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“l’aggregazione e’ un requisito imprescindibile per sostenere il reddito delle aziende agricole alle prese con effetti del cambiamento climatico, aumento dei costi, volatilita’ dei mercati e problemi produttivi. senza un reddito adeguato non si investe, non si innova e, alla lunga, si mette a rischio la stessa capacita’ produttiva dei nostri territori. il sistema agroalimentare di questa regione non potrebbe esprimere i numeri del rapporto presentato oggi senza il ruolo della cooperazione che ha sempre favorito politiche di filiera”: lo ha detto in un comunicato elisa CUGINI, presidente di confcooperative agroalimentare e pesca emilia romagna, commentando il rapporto sul sistema agroalimentare regionale 2025, realizzato da regione emilia-romagna e unioncamere. “e’ vero che il valore della produzione agricola e’ cresciuto nel 2025 del 4,5%, ma l’aumento e’ legato soprattutto ai prezzi, mentre i volumi arretrano leggermente e il calo del 7,7% delle produzioni vegetali conferma la fragilita’ di alcune filiere che determina poi l’aumento delle importazioni dall’estero. sul fronte dei mercati, invece, gli oltre 11,5 miliardi di euro di export agroalimentare testimoniano la capacita’ del sistema regionale di competere e creare valore: la sfida e’ fare in modo che questa forza si rifletta sempre di piu’ sulla redditivita’ dei produttori. per questo serve insistere su politiche che favoriscano processi di aggregazione e di filiera: non e’ un caso che nell’ortofrutta circa la meta’ delle aziende aderisca a organizzazioni di produttori – nel 2025 sono attive 41 op e 7 aop, con programmi operativi per oltre 199 milioni di euro – e che il rapporto evidenzi una maggiore capacita’ di accesso al credito delle imprese in forma collettiva, soprattutto per gli investimenti di medio periodo. aggregarsi significa poter programmare, investire e presentarsi sul mercato con maggiore forza ed e’ proprio uno degli elementi caratteristici della cooperazione, che lavora per mettere i produttori nelle condizioni di affrontare insieme sfide che da soli sarebbero impossibili da sostenere”, conclude CUGINI.
