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“remigio SEQUI, presidente e amministratore delegato di cooperativa latte arborea, leader del mercato lattiero-caseario sardo e terzo player nazionale nel latte uht, intervenendo alla tavola rotonda innovazione, governance e crescita delle imprese moderata da gabriela SAVIGNI, consigliere nazionale cndcec, delegata area diritto societario nell’ambito del convegno ‘il valore delle imprese – fiscalita’, incentivi e strategie per la competitivita”, organizzato dal consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e tenutosi l’11 e il 12 settembre a porto rotondo, ha richiamato l’attenzione delle istituzioni per la competitivita’ generale del comparto agricolo e delle imprese su due temi: neutralita’ fiscale degli incentivi – misure come l’iperammortamento – o alcune evoluzioni recenti dei crediti di imposta – pongono un problema di effettiva fruibilita’ dell’agevolazione che dipende dalla modalita’ di determinazione del reddito e dalla piena imponibilita’ fiscale”. lo rende noto un comunicato di cooperativa latte arborea, che cosi’ prosegue: “‘il risultato e’ ammissibilita’ formale all’incentivo anche per le societa’ e le cooperative agricole, ma limitata fruibilita’ economica. sarebbe, pertanto, auspicabile un correttivo ispirato a un principio di neutralita’ fiscale: a parita’ di investimento, tecnologia e risultato dovrebbe corrispondere un beneficio sostanzialmente equivalente o alternativo – ha dichiarato SEQUI -. la politica degli incentivi dovrebbe premiare l’investimento e i risultati che produce, non il regime fiscale dell’impresa che lo realizza. non servono piu’ incentivi, ma equita’ nelle politiche pubbliche per reali pari opportunita’ di accesso agli aiuti per tutti i settori produttivi. rappresentando il settore lattiero-caseario una voce importante dell’economia italiana, limitare la capacita’ di investimento delle filiere cooperative significa ridurre la competitivita’ dell’intero sistema che collega produzione agricola, trasformazione industriale e occupazione’. compensazione degli svantaggi strutturali – sul piano della competitivita’ e’ necessario per ogni realta’ continuare a investire, tenendo presente il contesto di mix generalizzato di aumenti da fronteggiare. per le imprese sarde pero’, oltre all’aumento dei costi dell’energia, i rincari dei trasporti penalizzano ulteriormente la condizione strutturale di insularita’. sul bilancio di cooperativa latte arborea il solo impatto dell’aumento delle tariffe dei trasporti marittimi e dei carburanti sui costi logistici, aggravato da un fattore esterno di forte pressione come l’ets, equivale a circa 2,6 milioni di euro per il 2026. ‘non vogliamo mettere in discussione gli obiettivi di sostenibilita’ – ha proseguito SEQUI -, ma evitare che il costo della transizione ricada in modo sproporzionato sulle imprese che operano in condizioni strutturalmente piu’ complesse per cui chiediamo misure di compensazione. altrimenti si rischia di trasformare un obiettivo ambientale europeo in un ulteriore differenziale competitivo a carico delle economie insulari’. ‘il punto decisivo e’ la programmazione: un’impresa pianifica gli investimenti su tre, cinque o dieci anni. anche la politica degli incentivi dovrebbe avere un orizzonte temporale coerente con quello delle imprese. venendo, infine, al tema della governance – ha concluso SEQUI -, credo che nelle cooperative la sfida odierna sia ricercare un bilanciamento virtuoso tra partecipazione dei soci, controllo e rapidita’ decisionale e che tale equilibrio possa ottenersi solo attraverso una chiara distinzione dei ruoli. ai soci competono le decisioni riservate dalla legge e dallo statuto; al consiglio di amministrazione spettano l’indirizzo strategico e l’organizzazione dell’impresa, mentre alla struttura manageriale compete l’attuazione operativa nell’ambito delle deleghe ricevute. la sfida e’ tutta qui: preservare fino in fondo l’identita’ cooperativa, il suo valore mutualistico, ma senza farne un vincolo, e al tempo stesso governare e gestire la cooperativa con la velocita’, la disciplina e l’efficacia di una moderna impresa industriale. perche’ essere cooperativa deve rappresentare una forza distintiva, non un limite alla capacita’ di competere sui mercati’. l’impegno di cooperativa latte arborea verso il primo comparto agroalimentare regionale che rappresenta si e’ tradotto in 48 milioni di euro di investimenti negli ultimi due anni per l’innovazione tecnologica, il rafforzamento della capacita’ produttiva e l’efficientamento dell’organizzazione. nel 2026, anno del suo 70esimo anniversario, cooperativa latte arborea sta proseguendo con ulteriori investimenti che guardano all’efficientamento energetico, all’automazione, alla sostenibilita’ ambientale e all’innovazione di prodotto”.
