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un comunicato del parlamento ue (disponibile qui https://tinyurl.com/agrapress195 ) informa che il parlamento europeo e la presidenza irlandese del consiglio dell’ue hanno raggiunto un accordo provvisorio per adeguare e migliorare il regolamento di base sulla produzione e l’etichettatura dei prodotti biologici (2018/848). il progetto di legge mira a garantire che i consumatori possano compiere scelte consapevoli quando acquistano prodotti provenienti da paesi terzi riconosciuti come aventi standard biologici equivalenti. l’obiettivo e’ mantenere la fiducia nel marchio biologico dell’ue e garantire una concorrenza leale tra i prodotti che rispettano pienamente le normative ue e quelli che soddisfano standard equivalenti. in base al testo concordato, i prodotti importati da paesi terzi possono esporre il logo ue per la produzione biologica sull’etichetta, nella presentazione o nella pubblicita’ solo se soddisfano standard equivalenti e i requisiti aggiuntivi di produzione e controllo. queste disposizioni mirano a rafforzare la fiducia dei consumatori negli alimenti biologici e a garantire parita’ di condizioni tra i produttori ue ed extra-ue. le piccole imprese che vendono prodotti biologici sfusi direttamente ai consumatori possono essere esentate dalle procedure di certificazione biologica se rientrano in determinati limiti di fatturato annuo e volume di vendite. per consentire a un maggior numero di piccoli produttori di rimanere esentati, i negoziatori hanno concordato di innalzare la soglia di fatturato annuo da 20.000 a 40.000 euro e di aumentare il limite del volume di vendite annuo da 5.000 kg a 10.000 kg. per affrontare il problema della contaminazione incrociata e le diverse interpretazioni nazionali, la commissione pubblichera’ informazioni sulle migliori pratiche per prevenire la contaminazione tra agricoltura biologica e convenzionale (a partire dal 31/12/2031)”. la relatrice camilla LAURETI (s&d/pd) ha dichiarato: “il mio obiettivo e’ fornire a questo settore chiave un quadro normativo stabile, coerente e prevedibile. ove opportuno, tale quadro dovrebbe semplificare i requisiti esistenti, evitando al contempo la revisione ripetuta della legislazione dopo un periodo di attuazione limitato. la stabilita’ normativa e’ essenziale per preservare gli elevati standard che sono alla base della qualita’, della competitivita’ e della reputazione del settore, sia all’interno dell’unione europea che a livello globale. allo stesso tempo, il settore deve continuare a garantire un solido livello di protezione per i consumatori. l’obiettivo e’ trovare il giusto equilibrio tra certezza del diritto per le imprese, credibilita’ a lungo termine del settore e le legittime aspettative dei cittadini europei”. sullo stesso tema e’ intervenuto martin HEYDON, ministro dell’agricoltura, dell’alimentazione e degli affari marittimi dell’irlanda, come riporta un comunicato del consiglio europeo (disponibile qui link https://tinyurl.com/agrapress196 ): “la presidenza irlandese ha conseguito un risultato importante per gli agricoltori, i consumatori e il settore agroalimentare. l’accordo odierno sulle modifiche mirate al regolamento ue sull’agricoltura biologica dimostra il nostro impegno a sostenere l’agricoltura sostenibile e a creare le condizioni affinche’ il settore biologico continui a prosperare in tutta l’unione europea”.