SPAGHETTI AL POMODORO PASTA SUGO POMODORI BASILICO CIBO GENERATE AI IA ITALIANO

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“in occasione del world pasta day, che si celebra il 25 ottobre, italmopa-associazione industriali mugnai d’italia (federprima/confindustria) rende omaggio a un alimento simbolo di condivisione e di convivialita’, capace di unire generazioni, territori e culture diverse attorno alla stessa tavola”. lo rende noto un comunicato di italmopa, che cosi’ prosegue: “parte integrante della storia e della cultura del nostro paese, la pasta e’ oggi uno dei simboli piu’ riconosciuti dell’italia nel mondo e un autentico ambasciatore del ‘made in italy’ agroalimentare. dietro questo successo ci sono, in primis, il savoir faire e la capacita’ imprenditoriale dei pastai italiani, in grado di esportare il 60% della produzione nazionale, portandola sulle tavole di tutti i continenti. ma c’e’ anche l’impegno della nostra industria molitoria: la qualita’ della pasta nasce, infatti, dall’accurata selezione dei migliori grani duri da parte dei mugnai e dalla loro trasformazione, attraverso processi di macinazione tecnologicamente sempre piu’ avanzati, in semole perfettamente rispondenti alle specifiche esigenze dei singoli pastifici e, di conseguenza, dei consumatori. ‘la pasta italiana viene apprezzata nel mondo perche’ costituisce il risultato di competenze diverse che si integrano: e’, in particolare, la stretta collaborazione tra industria molitoria e industria pastaria a consentire la produzione di una pasta di qualita’ ineguagliabile – sottolinea vincenzo MARTINELLI, presidente di italmopa -. consolidare il primato quanti-qualitativo della pasta italiana richiede tuttavia la disponibilita’ di un approvvigionamento sicuro e costante di materia prima d’eccellenza. i produttori agricoli nazionali costituiscono un partner imprescindibile in questa sfida e l’industria molitoria e’ pronta a intensificare ogni forma di collaborazione per sostenere la crescita e la competitivita’ dell’intera filiera. rafforzare l’approvvigionamento nazionale non significa, tuttavia, rinunciare alle importazioni: il grano duro estero restera’ sempre indispensabile per garantire la presenza della pasta italiana sugli scaffali di tutto il mondo’.”.