LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI

(riproduzione riservata)

da oggi al 13 settembre vercelli ospita la seconda edizione di riso’, il festival internazionale del riso. la manifestazione e’ stata inaugurata dalla presidente del consiglio, giorgia MELONI (qui il video del suo intervento https://tinyurl.com/3fktd2ek) insieme al ministro dell’agricoltura, francesco LOLLOBRIGIDA. presenti il direttore generale della fao qu DONGYU, il vicedirettore generale maurizio MARTINA e oltre trenta ambasciatori. a fare da padroni di casa il presidente della provincia di vercelli davide GILARDINO, la presidente dell’ente nazionale risi natalia BOBBA, il presidente della regione piemonte alberto CIRIO ed ovviamente il sindaco di vercelli roberto SCHEDA.

RISO’: LOLLOBRIGIDA, PRESENZA MELONI DIMOSTRA
ATTENZIONE DEL GOVERNO A FILIERA

“il riso italiano e’ un prodotto eccezionale, apprezzato in tutto il mondo, anche in quelle nazioni dove il riso e’ alla base della loro dieta. questo ovviamente ci riempie di orgoglio e deve ricordarci che investendo in qualita’ si possono ottenere ottimi risultati. l’italia e’ prima in europa per produzione di riso, ne produce piu’ della meta’, e ha voluto fortemente questo festival non solo per celebrare questo cereale, ma per ravvivare la consapevolezza degli stati produttori che e’ necessario difendere la coltura del riso. la presenza di giorgia MELONI e del direttore generale della fao qu DONGYU sono la dimostrazione dell’attenzione che stiamo dando a questa coltura e ai risicoltori. come governo abbiamo agito su tre linee di azione. abbiamo aiutato la produzione, abbiamoinvestito oltre 17 miliardi di euro in agricoltura. abbiamo lavorato per proteggere il nostro riso da quello straniero che arriva sul mercato a basso costo ottenendo piu’ controlli ai punti di ingresso in europa: non accettiamo che entri riso prodotto con l’usodi sostanze vietate da noi. e poi lavoriamo sulla promozione, dobbiamo far conoscere il nostro riso forti del made in italy, che per tutto il resto del mondo non vuol dire solo fatto in italia, ma bello, buono e da comprare. riso’ sara’ occasione per far crescereil nostro riso”, ha dichiarato il ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, francesco LOLLOBRIGIDA.

RISO: ISMEA PRESENTA A RISO’ GLI ULTIMI DATI DELLA
CAMPAGNA ASSICURATIVA DEL COMPARTO RISICOLO

“con circa il 75% delle superfici risicole coperte da polizze assicurative, il riso si colloca al primo posto tra le colture vegetali seminative in italia, distanziando nettamente la media nazionale, che si attesta intorno al 9%. un livello di copertura che conferma la particolare propensione del comparto a utilizzare gli strumenti assicurativi per la gestione del rischio. il quadro emerge dall’analisi ismea sulla gestione del rischio nel comparto risicolo, presentata oggi a vercelli nell’ambito dell’incontro ‘strumenti e prospettive per la prevenzione e gestione dei rischi nella filiera del riso’, organizzato in occasione di riso’ – festival internazionale del riso di vercelli”, informa un comunicato di ismea che cosi’ prosegue: “all’iniziativa, dedicata agli strumenti e alle prospettive per la prevenzione e la gestione dei rischi nella filiera, hanno preso parte camillo ZACCARINI BONELLI, responsabile della direzione supporto al piano strategico della pac di ismea, paola PIETROPOLI, direttore di condifesa vercelli biella, patrizia BARRALE, howdenre climate risk & resilience e marco PIERI, consorzio di riassicurazione ismea. i lavori sono stati aperti dal saluto istituzionale del presidente ismea livio PROIETTI e conclusi dalla relazione del direttore generale ismea sergio MARCHI. nel 2025 il valore assicurato del riso ha sfiorato i 740 milioni di euro, registrando un incremento dell’11,9% rispetto al 2024. il dato conferma il ruolo centrale delle polizze agevolate nella tutela delle produzioni risicole nazionali e si inserisce nella piu’ ampia evoluzione del mercato assicurativo agricolo. la distribuzione territoriale delle coperture riflette quella delle superfici coltivate: il nord italia concentra il 99,7% dei valori assicurati, a conferma della forte concentrazione territoriale della risicoltura italiana. la composizione delle polizze evidenzia una prevalenza delle coperture contro le avversita’ di frequenza, in particolare grandine, vento forte ed eccesso di pioggia. restano invece piu’ limitate le coperture contro i rischi catastrofali, tra cui la siccita’, che ha inciso in maniera significativa sulle produzioni nell’attuale campagna. l’analisi ismea evidenzia inoltre, accanto all’elevato livello di copertura delle superfici, una minore volatilita’ dei costi assicurativi rispetto alla media delle colture vegetali. elementi particolarmente rilevanti in una fase in cui le imprese agricole devono fronteggiare rischi climatici e produttivi sempre piu’ frequenti e severi, come confermato anche dagli eventi che hanno caratterizzato l’estate 2026. ‘in un quadro caratterizzato da una crescente incertezza climatica e da una forte volatilita’ economica, la gestione del rischio cessa di essere un mero adempimento burocratico e si trasforma in un pilastro strategico della resilienza e della competitivita’ delle imprese’, ha commentato sergio MARCHI, direttore generale ismea. ‘ismea e’ al fianco delle imprese e delle istituzioni con strumenti sempre piu’ innovativi a supporto delle decisioni: dal fondo di riassicurazione pubblico al consorzio di riassicurazione, che favoriscono lo sviluppo di polizze innovative sul mercato, fino ad agricat, il fondo mutualistico nazionale cofinanziato dall’unione europea, e al nuovo indice elaborato dall’istituto, il cevi (comuni eventi extremes vulnerability index). quest’ultimo consente di identificare in maniera granulare la vulnerabilita’ del territorio a gelo, alluvioni e siccita’, offrendo un supporto per la pianificazione delle coperture e degli interventi di prevenzione attiva previsti dai csr regionali’, ha dichiarato livio PROIETTI, presidente ismea”.

RISO: FINI (CIA), ACQUA, INNOVAZIONE, TUTELA MERCATO E CONTRATTI
LAVORO PRIORITA’ INDICATE AL PRESIDENTE MELONI

“acqua, innovazione, strumenti efficaci di tutela del mercato e contratti di filiera. sono queste le priorita’ indicate da cia-agricoltori italiani alla presidente del consiglio, giorgia MELONI, in occasione dell’inaugurazione di riso’ a vercelli”. lo rende noto un comunicato di cia, che cosi’ prosegue: “l’obiettivo e’ la difesa della risicoltura nazionale, messa a dura prova da una stagione segnata da siccita’, ondate di calore, grandinate e piogge tardive. per cia, il 2026 si profila come una delle annate piu’ difficili degli ultimi tempi per il comparto. in cinque anni i risicoltori hanno gia’ affrontato due gravi crisi idriche, con la perdita di decine di migliaia di ettari. non si tratta piu’ di eventi isolati, ma degli effetti di un cambiamento climatico strutturale al quale le aziende devono potersi adattare per continuare a produrre e competere. il raccolto in corso potrebbe registrare un calo produttivo complessivo attorno al 10%, con punte fino al 30% in baraggia e lomellina, dove scarsita’ d’acqua, alte temperature, stress idrico e maltempo hanno inciso pesantemente sulle coltivazioni. alla crisi climatica si aggiunge quella dei costi: fertilizzanti fino all’80%, gasolio agricolo +45% e urea +38%. a rendere ancora piu’ difficile la situazione sono i listini delle varieta’ indica, lunghe e da parboiled, scesi in molti casi sotto i costi di produzione. per cia occorrono, quindi, risposte immediate e una programmazione di lungo periodo, a partire dall’acqua: investimenti per potenziare gli invasi e nuovi bacini che garantiscano una disponibilita’ idrica sicura ed efficiente. ‘programmare e prevedere sono le parole d’ordine dei nostri risicoltori – dichiara il presidente cia, cristiano FINI -. gli sbalzi climatici saranno ormai costanti e periodici. dobbiamo rafforzare le infrastrutture idriche e calendarizzare la gestione delle risorse gia’ a partire da ottobre. il riso non e’ solo una coltura, ma un presidio economico, culturale e ambientale del nostro paese’. cia chiede inoltre di accelerare su genetica, ricerca e innovazione, valorizzando le tecniche di evoluzione assistita e investendo nelle buone pratiche agronomiche e in soluzioni fitosanitarie a minore impatto ambientale, ma in grado di assicurare efficacia produttiva. sul piano commerciale, la confederazione ribadisce che il riso deve essere riconosciuto come prodotto sensibile e non diventare merce di scambio nei negoziati internazionali. le agevolazioni ai paesi del sud-est asiatico, come cambogia e myanmar, e gli accordi con mercosur e australia aumentano la pressione sul mercato interno, mentre agli agricoltori europei sono richiesti standard ambientali, sociali e produttivi piu’ elevati. una concorrenza che, per cia, non e’ equa e continua a comprimere prezzi e competitivita’ della filiera. il meccanismo automatico della clausola di salvaguardia previsto dal 2027 e’ un passo avanti, ma le soglie restano troppo elevate e ne rischiano di limitare l’efficacia. per questo cia chiede di non prevedere nuove concessioni sul riso negli accordi di libero scambio. per assicurare stabilita’ alle aziende, l’organizzazione punta sui contratti di filiera con l’industria, sul modello del grano duro-pasta, e su una campagna istituzionale per valorizzare il riso 100% italiano. infine, cia ricorda che, su sua richiesta avanzata al tavolo di filiera riso presso il ministero, agea ha erogato gli anticipi pac anche per i premi accoppiati, assicurando liquidita’ ai risicoltori in una fase particolarmente difficile”.

RISO: DREI (CONFCOOPERATIVE), PIU’ CONTROLLI SU IMPORT
E RECIPROCITA’ PER TUTELARE FILIERA EUROPEA

“non ci sono solo la siccita’ e le temperature record a impensierire la filiera del riso italiano. a pesare su un comparto che conta 3.600 aziende agricole, 90 riserie e una produzione di 1,4 milioni di tonnellate di risone, pari al 60% di tutta la produzione dell’unione europea, sono ancora fattori strutturali: il 60% del riso che fa ingresso nell’ue beneficia infatti di concessioni a dazio zero, riservata ai paesi meno avanzati come cambogia e myanmar. e come se non bastasse, la meta’ del riso lavorato importato giunge gia’ confezionato, mentre le verifiche fitosanitarie sui carichi provenienti da india e pakistan risultano ancora insufficienti. e’ l’allarme lanciato da vercelli dal presidente di confcooperative agroalimentare e pesca raffaele DREI che in occasione dell’inaugurazione di riso’, il festival internazionale del riso, torna a rinnovare la richiesta di intensificare e rafforzare i controlli sui prodotti importati”, informa un comunicato di confcoooperative agroalimentare che cosi’ prosegue: “le importazioni di riso in europa, secondo i dati elaborati da arete’ sulla base delle rilevazioni della commissione europea, restano del 33% superiori ai livelli del 2020/21. la produzione comunitaria di riso e’ diminuita del 16% nel confronto con la media delle ultime cinque campagne con quella delle cinque precedenti. a fronte di un aumento dei consumi del 5%, il deficit di produzione e’ stato gioco forza compensato da un aumento delle importazioni. ‘occorrono verifiche piu’ rigorose sull’origine e sulla tracciabilita’ del riso straniero – spiega il presidente DREI – per evitare che le nostre aziende siano penalizzate dalla concorrenza sleale. ribadiamo pertanto il nostro appello: vogliamo tutele per tutti gli agricoltori che lavorano e producono in europa che siano improntate ad un principio di reciprocita’. l’attuale assetto normativo, com’e’ noto, non impone ai prodotti importati di rispettare gli stessi standard ambientali e di sicurezza richiesti agli agricoltori comunitari’. per fortuna una buona notizia arrivera’ dal prossimo anno. a partire dal 2027 entreranno in vigore le clausole di salvaguardia automatica: al superamento delle soglie fissate (313.268 t per la cambogia e 249.200 t per il myanmar), verranno ripristinati contingenti daziari limitanti per tutelare la filiera europea”.

RISO: COLDIRETTI, PRODOTTO ASIATICO A DAZIO ZERO
MINACCIA REDDITI AGRICOLI E SALUTE DEI CITTADINI

“l’europa non puo’ continuare a spalancare le porte al riso asiatico a dazio zero, prodotto con pesticidi vietati, standard sanitari e ambientali inferiori ai nostri e, in alcuni casi, sfruttando persino il lavoro minorile, mentre agli agricoltori italiani impone regole e costi sempre piu’ pesanti. e’ una concorrenza sleale che mette a rischio insieme il reddito delle imprese e la salute dei cittadini, alimentando attraverso le agevolazioni commerciali un sistema nel quale a guadagnare sono i trafficanti di prodotto straniero mentre viene impoverita la risaia italia. e’ la denuncia di coldiretti in occasione di riso’, il festival internazionale del riso di vercelli, inaugurato dalla presidente del consiglio giorgia MELONI”, informa un comunicato di coldiretti che cosi’ prosegue: “per questo servono scelte immediate e non piu’ rinviabili: stop alle importazioni selvagge e reciprocita’ negli accordi commerciali, controlli serrati sull’origine del prodotto, sostegno al reddito delle imprese e contratti di filiera che garantiscano prezzi equi agli agricoltori. coldiretti ribadisce inoltre la necessita di attivare il bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficolta’ e di utilizzare senza esitazioni i nuovi strumenti di controllo come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica, per smascherare frodi e triangolazioni. e va fermato qualsiasi accordo, a partire da quello in discussione con la thailandia, che aumenti ulteriormente l’ingresso in europa di produzioni che non rispettano le stesse regole imposte ai nostri agricoltori. una battaglia resa ancora piu’ urgente dai numeri. nella campagna commerciale 2025-2026 gli arrivi di riso straniero sono aumentati del 19%, con circa quattro confezioni su cinque provenienti dall’asia, contribuendo a far crollare di oltre il 50% i prezzi riconosciuti ai produttori italiani. una pressione insostenibile proprio mentre, a pochi giorni dall’avvio della raccolta, nelle risaie italiane si prospetta un pesante calo della produzione a causa di siccita’, caldo e maltempo. le prime stime indicano infatti una perdita media che puo’ arrivare fino al 25% della produzione nazionale, con punte del 70-80% nelle realta’ piu’ colpite delle aree non irrigue, in particolare nella baraggia vercellese. il caldo e la carenza d’acqua durante le delicate fasi di formazione e fioritura della pianta possono aver compromesso la fecondazione, riducendo il numero dei chicchi, mentre vento, piogge violente e grandinate hanno causato ulteriori danni nelle settimane finali. una situazione aggravata anche dall’aumento dei costi di produzione, sul quale pesano le tensioni internazionali e le ripercussioni della guerra in iran sullo stretto di hormuz. un combinato disposto di importazioni selvagge, speculazioni, costi e clima che rischia di mettere fuori mercato le imprese risicole italiane e contro il quale coldiretti continuera’ a mobilitarsi in italia e in europa. temi che saranno al centro dell’incontro in programma domani, sabato 12 settembre, alle ore 9.30 organizzato da coldiretti piemonte presso il teatro civico di vercelli, in via monte pieta’. vi prenderanno parte il presidente nazionale di coldiretti ettore PRANDINI, il presidente di coldiretti piemonte cristina BRIZZOLARI, il ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste francesco LOLLOBRIGIDA, il presidente della regione piemonte alberto CIRIO, il presidente dell’agenzia ice matteo ZOPPAS, l’amministratore delegato di filiera italia luigi SCORDAMAGLIA, il presidente di coldiretti vercelli e biella roberto GUERRINI, il direttore coldiretti bruxelles arianna GIULIODORI, il sindaco di vercelli roberto SCHEDA e il presidente della provincia di vercelli davide GILARDINO”.

RISO: BATTISTA (COPAGRI), DIFENDERE I CONFINI COMMERCIALI
DELLA QUALITA’ E PUNTARE SULLA RICERCA

“‘quello del riso italiano e’ un modello di sviluppo che dimostra chiaramente come si possa essere dei grandi e autorevoli attori globali rimanendo al contempo custodi del proprio territorio; un modello di assoluta eccellenza, da tutelare e promuovere con ogni mezzo, difendendo i confini commerciali della qualita’ e puntando sulle innumerevoli possibilita’ offerte dalla ricerca e dall’innovazione’. lo ha sottolineato il presidente della copagri tommaso BATTISTA in occasione dell’odierna inaugurazione di riso’, durante la quale ha avuto modo di confrontarsi con la presidente del consiglio giorgia MELONI”, informa un comunicato della copagri che cosi’ prosegue: “‘continuare a fare sistema per premiare l’elevata qualita’ e la grande biodiversita’ della risicoltura nazionale deve essere un imperativo categorico per proteggere l’oro bianco d’europa e garantire un futuro di crescita sostenibile alla risicoltura’, ha aggiunto il presidente, ricordando ‘il primato dell’italia nell’ue sia in termini di superfici coltivate, con oltre 230mila ettari in leggero calo su base annua, che di quantita’, visto che il nostro paese, con circa 1,5 milioni di tonnellate, rappresenta quasi la meta’ della produzione comunitaria’. ‘questi numeri, decisamente rilevanti e favorevoli, sono pero’ messi a serio rischio da una pressione competitiva senza precedenti, che ha costretto la filiera a confrontarsi con una contrazione delle esportazioni di quasi il 9% in volume, cui ha fatto da contraltare un significativo incremento delle importazioni, cresciute di poco meno del 30%, sempre in volume’, ha continuato BATTISTA, puntando il dito sulle concessioni a dazio zero di cui beneficiano i paesi meno avanzati, come cambogia e myanmar. ‘questa dinamica genera un sovra stoccaggio nei magazzini europei, andando conseguentemente a schiacciare la redditivita’ dei nostri agricoltori. nonostante la recente conferma da parte del parlamento europeo del meccanismo di salvaguardia automatica con il tetto del 45% per l’import agevolato, resta ancora molto lavoro da fare per tutelare la risicoltura nazionale. per questo, al parlamento europeo chiediamo di non accettare concessioni unilaterali che penalizzano chi investe in europa, ma di pretendere il rispetto del fondamentale principio della reciprocita’, facendo si’ che chi esporta nel mercato unico europeo rispetti i medesimi e rigidi standard ambientali, sanitari e sociali che vengono imposti ai produttori italiani ed europei’, ha concluso BATTISTA, che nella prima giornata di lavori vercellesi ha inoltre avuto modo di confrontarsi, tra gli altri, con il sottosegretario all’agricoltura patrizio LA PIETRA e con il presidente del crea andrea ROCCHI”.

RISO: ASSOSEMENTI, RICERCA, INNOVAZIONE E INTEGRAZIONE
FILIERA PER SOSTENERE COMPETITIVITA’ COMPARTO

“il primato produttivo dell’italia nel panorama risicolo europeo si confronta oggi con una fase particolarmente complessa, segnata da criticita’ climatiche, riduzione delle quotazioni interne e aumento dei costi di produzione. in questo scenario, innovazione varietale, ricerca e maggiore integrazione della filiera rappresentano strumenti essenziali per sostenere la competitivita’ di un comparto altamente strategico per l’agricoltura italiana. e’ questo il messaggio lanciato da assosementi all’apertura di riso’, il festival internazionale del riso in programma a vercelli dall’11 al 13 settembre”. lo fa notare un comunicato stampa di assosementi, che cosi’ prosegue: “sul fronte produttivo, l’estate appena trascorsa e’ stata segnata da siccita’ e ondate di calore che potrebbero incidere negativamente sulle rese. a queste difficolta’ si aggiunge un calo generalizzato delle quotazioni. secondo i dati ismea mercati, tra agosto 2025 e agosto 2026 il prezzo medio dell’arborio e’ passato da oltre 600 a 560 euro alla tonnellata, mentre quello del carnaroli e’ sceso da oltre 800 a circa 700 euro alla tonnellata e quello del vialone nano da oltre 900 a meno di 400 euro alla tonnellata. a incidere contribuisce anche la maggiore competitivita’ delle importazioni, favorita dall’indebolimento del dollaro, valuta nella quale sono espressi i prezzi internazionali del riso, insieme al ritorno di maggiori volumi esportati dai player asiatici. sul quadro economico gravano inoltre le tensioni geopolitiche e il conseguente aumento dei costi energetici e dei carburanti. ‘il comparto risicolo italiano si trova ad affrontare contemporaneamente pressioni climatiche, produttive e di mercato che rischiano di comprimere ulteriormente la redditivita’ delle aziende agricole – ha dichiarato carlo MINOIA, coordinatore del gruppo riso di assosementi -. in una fase come questa il contributo della ricerca e del miglioramento genetico diventa ancora piu’ importante, perche’ puo’ mettere a disposizione degli agricoltori varieta’ capaci di garantire maggiore resilienza, stabilita’ produttiva e risposta agli stress ambientali’. negli ultimi vent’anni sono state introdotte in europa oltre 430 nuove varieta’ di riso, circa il 70% delle quali sviluppate da ricercatori italiani. un’attivita’ di miglioramento genetico che non e’ rivolta soltanto all’aumento delle rese, ma anche alla selezione di genotipi piu’ adatti alle nuove condizioni climatiche e alle esigenze produttive e qualitative della filiera. ‘dietro ogni nuova varieta’ ci sono anni di ricerca e investimenti finalizzati a trasferire innovazione direttamente in campo, a partire dal seme. il nostro obiettivo e’ fornire ai risicoltori materiale di riproduzione sempre piu’ innovativo e affidabile, in grado di accompagnarli anche nelle fasi piu’ difficili e, allo stesso tempo, di rispondere alle richieste dell’industria e dei consumatori’, ha aggiunto minoia. ‘ringraziamo gli organizzatori di riso’ per aver creato un momento di incontro dedicato a una delle produzioni simbolo dell’agricoltura italiana. il futuro del riso italiano passa da una filiera sempre piu’ integrata, capace di riconoscere il ruolo strategico del seme come primo anello del processo produttivo. occasioni come questa sono importanti anche per raccontare ai consumatori quanta ricerca, innovazione e competenza siano contenute in ogni chicco di riso’, ha concluso MINOIA”.

A RISO’ FEDERUNACOMA PRESENTE CON ESPOSIZIONE MEZZI
MECCANICI ALTAMENTE SPECIALIZZATI PER RISAIA

“la risicoltura e’ un comparto d’eccellenza nell’economia agricola italiana, ma richiede tecnologie sempre piu’ avanzate”. lo afferma un comunicato di federunacoma, che cosi’ prosegue: “con oltre 230 mila ettari coltivati e varieta’ di alto pregio, l’italia e’ leader in europa, dove copre da sola oltre il 50% della produzione totale. la tenuta del comparto e’ tuttavia minacciata dalla siccita’, dalle basse quotazioni sul mercato, dalla concorrenza delle importazioni dall’estero, cosi’ che la sostenibilita’ economica del settore dipende, oggi piu’ che mai, dall’impiego di tecnologie avanzate, in grado di gestire in modo scientifico tutti i fattori produttivi. questo il messaggio che federunacoma intende lanciare con l’allestimento della mostra di macchine e tecnologie innovative specifiche per la risicoltura nell’ambito di riso’, la kermesse dedicata al prezioso cereale, organizzata da provincia e citta’ di vercelli con ente nazionale risi e in collaborazione con il masaf, in corso a vercelli dall’11 al 13 settembre. dopo il positivo esordio nella prima edizione della manifestazione piemontese, nel settembre 2025, l’agromeccanica torna dunque protagonista con l’esposizione di diciassette mezzi altamente innovativi. trattori potenti e versatili, adatti per operazioni di aratura, semina, irrigazione e raccolta, lame multifunzione per la realizzazione di argini solidi, in grado di mantenere costante il livello della risaia ed evitare perdite e infiltrazioni, lame livellatrici, che realizzano risaie perfettamente orizzontali permettendo una distribuzione uniforme dell’acqua, sono alcune delle tipologie di macchine specializzate esposte a vercelli. a queste si aggiungono – anch’esse visibili nell’ambito di riso’ – seminatrici di precisione, caricatori telescopici elettrici per operare senza emissioni di co2 in campo, mietitrebbie dotate di specifici organi di raccolta, e mietilegatrici per la raccolta nelle risaie coltivate a secco. fra i modelli esposti si segnala anche un robot agricolo in grado di svolgere con estrema accuratezza operazioni colturali come il diserbo. ‘le tecnologie prodotte dalle industrie italiane sono in grado di gestire la risaia con estrema precisione, di rispettare i parametri fitosanitari imposti dall’unione europea, di preservare le risorse idriche e abbattere sensibilmente i costi della manodopera – spiega mariateresa MASCHIO, presidente di federunacoma – e permettono dunque di contenere i costi di produzione in un settore, come quello del riso, che offre oggi una bassa redditivita”. ‘la presenza della nostra federazione all’evento di riso’ rafforza la collaborazione con il ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste – sottolinea simona RAPASTELLA, direttore generale di federunacoma – e si inserisce in un programma articolato, che in questi anni ha previsto esposizioni e prove dimostrative di macchine nei principali eventi dedicati all’agricoltura. questo proprio per sottolineare come la meccanizzazione sia uno strumento fondamentale per la competitivita’ delle produzioni italiane, e come le macchine possano essere, per l’impresa agricola, un alleato prezioso’.”.

VIDEOINTERVISTA AGRA PRESS CON BOBBA (ENTE
RISI) SU PROPOSTE FILIERA AL TAVOLO MASAF

in occasione della inaugurazione di riso’ agra press ripropone l’intervista (qui video https://youtu.be/yqcoXV6zcfM) alla presidente dell’ente risi, natalia BOBBA, a conclusione del tavolo riso svoltosi al masaf.

RISO’ AGEA ILLUSTRA I DATI
DEL SOSTEGNO PAC AL RISO

agea rende noto di aver illustrato in occasione della manifestazione riso’ i dati del sostegno della pac al comparto che – precisa un comunicato dell’agenzia – grazie al monitoraggio satellitare ams, ha erogato in anticipo record 245,17 euro ad ettaro per la campagna 2026. qui il comunicato integrale https://tinyurl.com/bunhfm97.