CICLONE HARRY, MARETTI (LEGACOOP AGROALIMENTARE), EVENTI ESTREMI NON PIU’ ECCEZIONI. SERVE CAMBIO DI PASSO

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“occorre un cambio di passo. in italia gli eventi estremi non sono piu’ emergenze occasionali, come ha dimostrato drammaticamente il ciclone harry che ha devastato le regioni del sud. adesso servono risposte immediate e una strategia strutturale”. lo afferma in un comunicato il presidente di legacoop agroalimentare cristian MARETTI nell’esprimere profonda solidarieta’ alle comunita’, alle famiglie, alle imprese agricole, ittiche e turistiche colpite dalla violenta ondata di maltempo che ha investito l’italia del sud negli ultimi giorni. “ci sono stati danni gravissimi e ancora una volta – prosegue – e’ stata messa a nudo la crescente vulnerabilita’ del sistema paese davanti ai fenomeni atmosferici violenti non piu’ occasionali, e non possono piu’ essere trattati come tali, ma strutturali. e’ il momento di agire, servono risposte altrettanto strutturali, rapide ed efficaci”. “accanto alla vicinanza concreta alle cooperative e alle imprese colpite – continua il comunicato – legacoop agroalimentare richiama con forza l’attenzione delle istituzioni sulla necessita’ di accelerare le procedure di dichiarazione dello stato di emergenza regionale, affinche’ possano essere attivati in tempi brevi gli strumenti di sostegno indispensabili per la ripartenza”. “come chiedono in una lettera i presidenti del mondo cooperativo siciliano, tra cui il responsabile regionale settore agroalimentare di legacoop sicilia domenico PISTONE, c’e’ necessita’ di dichiarare subito lo stato di calamita’ e di sostegni concreti – spiega MARETTI -. in sicilia ad essere colpito in maniera particolarmente pesante e’ il settore agrumicolo con le prime stime che parlano di perdite non inferiori al 30% della produzione, con aziende e cooperative che vedono compromesso un intero anno di lavoro. ma la situazione e’ drammatica anche per la pesca per i danni ingenti a imbarcazioni, attrezzature e infrastrutture, per il settore zootecnico che ha fatto registrare danni soprattutto di natura strutturale e per il comparto ortofrutticolo in particolare nella sicilia orientale”. “oltre alla sicilia – prosegue il comunicato – anche calabria e sardegna e parte del mezzogiorno sono stati interessati da piogge torrenziali, venti oltre i 100 km/h, mareggiate con onde fino a 9-10 metri e massicce inondazioni costiere. in sicilia si stimano danni per oltre un miliardo di euro, in sardegna almeno mezzo miliardo, circa altrettanti sulla zona jonica della calabria. e ancora una volta, il settore agroalimentare, gia’ sottoposto a forti pressioni economiche, si trova a fare i conti con perdite di raccolti, danni strutturali, interruzioni delle filiere e redditi compromessi”. “e ogni giorno di ritardo negli interventi – afferma MARETTI – rischia di tradursi in aziende che non riaprono, posti di lavoro che si perdono e territori che si impoveriscono ulteriormente. occorrono ristori tempestivi, semplificazione burocratica, accesso agevolato al credito e misure straordinarie per sostenere imprese e famiglie che hanno subito danni gravissimi”. “secondo l’osservatorio citta’ clima di legambiente – continua il comunicato – nel 2025 sono stati registrati circa 376 eventi meteo estremi in italia, il secondo anno con il maggior numero di eventi degli ultimi 11 anni, subito dopo il 2023 che ne aveva avuti 383. i fenomeni piu’ frequenti sono stati allagamenti da piogge intense, danni da vento ed esondazioni fluviali. in aumento anche eventi legati a temperature record, frane e siccita’ prolungata. per quanto riguarda le regioni piu’ colpite nel 2025, la lombardia ha contato circa 50 eventi estremi, la sicilia circa 44 e la toscana circa 41. in un arco piu’ ampio (2015-2025), in italia sono stati registrati oltre 811 eventi meteo estremi. l’emergenza, da sola, non basta piu'”. “e’ ormai evidente – continua il presidente – la necessita’ di un cambio di passo nelle politiche di prevenzione e adattamento climatico, con investimenti mirati sulla messa in sicurezza dei territori, sulla gestione del rischio idrogeologico e sul rafforzamento delle infrastrutture produttive. occorre una strategia nazionale di adattamento climatico, fondata su prevenzione, manutenzione del territorio, investimenti strutturali e programmazione di lungo periodo. perche’ senza una visione chiara, continueremo a contare danni, a intervenire dopo e a spendere di piu’, con risultati peggiori. la sicurezza dei territori, la tutela delle produzioni agroalimentari e la stabilita’ del lavoro non possono dipendere dall’eccezionalita’ degli eventi meteo, perche’ l’eccezionalita’ non esiste piu'”. “il mondo cooperativo agroalimentare – conclude MARETTI – e’ pronto a fare la propria parte, come ha sempre fatto, mettendo al centro il lavoro, la coesione sociale e la tutela dei territori. ma senza una visione di lungo periodo e senza risposte immediate nelle fasi di crisi, il prezzo da pagare rischia di essere altissimo, non solo per le imprese ma per l’intero paese”. “se si parla di iniziative concrete – riprende il comunicato – legacoop agroalimentare partecipa attivamente al progetto life ada il cui obiettivo e’ quello di aumentare la resilienza delle filiere lattiero-casearia, vitivinicola e ortofrutticola ai cambiamenti climatici. e per farlo, al primo punto, c’e’ la necessita’ di autovalutazione del grado di rischio al cambiamento climatico da parte di imprese e cittadini. legacoop agroalimentare continuera’ a seguire con attenzione l’evolversi della situazione e a collaborare con le istituzioni nazionali e regionali per garantire supporto concreto, tempestivo e adeguato alle realta’ colpite, affinche’ la solidarieta’ si traduca in azioni e risultati tangibili”.