(riproduzione riservata)
“il disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal consiglio dei ministri, contiene alcuni interventi positivi, ma nel suo insieme non offre risposte adeguate ai bisogni dei pensionati e delle persone anziane. dunque, i ‘conti non tornano’ neanche per anp, l’associazione nazionale pensionati di cia-agricoltori italiani, che indubbiamente comprende i vincoli della finanza pubblica e le difficolta’ del quadro economico, ma non puo’ condividere scelte a scapito, ancora una volta, di chi ha lavorato per una vita”, informa un comunicato di anp cia che cosi’ prosegue: “‘vogliamo una manovra piu’ equa, capace di tutelare il potere d’acquisto e la dignita’ delle persone anziane”, commenta il presidente nazionale di anp-cia, matteo VALENTINO. apprezziamo la riduzione dell’irpef, ma non basta. il voucher salute lo consideriamo un aiuto, ma siamo ben lontani dal rafforzamento del servizio sanitario nazionale’. sul fisco, anp-cia, intravede forse un passo avanti, ma resta una disparita’ da correggere: la riduzione dell’aliquota irpef al 33%, per la fascia media, e’ un intervento positivo. non e’ sufficiente, pero’, a superare un’evidente disparita’ di trattamento: i pensionati continuano a essere assoggettati alla tassazione ordinaria, mentre per una parte dei lavoratori autonomi e’ previsto un regime agevolato e si prospetta un ulteriore innalzamento della soglia della flat tax dagli 85 mila euro attuali fino a 100 mila euro. ‘a parita’ di reddito – spiega VALENTINO – il prelievo fiscale puo’ risultare molto diverso: un divario per noi ingiusto e da superare’. le pensioni minime sono, con tutta evidenza, lontane da una soglia dignitosa e le rivalutazioni sono state tagliate. l’aumento stimato del 2,9% porterebbe l’assegno a circa 629,59 euro. in assenza della proroga della maggiorazione straordinaria, l’incremento effettivo si ridurrebbe a circa 10 euro netti al mese: una cifra del tutto insufficiente rispetto al costo della vita. anp-cia ribadisce fino allo sfinimento che occorre portare le minime ad almeno 800 euro netti mensili. quanto alle rivalutazioni, le riduzioni si trascinano nel tempo: per gli assegni tra quattro e cinque volte il minimo, l’indicizzazione scende dal 90% all’85% con percentuali ulteriormente ridotte per gli importi piu’ elevati. non si tratta di un risparmio neutro o limitato a un solo anno: ogni minore rivalutazione incide sulla base dell’assegno e produce una perdita che si trascina nel tempo. si penalizzano cosi’ anche pensionati con redditi medi, proprio mentre il costo della vita continua a comprimere il potere d’acquisto. nessuna solidarieta’ tra anziani e giovani. i risparmi ottenuti, penalizzando il ceto medio dei pensionati, non vengono utilizzati in favore di chi e’ piu’ in difficolta’: non servono, a esempio, ad aumentare la rivalutazione delle pensioni minime e piu’ basse, ne’ a rinnovare le maggiorazioni. ‘un sacrificio, che non guarda neanche al futuro -sottolinea il presidente nazionale di anp-cia-. nella manovra non si intravedono maggiori risorse per la scuola pubblica e la formazione. altro che equita’ intergenerazionale’. per la sanita’, un voucher non puo’ sostituire un servizio pubblico che va rafforzato. i 300 euro di plafond previsti, destinati agli over 75 con pensioni fino a 28 mila euro, possono rappresentare un aiuto immediato per chi deve sostenere spese di cura, ma e’ un contributo circoscritto che non riduce le liste d’attesa, non garantisce personale e non migliora l’assistenza nei territori. le risorse indicate per questa misura, pari a 1,6 miliardi, non si traducono in un corrispondente rafforzamento diretto del servizio sanitario nazionale. anche i 2,4 miliardi aggiuntivi per la sanita’ vanno valutati considerando che una parte consistente e’ assorbita da impegni gia’ previsti, a partire dai rinnovi contrattuali. intanto, la spesa sanitaria pubblica e’ destinata a scendere sotto il 6% del pil. servono investimenti strutturali, personale, servizi territoriali e case della comunita’ realmente funzionanti, soprattutto nelle aree interne. manca ancora il sostegno necessario per la non autosufficienza. la proroga della sperimentazione della prestazione universale e l’innalzamento della soglia isee non possono sostituire il finanziamento della riforma e una reale semplificazione dell’accesso agli aiuti. ‘durante l’iter parlamentare -conclude il presidente VALENTINO- continueremo a chiedere modifiche concrete alla manovra. la dignita’ delle persone anziane non puo’ essere affidata a interventi una tantum o a promesse. servono scelte strutturali e un sistema di welfare capace di non lasciare sole le persone e le famiglie'”.

