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“peggio del 2022. i danni causati dalla siccita’ e dalle temperature anomale superano i 50 milioni di euro in provincia di padova”. lo rende noto un comunicato di cia padova, che cosi’ prosegue: “-50% per il mais, -40% per la soia, -20% per le orticole e la frutta, con pezzature particolarmente piccole e non sempre di ottima qualita’. una congiuntura complicata – sottolinea cia padova – le piogge degli ultimi giorni sono tardive, di certo non sono sufficienti per porre rimedio ad una situazione largamente compromessa: il granoturco ha terminato lo sviluppo vegetativo, cosi’ come l’ortofrutta. male, in particolare, i fagiolini; mentre i pomodori non sono cresciuti a regola d’arte. proprio in questi giorni cia padova sta raccogliendo le segnalazioni dei danneggiamenti subiti dalle imprese agricole della provincia. ‘sono centinaia le aziende in difficolta’ – spiega il presidente di cia padova, luca BISARELLO – nei mesi scorsi hanno investito migliaia di euro tra acquisto delle piantine, spese per l’irrigazione, di energia elettrica e di materie prime agricole. adesso si trovano a dover fare i conti con perdite importanti’. nel frattempo e’ stato attivato agricat, il fondo mutualistico nazionale che interviene in caso di eventi avversi. sono previsti rimborsi ad hoc qualora i danni registrati siano superiori al 20% rispetto alla produzione media storica della singola azienda. finanziato con un prelievo del 3% sui pagamenti diretti della pac, politica agricola comune, possono beneficiarne le imprese agricole che ricevono regolarmente i pagamenti diretti della stessa pac (primo pilastro) 2026. a tal riguardo cia si sta muovendo nelle sedi opportune per assicurare ancora maggiori risorse (quelle previste sono insufficienti). ‘ormai portare avanti un’attivita’ agricola e’ una scommessa – prosegue il presidente – sempre di piu’ esiste il rischio d’impresa, che peraltro non dipende dal titolare, piuttosto dal meteo. siamo in bali’a dei cambiamenti climatici’. fra le proposte avanzate da cia padova, la realizzazione di appositi invasi in grado di trattenere l’acqua allorche’ si verificano forti nubifragi e di rilasciarla all’occorrenza. ‘posto che quest’estate i consorzi di bonifica hanno svolto un lavoro eccellente, garantendo la risorsa idrica ai terreni agricoli pure nelle fasi piu’ critiche, va comunque fatto un ragionamento di piu’ ampio respiro. occorrono opere idrauliche finalizzate ad assicurare la continuita’ dell’attivita’ agricola, soprattutto nella bassa padovana’. complessivamente, in tutto il veneto i danni causati dalla siccita’ rischiano di sfondare i 300 milioni di euro. ‘una cifra che quattro anni fa pareva impensabile – conclude BISARELLO – questa, pero’, e’ la nuova normalita’. le istituzioni sono tenute a mettere il primario in cima all’agenda politica. altrimenti il tessuto economico-sociale locale sara’ destinato a perdere pezzi’.”.

