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“la visione della commissione europea per la pesca e l’acquacoltura al 2040 delinea un quadro per i prossimi 15 anni volto ad affrontare le sfide strutturali del settore e a garantirne la sostenibilita’ e la competitivita’ a lungo termine”. lo afferma un comunicato congiunto di europêche, etf, effat e copa-cogeca, che cosi’ prosegue: “tuttavia, pur avendo suscitato aspettative di cambiamento, non contiene alcun impegno a favore di una revisione mirata della pcp. l’ultima riforma complessiva risale al 2013: rispetto al consueto ciclo decennale, la riforma della pcp e’ quindi in ritardo di oltre tre anni. la presidente ursula VON DER LEYEN ha piu’ volte invitato l’europa a passare dalle parole ai fatti. in nessun altro settore il divario tra parole e azioni e’ piu’ evidente che nella pesca e nell’acquacoltura. le flotte e la produzione ittica si riducono, i posti di lavoro nella pesca scompaiono e l’acquacoltura ristagna. i produttori e i lavoratori di tutta europa chiedono soluzioni che producano risultati concreti fin da subito, non un’altra strategia che lasci immutato il quadro di fondo. inoltre, non proponendo una revisione della pcp, la commissione si discosta dalle conclusioni allarmanti della propria valutazione dell’aprile 2026, mentre tutti si aspettavano che la visione al 2040 si basasse proprio su questa analisi. la commissione sembra voler affidare la propria risposta a una migliore attuazione delle norme e alla legislazione secondaria. questi strumenti, pero’, non possono sostituire una riforma legislativa laddove e’ lo stesso quadro della politica a dover cambiare. la pcp deve adeguarsi ai cambiamenti che hanno trasformato il settore dal 2013, tra cui i cambiamenti climatici, la brexit e le crisi geopolitiche ed energetiche. deve inoltre affrontare le crescenti carenze dell’europa in materia di sicurezza alimentare, la sfida della decarbonizzazione e norme inapplicabili come l’obbligo di sbarco. al contempo, l’ue deve creare le condizioni affinche’ l’acquacoltura possa esprimere appieno il proprio potenziale e contribuire in modo strategico alla produzione europea, riducendo la dipendenza dalle importazioni e rafforzando la resilienza della filiera dell’ue. senza una revisione mirata della pcp, il resto della visione perde credibilita’. le sue proposte rischiano di delineare un futuro idealizzato, persino fantasioso, scollegato dalle esigenze attuali del settore. per quanto riguarda l’acquacoltura, e’ positivo l’impegno a presentare entro la fine del 2027 una proposta per affrontare gli ostacoli legati alle licenze, alle autorizzazioni e al quadro normativo. questa iniziativa deve garantire una reale semplificazione, una maggiore coerenza normativa e un contesto piu’ prevedibile per gli investimenti e lo sviluppo di progetti di acquacoltura in tutta europa. la visione, tuttavia, non dimostra un’analoga ambizione rispetto all’estensione degli obblighi di informazione al consumatore, da tempo richiesta dal settore, in particolare ai prodotti preparati e conservati della pesca e dell’acquacoltura. pur menzionando la possibilita’ di valutare tale estensione, manca purtroppo un impegno chiaro ad agire concretamente. javier GARAT, presidente di europêche, ha dichiarato: ‘siamo profondamente delusi e frustrati dal fatto che la commissione non abbia portato avanti la riforma della pesca di cui il settore ha urgente bisogno. una visione senza una revisione della pcp e’ lettera morta e, in assenza di misure concrete, un gesto vuoto”. ha proseguito: “nessun pescatore e’ orgoglioso dell’attuale pcp. l’inazione non fara’ che acuire le tensioni sociali, tanto piu’ che la nuova commissione aveva promesso un cambio di rotta. da troppo tempo i produttori alimentari si sentono ignorati e abbandonati. se la commissione non cambiera’ rotta, la loro frustrazione crescera’ e alimentera’ i movimenti contrari all’ue’. livia SPERA, segretaria generale dell’etf, ha affermato: ‘le aspettative erano elevate: ci si attendeva che la visione al 2040 proponesse finalmente un approccio equilibrato alla pesca dell’ue, dando alla dimensione sociale il rilievo che le e’ stato a lungo negato. pur accogliendo con favore l’impegno a integrare nel diritto dell’ue, entro la primavera del 2028, gli standard stcw-f in materia di formazione sulla sicurezza, le poche azioni proposte non produrranno i risultati necessari per migliorare le condizioni di lavoro, la sicurezza e l’attrattivita’ dei posti di lavoro nella pesca. senza una revisione mirata della pcp che intervenga su norme e misure specifiche, una pcp davvero sociale rimane fuori portata. inoltre, abbiamo ripetutamente espresso la nostra profonda preoccupazione per la situazione dei lavoratori della pesca in determinate regioni, come il mediterraneo, e siamo profondamente delusi dall’assenza di proposte sostanziali per invertire questo declino’. per elli TSIFOROU, segretaria generale del copa-cogeca: ‘la commissione deve garantire un quadro politico che offra ai produttori la fiducia e le condizioni necessarie per investire e rimanere competitivi e che sostenga la continuita’ della produzione nei settori della pesca e dell’acquacoltura in tutta europa. mentre la flotta dell’ue si riduce, i posti di lavoro nella pesca scompaiono e l’acquacoltura ristagna, e’ urgente riesaminare l’attuale approccio politico. nonostante le ripetute richieste di cambiamento, questi appelli non hanno ricevuto risposte concrete e significative. la commissione deve garantire che le sue politiche sostengano la redditivita’, la resilienza e la competitivita’ a lungo termine della pesca e dell’acquacoltura europee’. enrico SOMAGLIA, segretario generale dell’effat, ha dichiarato: ‘e’ incoraggiante che la visione riconosca condizioni di lavoro sicure e attrattive e posti di lavoro di qualita’ come elementi essenziali per sviluppare appieno il potenziale del settore dell’acquacoltura, ma le azioni proposte mancano dell’ambizione necessaria per produrre cambiamenti significativi. un solido quadro legislativo e’ essenziale per tradurre questa ambizione in realta’. la politica comune della pesca (pcp) deve essere rivista per definire un quadro politico piu’ forte e coerente, che sostenga lo sviluppo dell’acquacoltura europea, promuova un’occupazione di qualita’ e condizioni di lavoro sicure e garantisca che la competitivita’ economica vada di pari passo con il progresso sociale e la sostenibilita’ ambientale’. di fronte al mancato impegno della commissione a favore di una riforma legislativa, il settore guarda al consiglio e al parlamento europeo affinche’ facciano pressione per ottenere un intervento. a questo proposito, il parlamento ha dichiarato che, qualora la commissione non presenti proposte legislative concrete entro la fine del 2026, si riserva il diritto di avviare una relazione di iniziativa legislativa ai sensi dell’articolo 225 del tfue, chiedendo alla commissione di presentare proposte adeguate per affrontare le criticita’ sollevate. europêche, etf, effat e copa-cogeca ribadiscono la richiesta di una revisione urgente e mirata della pcp. la riforma deve garantire un migliore equilibrio tra sostenibilita’ ambientale, economica e sociale; consentire il rinnovo della flotta e gli investimenti; semplificare le norme e ridurre gli oneri amministrativi; rendere piu’ attrattive le professioni della pesca; e sostenere una filiera ittica europea competitiva e resiliente”.
