OLIO D’OLIVA: CORTE DEI CONTI UE, CARENZE NEI CONTROLLI A RISCHIO QUALITA’ SICUREZZA TRACCIABILITA’

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la corte dei conti europea ha pubblicato la sua prima relazione speciale del 2026 dal titolo “i sistemi di controllo per l’olio di oliva nell’ue”. nel comunicato che sintetizza i risultati dell’audit si legge che “l’olio di oliva e’ un prodotto di punta per l’unione europea, che ne e’ primo produttore (61% del mercato mondiale), esportatore (65%) e consumatore (45%) al mondo. la sua reputazione in termini di qualita’ e autenticite’ e’ cruciale sotto il profilo economico e i consumatori confidano nel fatto che l’olio di oliva extravergine e di altre categorie rispetti le rigorose norme di commercializzazione e i severi requisiti di sicurezza alimentare in vigore nell’ue. di conseguenza – aggiunge il comunicato -, l’olio di oliva e’ un prodotto molto regolamentato, che deve soddisfare precisi requisiti prima di poter essere immesso nel mercato. ai paesi dell’ue spetta istituire i propri sistemi di controllo e condurre verifiche. gli auditor della corte hanno valutato se i sistemi di controllo posti in essere nell’ue assicurino che l’olio di oliva venduto sul suo territorio sia genuino, sicuro e tracciabile”. spiega il comunicato che “la normativa dell’ue stabilisce requisiti minimi per l’etichettatura, la verifica della categoria di appartenenza e le analisi volte a rilevare la presenza di antiparassitari. gli auditor della corte, tuttavia, hanno riscontrato che alcuni controlli di conformita’ sono incompleti e che parti del mercato sono talvolta escluse dalle ispezioni basate sul rischio. sono cosi’ presenti nel sistema lacune che possono compromettere la qualita’ e, in ultima istanza, la fiducia dei consumatori. i controlli tesi a rilevare la presenza di residui di antiparassitari nell’olio d’oliva proveniente dai paesi dell’ue sono ben consolidati e raramente si rilevano casi di non conformita’. tuttavia, i controlli per altri contaminanti non sono uniformi e la motivazione basata sul rischio non e’ sempre documentata. gli auditor della corte hanno constatato che, sebbene l’ue importi l’equivalente del 9% circa dell’olio di oliva prodotto in un anno, i controlli per individuare gli antiparassitari e gli altri contaminanti nell’olio d’oliva importato da paesi non-ue erano inesistenti o sporadici negli stati membri visitati. nel corso dei controlli per la sicurezza alimentare e della conformita’, il livello di monitoraggio della tracciabilita’ varia da uno stato membro all’altro. paesi come la spagna e l’italia tracciano in registri elettronici l’origine delle olive e dell’olio d’oliva in tutte le fasi della catena di approvvigionamento, al fine di aumentare la trasparenza e prevenire le frodi. gli auditor della corte hanno rilevato che invece e’ difficile assicurare la tracciabilita’ dell’olio d’oliva a livello transfrontaliero. cio’ vale in particolare per l’olio d’oliva proveniente da piu’ di un paese dell’ue o da una combinazione di paesi ue e non-ue. mancano peraltro norme o orientamenti completi su come e quando verificare la tracciabilita’. inoltre, alcuni requisiti giuridici (su aspetti quali la miscelazione di oli provenienti da campagne o categorie diverse) non sono sufficientemente chiari, dando luogo a pratiche nazionali diverse che possono incidere sulla qualita’ del prodotto nel tempo. la commissione europea ha solo una comprensione parziale del funzionamento dei sistemi di controllo nazionali. le relazioni annuali e le riunioni con le autorita’ nazionali non bastano a condividere tutte le informazioni pertinenti e, pertanto, la capacita’ della commissione di monitorare efficacemente i sistemi di controllo risulta limitata”. il comunicato conclude informando che l’audit ha esaminato sia l’impostazione che l’attuazione del quadro di controllo in quattro stati membri dal 2018 al 2023: belgio, grecia, italia e spagna. questi ultimi tre paesi rappresentano insieme il 91% circa della produzione di olio d’oliva dell’ue.