(riproduzione riservata)

“l’italia e’ il paese piu’ vecchio d’europa, con gli over 65 che rappresentano il 25,1% della popolazione (pari a 14,8 milioni di persone, dato censis 2026)”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura, che cosi’ prosegue: “la giornata internazionale delle persone anziane (1° ottobre), promossa dall’onu, e la festa dei nonni (2 ottobre) rappresentano due appuntamenti importanti per accendere i riflettori sulla terza eta’ e sconfiggere quella che papa FRANCESCO aveva definito la ‘cultura dello scarto’. secondo l’anpa, l’associazione nazionale pensionati agricoltori di confagricoltura, e’ urgente passare dalla logica del peso sociale ed economico al paradigma della longevita’ attiva. le previsioni demografiche di istat del 31 agosto 2026 delineano un forte invecchiamento strutturale: entro il 2050 gli over 65 saranno il 34,5% degli italiani; nelle aree interne l’indice di vecchiaia gia’ oggi sfiora i 223 anziani ogni 100 giovani (contro una media nazionale di 182,6). il ‘rapporto longevita” del censis (luglio 2026) conferma che gli anziani sono il vero motore del welfare informale italiano: il 37,9% dei nonni accudisce quotidianamente i nipoti per consentire ai genitori di lavorare; il 36,4% dei longevi fornisce un sostegno finanziario diretto a figli e nipoti. tuttavia, all’innalzamento della speranza di vita (83,7 anni) non corrisponde un’eguale qualita’ dell’esistenza. ‘la speranza di vita deve far rima con la qualita’ della vita’, sottolinea vittorio BRIANTI, presidente di anpa confagricoltura. ‘i dati istat indicano che la speranza di vita in buona salute si ferma ad appena 59,1 anni, lasciando un gap di oltre 24 anni caratterizzato da fragilita’ e bisogni di assistenza quotidiana – commenta angelo SANTORI, segretario generale di anpa -. inoltre, secondo il censis, per il 69,4% degli anziani l’ingresso ‘reale’ nella vecchiaia coincide con la perdita dell’autosufficienza. c’e’ un’ampia fascia di fragilita’ intermedia che necessita di aiuti quotidiani che non vengono fornite dal servizio pubblico’. ‘nei piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti, gli anziani rappresentano un’insostituibile ‘generazione custode’ che presidia le comunita’ e tutela il territorio dal dissesto idrogeologico – spiega il segretario generale dell’anpa -. eppure, a fronte di questa funzione sociale, i dati del censis ci dicono che appena l’1,9% degli anziani fruisce dell’assistenza domiciliare integrata (adi) o di infermieri pubblici. e sebbene gli obiettivi del pnrr abbiano puntato a raggiungere una copertura del 10%, parliamo comunque di una quota del tutto insufficiente a coprire i bisogni reali, che lascia oltre il 90% del carico assistenziale gravante interamente sulle spalle delle famiglie’. a confermare la gravita’ dei divari geografici e’ uno studio del dimet – upo (dipartimento di medicina traslazionale dell’universita’ del piemonte orientale) del dicembre 2025. mettendo a confronto lombardia, toscana e molise, l’indagine evidenzia che nelle regioni del nord e del centro oltre il 60% dei comuni gode di una buona copertura sanitaria a breve distanza; nelle aree rurali del mezzogiorno (es. molise) il 19,5% degli anziani risiede in comuni privi di strutture sanitarie raggiungibili entro 30 minuti di viaggio. a tal proposito l’anpa rivolge alle istituzioni quattro precise richieste politiche per i borghi rurali, le campagne e le aree interne e montane: potenziamento della rete internet nelle aree interne: sviluppare la banda ultra-larga nei borghi agricoli per abbattere il digital divide e abilitare la telemedicina e i servizi online; valorizzazione della ‘generazione custode’: tutelare i servizi essenziali nei piccoli centri (trasporti, uffici postali, presidi sanitari e delle forze dell’ordine) per permettere la continuita’ della vita nelle comunita’ rurali; sanita’ di prossimita’ e medicina di territorio: potenziare i presidi medici locali, le case di comunita’ e l’assistenza domiciliare integrata (adi) per evitare lunghi spostamenti agli anziani; tutele per la non autosufficienza: dare piena e rapida attuazione alla legge delega 33/2023, garantendo un supporto concreto e sistemico ai caregiver familiari. ‘il disegno di legge del governo sui caregiver familiari il 2 ottobre approda in aula per l’esame conclusivo per poi passare al senato – comunica angelo SANTORI -. e’ un bel regalo per la festa dei nonni. la dotazione finanziaria resta del tutto insufficiente anche se l’importo supera qualsiasi stanziamento precedentemente disposto dalle leggi in materia’. ‘come ha ricordato il censis – conclude vittorio BRIANTI – costruire un paese a misura di anziano non e’ una scelta regressiva o una rinuncia allo sviluppo, ma e’ la condizione indispensabile per continuare a fare dell’italia uno dei paesi piu’ avanzati al mondo’.”.