooperazione. l’innovazione non nasce dalla semplice introduzione di nuovi strumenti, ma dalla capacita’ di creare ecosistemi nei quali universita’, ricerca, imprese, finanza e istituzioni lavorano insieme. e’ questa la direzione che stiamo costruendo’. andrea BERTI, amministratore delegato di agriduemila hub innovation e direttore di asnacodi italia, ha concluso i lavori richiamando la necessita’ di un cambio di paradigma nell’approccio all’innovazione agricola: ‘viviamo un momento storico nel quale non e’ piu’ sufficiente migliorare cio’ che gia’ esiste. serve un cambiamento di approccio. dobbiamo passare da una logica in cui la gestione del rischio interviene dopo l’evento a un modello capace di anticipare i fenomeni, integrare dati, ricerca scientifica, tecnologie digitali e competenze per accompagnare le decisioni degli imprenditori agricoli italiani; siamo inoltre convinti che l’utilizzo della tecnologia debba essere indirizzato a conoscere meglio le potenzialita’ delle piante'”.

