(riporoduzione riservata)

“nel settore alimentare e delle bevande, il regno unito rappresenta uno dei principali mercati di riferimento per il made in italy”. lo afferma in un comunicato il presidente di unieat, massimiliano GIANSANTI, che evidenzia: “l’interesse dei consumatori britannici verso prodotti di qualita’ e ad alto valore aggiunto continua a offrire importanti opportunita’ di crescita alle nostre imprese. iniziative come questa, promosse con l’agenzia ice, rappresentano strumenti concreti per favorire l’incontro tra domanda e offerta, consolidare le relazioni commerciali esistenti e svilupparne di nuove, contribuendo alla crescita dell’export agroalimentare italiano”. “grazie all’organizzazione e al supporto dell’ufficio di londra dell’agenzia ice, una delegazione di aziende unieat prendera’ parte all’evento the italian food trade show: sourcing excellence from italy, in programma a londra il 5 e 6 ottobre prossimi”, informa un comunicato di unieat, che cosi’ prosegue: “la giornata inaugurale, il 5 ottobre, e’ stata dedicata a uno shop safari nella zona di marylebone, uno dei distretti commerciali piu’ rappresentativi della capitale britannica. le aziende partecipanti hanno avuto l’opportunita’ di visitare alcuni punti vendita di particolare interesse per il settore alimentare e incontrare i buyer, approfondendo le dinamiche del mercato locale, nonche’ i piu’ recenti trend di consumo. la seconda giornata, in programma il 6 ottobre al the may fair hotel, si aprira’ con una presentazione specialistica sul mercato uk corredata da una successiva tavola rotonda e una sessione di domande e risposte a beneficio delle aziende partecipanti. a seguire, in un’area dedicata con postazioni in open space, si terranno incontri b2b tra le aziende italiane e operatori selezionati del mercato britannico. la giornata sara’ inoltre arricchita da un pranzo a buffet, con degustazione dei prodotti delle aziende partecipanti, concepito come ulteriore momento di networking e valorizzazione dell’eccellenza agroalimentare italiana”.