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“e’ ufficialmente partito il primo progetto sperimentale di apice (associazione produttori italiani colture energetiche, promossa da cgbi e delle associazioni socie anb e cnb) dedicato alle prove varietali sui cereali vernini destinati alla produzione di biometano”. lo rende noto un comunicato di apice, che cosi’ prosegue: “il progetto e’ stato condiviso con alcuni dei principali gruppi industriali e finanziari che hanno investito nel biometano italiano. obbiettivo del progetto e’ la selezione di specie e varieta’ adatte allo sviluppo della sequential cropping che costituira’ la base per il soddisfacimento della domanda di biomassa da parte dei nuovi impianti biometano con un impatto paria circa 200.000 ha di superficie dedicata. le prove si svolgeranno su quattro piattaforme sperimentali nelle province di piacenza, ferrara, mantova e udine mettendo a confronto diverse specie di cereali vernini. in tutte le prove la concimazione sara’ effettuata con l’utilizzo del digestato che costituisce un elemento fondamentale e sinergico tra parte acquirente e produttrice. non una semplice sperimentazione per calcolare la produttivita’ ma un sistema di elaborazione per individuare la migliore composizione dei diversi fattori tra cui i costi di produzione da un lato, le rese energetiche e gli aspetti logistici dall’altro. ‘per investire nel biometano le aziende agricole devono poter contare su informazioni adeguate – dichiara umberto GORRA, presidente di apice -. la missione di apice e’ proprio favorire l’ingresso delle imprese agricole nelle rinnovabili. perche’ questo accada, le colture da biomassa devono essere una scelta conveniente e devono inserirsi in un equilibrio aziendale che resta orientato alla produttivita’. per questo ragioniamo in una logica di filiera, che tiene insieme rotazioni, sottoprodotti e colture dedicate. questa sperimentazione ci dara’ dati concreti per costruire scelte solide, azienda per azienda’. apice seguira’ tutti gli aspetti tecnico-operativi, dalla semina alla raccolta fino alle analisi. il coordinamento operativo e’ affidato a sara PALLARO, con la supervisione scientifica di referenti qualificati. i partner del progetto condivideranno i risultati e chi partecipa avra’ accesso a protocolli e dati. la sperimentazione e’ realizzata da apice, ma si inserisce in una sinergia che attraversa tutta la filiera. i dati raccolti in campo serviranno infatti a orientare le scelte produttive delle aziende agricole associate. saranno anche la base del lavoro di bio.methane.hub (bmh), partner tecnico dell’associazione, che offre assistenza tecnica e consulenza sulla composizione delle razioni agli impianti di biometano. si crea cosi’ un percorso integrato: parte dall’analisi delle produzioni agricole e arriva alla gestione degli impianti, con l’obiettivo di valorizzare ogni passaggio. il progetto proseguira’ nel 2027 con campi prova dedicati al sorgo e con un deciso aumento delle piattaforme per i cereali vernini”.

