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“un settore strategico per l’economia blu nazionale, ma stretto tra emergenze ambientali, regole europee sempre piu’ restrittive e una redditivita’ in costante erosione. e’ questo il quadro emerso oggi durante l’incontro che si e’ tenuto a roma in via delle fratte, ‘sfide e prospettive della pesca e dell’acquacoltura’, promosso da parlamentari del partito democratico delle commissioni pesca e ambiente di camera, senato e del parlamento europeo, insieme ai responsabili regionali pd e ai principali stakeholder della filiera ittica”. lo rende noto un comunicato di alleanza delle cooperative che cosi’ prosegue: “al centro del confronto, la necessita’ di un cambio di passo nelle politiche di settore: ‘la sostenibilita’ non puo’ essere solo ambientale – ha sottolineato l’alleanza – ma deve tenere insieme tutela degli ecosistemi, lavoro e competitivita’ delle imprese. senza questo equilibrio, l’italia rischia di diventare sempre piu’ dipendente dal prodotto ittico estero’. oggi infatti la produzione nazionale copre appena il 15-18% della domanda interna, mentre le importazioni sfiorano i 4 miliardi di euro. nel corso dell’incontro e’ stata annunciata da giuseppe LUPO, membro del gruppo s&d dell’europarlamento e della commissione pesca e della commissione bilancio, la presentazione di un emendamento del gruppo s&d del parlamento ue con richiesta aumento fondi per pesca e acquacoltura. s&d chiede di prevedere 7,5 miliardi di euro per i piani nazionali e regionali pesca, invece di 2 euro, e 1,5 miliardi per azione esterna ue, con linee di bilancio dedicate. forte preoccupazione e’ stata espressa per il futuro della politica comune della pesca e per le prospettive finanziarie europee 2028-2034, dove si profila un drastico ridimensionamento delle risorse destinate al settore. allo stesso tempo, e’ stata ribadita la contrarieta’ a tagli lineari delle giornate di pesca, ritenuti scollegati dalla reale pressione sugli stock e incapaci di considerare le differenze tra aree e marinerie. tra le proposte avanzate, l’adozione di piani di gestione per aree omogenee e il superamento del criterio dei ‘giorni di pesca’ a favore del tempo effettivo di attivita’ degli attrezzi in mare. ampio spazio anche alle emergenze ambientali che stanno colpendo duramente le produzioni: specie aliene, mucillagini, aumento delle temperature e fenomeni di anossia stanno trasformando habitat e catture, senza che le imprese dispongano di strumenti adeguati di compensazione. da qui la richiesta di rifinanziare con urgenza il fondo di solidarieta’ nazionale per la pesca e l’acquacoltura e di rendere finalmente operativa la cisoa per garantire tutele ai lavoratori nei periodi di fermo forzato. sul fronte dell’acquacoltura, e’ emersa con forza l’esigenza di semplificare le procedure per concessioni e rinnovi, oggi troppo lunghe e frammentate, che frenano investimenti e innovazione. cosi’ come e’ stato richiamato il tema della pianificazione dello spazio marittimo, con la richiesta di un coinvolgimento reale del settore nei processi legati allo sviluppo dell’eolico offshore e alle politiche di ripristino della natura lungo le coste. l’incontro si e’ chiuso con l’impegno condiviso a mantenere aperto un tavolo di confronto stabile tra politica e rappresentanze della filiera: ‘difendere pesca e acquacoltura – ha concluso l’alleanza – significa difendere lavoro, presidio dei territori costieri e sovranita’ alimentare. il mare non puo’ essere governato senza chi lo vive ogni giorno'”.

