ANGELO SANTORI, SEGRETARIO NAZIONALE ANPA DI CONFAGRICOLTURA E PRESIDENTE SENIOR L'ETÀ DELLA SAGGEZZA ONLUS

(riproduzione riservata)

“‘i dati smentiscono gli stereotipi: oggi gli anziani usano lo smartphone, le app e frequentano i social media, dimostrando un forte desiderio di partecipazione e di informazione. tuttavia, proprio perche’ sono attivi online, vanno fortemente tutelati. il problema, infatti, e’ che la disinformazione e le truffe si sono fatte cosi’ sofisticate e intrecciate tra loro – tra intelligenza artificiale, voci clonate e deepfake – da mettere in difficolta’ persino i tecnici e gli addetti ai lavori. se un inganno digitale avanzato sfida gli esperti, immaginiamo quanto possa diventare pericoloso per una persona anziana. garantire informazione veritiera e protezione dai raggiri online non e’ assistenzialismo, ma un fondamentale diritto di cittadinanza e di dignita”. con queste parole angelo SANTORI, segretario generale nazionale dell’anpa (associazione nazionale pensionati agricoli di confagricoltura), ha aperto il suo intervento alle conclusioni del convegno regionale dell’anpa veneto intitolato ‘comunicazione e informazione: come tenersi aggiornati in una societa’ in continuo e rapido cambiamento – tra fake news e social media’, che si e’ tenuto a villa curti a sovizzo, in provincia di vicenza”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura, che cosi’ prosegue: “i dati del censis evidenziano infatti la crescente familiarita’ dei longevi con la tecnologia: tra gli over 65 italiani il 72,8% utilizza quotidianamente le app sullo smartphone, il 58,7% frequenta regolarmente i social media e il 31,7% fa uso di assistenti virtuali. inoltre, per il 56,9% degli anziani, ‘mantenere la mente allenata’ tenendosi informati rappresenta il primo fattore in assoluto di salute e benessere. a fronte di questa apertura al digitale, i cittadini si trovano pero’ immersi in un ecosistema digitale rischioso, dove il 76,5% degli italiani ritiene le notizie false e le trappole web ormai pervasive e difficilissime da individuare. se a livello nazionale il 20,2% della popolazione ammette di non saper riconoscere una fake news, la percentuale di incertezza sale al 29,5% nei piccoli comuni sotto i 10.000 abitanti e raggiunge il 39,5% tra gli over 65. si genera cosi’ – rimarca anpa – una condizione di marcata vulnerabilita’, in cui alla tecnologia a portata di mano si sovrappone l’aggressione congiunta di disinformazione e reati informatici, dalle truffe finanziarie sulle pensioni con voci clonate fino alle notizie manipolate sui mercati e sul territorio. l’allarme cresce con l’ia generativa: il 68,3% degli italiani teme che con gli algoritmi aumenteranno le notizie non verificabili, e le cronache documentano persino casi di “allucinazioni” dell’ia che hanno generato falsi report d’intelligence militare simulando escalation belliche tra superpotenze. per tutelare gli utenti e chi si affaccia alla rete, l’anpa richiama la rigorosa applicazione del regolamento europeo sull’ia (eu ai act – reg. ue 2024/1689), che all’articolo 50 impone l’obbligo di etichettatura chiara (watermarking e marcatori visivi) per i contenuti generati o manipolati da algoritmi, ribadendo la centralita’ del controllo umano (human-in-the-loop). in questo contesto, per affiancare gli anziani nel loro rapporto con l’innovazione e garantire sicurezza e presenza dello stato anche nelle aree interne dove l’indice di vecchiaia sfiora i 223 anziani ogni 100 giovani, angelo SANTORI ha sintetizzato cosi’ le proposte prioritarie dell’anpa per fronteggiare la disinformazione: programma di alfabetizzazione mediatica e digitale: corsi capillari, soprattutto nei piccoli comuni, per fornire agli anziani strumenti pratici di verifica delle fonti, riconoscimento delle fake news e prevenzione delle truffe informatiche; completamento della banda ultra-larga: abbattimento del digital divide nelle campagne e nei borghi agricoli per garantire connessioni stabili e sicure; presidi fisici e di sicurezza sul territorio: salvaguardia e potenziamento degli sportelli bancari, postali, degli ospedali e dei centri di medicina di prossimita’, dei punti di facilitazione digitale e dei presidi di pubblica sicurezza, indispensabili per la tutela e la serenita’ dei cittadini nei centri minori. i diritti e la tutela degli anziani attivi rappresentano infatti la pietra angolare per il futuro del paese intero. ‘quando costruiamo una rete informativa sicura e proteggiamo i cittadini dalle trappole del digitale – ha concluso il segretario generale dell’anpa – stiamo rendendo l’italia un paese piu’ giusto e solido anche per le nuove generazioni. perche’, come ci insegna il censis, costruire un paese a misura di anziano e’ la condizione indispensabile per continuare a fare dell’italia uno dei paesi piu’ avanzati e civili al mondo’.”.