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“semplificazione normativa, recupero dei castagneti abbandonati, sostegno agli investimenti produttivi. e poi valorizzazione delle produzioni di qualita’ a partire dal marrone dell’emilia-romagna, rafforzamento della filiera e tutela della biodiversita’ castanicola. sono le principali aree di intervento previste dal nuovo piano castanicolo e del marrone regionale, che l’assessore regionale all’agricoltura, alessio MAMMI, presentera’ assieme ai tecnici in un ciclo di tre incontri con produttori, associazioni, consorzi e amministratori locali per illustrarne i contenuti e raccogliere osservazioni e proposte dal territorio”, informa un comunicato della regione emilia-romagna che cosi’ prosegue: “si parte oggi da rioveggio, nell’appennino bolognese, con il primo appuntamento di un percorso di confronto che proseguira’ il 10 ottobre a casola valsenio, nel ravennate, e si concludera’ il 6 novembre a marola di carpineti, nel reggiano. l’obiettivo e’ condividere con consorzi, associazioni di castanicoltori, imprese e operatori il piano elaborato dalla regione insieme al tavolo castanicolo regionale, raccogliendo ulteriori osservazioni e contributi prima della sua approvazione. una strategia per rilanciare un comparto nel quale l’emilia-romagna mantiene un ruolo di rilievo a livello nazionale, con oltre 2.200 ettari di castagneti da frutto e una filiera composta soprattutto da piccole aziende delle aree montane. una realta’ che, oltre al valore economico e produttivo, svolge una funzione fondamentale per la tutela del paesaggio e della biodiversita’ e per l’equilibrio idrogeologico dell’appennino. per realizzare le azioni previste dal piano, la regione prevede di aggiungere alle risorse gia’ stanziate ulteriori 1,5 milioni di euro nel prossimo triennio destinati al recupero dei castagneti abbandonati, alla valorizzazione della filiera e alla tutela della biodiversita’ castanicola. altri interventi saranno finanziati attraverso l’attuale programmazione regionale del programma di sviluppo rurale (psr). ‘il piano castanicolo e del marrone dell’emilia-romagna punta a dare una prospettiva concreta e di lungo periodo a un comparto che rappresenta una parte fondamentale dell’identita’ agricola dell’emilia-romagna- afferma l’assessore MAMMI-. la castanicoltura e’ molto piu’ di una produzione agricola: e’ presidio del territorio, tutela della biodiversita’, cura del paesaggio e opportunita’ di sviluppo per le nostre comunita’ montane. per questo abbiamo scelto di costruire questa strategia insieme ai produttori, ai consorzi, alle associazioni e agli amministratori locali, attraverso un percorso di confronto che e’ partito con il tavolo castanicolo regionale e che adesso prosegue sul territorio a partire da rioveggio. l’obiettivo e’ accompagnare imprese e territori nell’affrontare le criticita’ che sta affrontando il settore, partendo dalla tutela del patrimonio mettendo al centro la semplificazione delle norme, il recupero dei castagneti abbandonati, il sostegno agli investimenti e il rafforzamento della filiera e valorizzazione delle produzioni di eccellenza, come il marrone di castel del rio igp’. il documento definisce una strategia di lungo periodo, che guarda anche alla prossima programmazione europea 2028-2034, e individua tre modelli per lo sviluppo della castanicoltura del futuro: la salvaguardia della castanicoltura tradizionale, la trasformazione delle selve castanili in castagneti da frutto e la realizzazione di nuovi impianti con piante innestate da vivaio. quattro gli obiettivi principali: semplificare le norme e favorire gli investimenti; proteggere il territorio e le produzioni; promuovere l’innovazione e il trasferimento delle conoscenze; rafforzare l’organizzazione della filiera e valorizzare le produzioni regionali, a partire dal marrone di castel del rio igp. tra le azioni previste figurano il recupero dei castagneti abbandonati, il sostegno al ricambio generazionale, il rafforzamento del presidio fitosanitario, gli interventi contro il dissesto idrogeologico, la tutela della biodiversita’ castanicola, il coinvolgimento del sistema educativo e il potenziamento degli strumenti di promozione e commercializzazione”.
