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IRAN: FINI (CIA) COMMISSIONE UE VARI PACCHETTO URGENTE CONTRO
CARO GASOLIO E ENERGIA. GOVERNO STRINGA SU CREDITO IMPOSTA
“a conti fatti nelle ultime operazioni del governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’e’ alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, gia’ oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. e’ una fase d’instabilita’ pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’europa”. lo afferma in un comunicato il presidente nazionale di cia-agricoltori italiani, cristiano FINI, che aggiunge: “dopo il consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”. “con questo – prosegue il comunicato – poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e l’iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse piu’ consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che e’ una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni”. “c’e’ un rischio elevato – continua FINI – per la continuita’ produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. tra i campi ed il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo piu’ alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni piu’ coinvolte e la sicurezza alimentare”. “dunque – riprende il comunicato – la flessibilita’ che l’italia ha ottenuto dal consiglio europeo, anche su energia e quote ets, si traduca immediatamente in interventi urgenti per il settore primario, a partire dal decreto bollette in via di conversione e in un’azione immediata da parte della commissione ue attraverso un pacchetto di misure mirate per contenere le impennate dei prezzi dei combustibili, ridurre la volatilita’ dell’energia elettrica e sostenere, in particolare, i settori ad alta intensita’ energetica. inoltre, si acceleri anche sul nodo fertilizzanti, con l’urea introvabile e dai costi alle stelle, e su deroghe al cbam”. “e’ urgente la fine delle ostilita’ in medio oriente – conclude FINI -. ogni giorno di guerra apre scenari sempre piu’ difficili da recuperare”.
IRAN: PRANDINI (COLDIRETTI), STOP A SPECULAZIONI NELLE
FILIERE. ORA SERVONO RISORSE UE A SOSTEGNO AGRICOLTURA
“i costi per le imprese agricole sono aumentati in modo considerevole, arrivando a superare il 30%. le prime risposte sono arrivate dal governo italiano, che e’ intervenuto anche nelle ultime ore, ad esempio con il taglio delle accise e i crediti d’imposta per trasportatori e pescatori. ma questo non basta: servono risorse europee per dare risposte concrete non solo agli agricoltori, ma anche ai cittadini consumatori”. lo ha detto il presidente della coldiretti ettore PRANDINI (qui videodichiarazione shorturl.at/RgMrK) durante la manifestazione nazionale a montesilvano (pe). alla manifestazione erano presenti, insieme a PRANDINI, il segretario generale coldiretti vincenzo GESMUNDO, i presidenti di coldiretti abruzzo pietropaolo MARTINELLI, coldiretti marche, maria letizia GARDONI, e coldiretti molise, claudio PAPA, oltre al ministro dell’agricoltura e della sovranita’ alimentare francesco LOLLOBRIGIDA (qui video del punto stampa https://shorturl.at/klzpj ). “purtroppo – ha aggiunto PRANDINI – la speculazione si sta diffondendo anche nella filiera agroalimentare. nelle ultime ore diverse produzioni hanno registrato un calo dei prezzi riconosciuti agli agricoltori, dal lattiero-caseario all’ortofrutta, mentre sugli scaffali i prezzi continuano a salire. e’ quindi indispensabile un’azione immediata di monitoraggio e controllo da parte dell’esecutivo, per evitare che in una fase gia’ cosi’ critica qualcuno possa speculare sulle spalle di chi produce e di chi acquista”. “complessivamente, tra energetici, fertilizzanti e antiparassitari, i costi per un’azienda agricola salgono fino al 30%, colpendo soprattutto quelle piu’ meccanizzate. in crescita soprattutto i fertilizzanti: l’urea ha registrato rincari di circa il 35% rispetto al periodo pre-conflitto in iran, con maggiorazioni di oltre a 200 euro a tonnellata, secondo l’analisi coldiretti sui dati delle camere di commercio. tendenza al rialzo per tutti i prodotti, dal nitrato ammonico al solfato ammonico. uno scenario che come gia’ con la guerra in ucraina, evidenzia la vulnerabilita’ di un’europa che ha scelto di delocalizzare la produzione di fertilizzanti per motivi puramente ideologici. da qui la necessita’ di una svolta radicale, che punti sulla valorizzazione dei concimi naturali come il digestato, ma anche la cancellazione del cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (cbam) che tassa i fertilizzanti gravando pesantemente sui bilanci delle imprese agricole e, piu’ in generale, mettendo a rischio la sovranita’ alimentare dell’unione europea. un tema al centro di un incontro con il ministro degli affari esteri antonio TAJANI. i rincari riscontrati sui prodotti al consumo non si trasferiscono pero’ sui prezzi pagati agli agricoltori, che restano la categoria piu’ penalizzata della filiera insieme a cittadini consumatori che ora combattono con i rincari nel carrello. analizzando i listini ismea della seconda settimana di marzo di frutta e verdura, si nota che le fragole calano del 18%, mele e pere rimangono stabili e i kiwi aumentano dell’1%, rispetto alla settimana precedente. calano anche carciofi, bieta, finocchi, indivia e lattuga, mentre aumentano carote, cipolle, cavolfiori e cavoli broccolo. a causa del caro gasolio la disponibilita’ di pesce italiano e’ calata del 20% rispetto a prima dell’inizio della guerra in iran, con il rincaro dei carburanti che sta costringendo le flotte marinare a tagliare o ottimizzare le uscite in mare. dall’analisi sulle vendite in alcune delle principali aste del pesce dei porti italiani, le quantita’ di prodotto arrivato sui banchi sono drasticamente diminuite nelle prime settimane di marzo rispetto a febbraio, con un calo medio del 20%. le marinerie sono, infatti, costrette a ridurre le uscite in mare per contenere i costi, e puo’ capitare che bastino delle previsioni meteo incerte per spingere a rimanere in porto, evitando di consumare gasolio prezioso. secondo un’analisi coldiretti pesca su dati stecf, nel corso di una singola giornata di pesca si consumano in media circa 500 litri di gasolio, dall’uscita al rientro sul molo. in tale ottica e’ importante la misura annunciata dal ministro dell’agricoltura e della sovranita’ alimentare francesco LOLLOBRIGIDA del credito d’imposta che riprende una richiesta di coldiretti pesca e rappresenta un sostegno importante per la ripresa delle uscite in mare”, conclude coldiretti.
IRAN: TASSINARI (UNCAI), CON RINCARO GASOLIO AGRICOLTURA PERDE
86 MLN IN UN MESE SERVE CREDITO IMPOSTA PER CONTOTERZISTI
“i numeri non mentono e delineano uno scenario di emergenza nazionale per l’agricoltura italiana. secondo le analisi condotte da uncai (unione nazionale contoterzisti agromeccanici e industriali) sui dati del ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, l’impennata speculativa del gasolio agricolo, arrivato a toccare quota 1,45 €/litro, sta drenando risorse vitali dalle imprese a un ritmo insostenibile. considerando un consumo stimato per il comparto agricolo nel mese di marzo pari a 104.000 tonnellate (circa 124,8 milioni di litri), l’aggravio dei costi rispetto a soli 21 giorni fa e’ vertiginoso”. lo rende noto un comunicato stampa di uncai. “ad un prezzo di 0,76 €/l, la spesa per il carburante nel mese di marzo sarebbe stata di circa 95 milioni di euro – spiega il presidente di uncai, aproniano TASSINARI -. con il balzo attuale a 1,45 €/l, le imprese si trovano a pagarne oltre 180 milioni. parliamo di 86 milioni di euro in piu’ in un solo mese, peraltro in uno dei periodi dell’anno meno dispendiosi dal punto di vista dei consumi. e’ un’ipoteca sul futuro delle semine e sulla sicurezza alimentare del paese”. uncai rivolge un appello urgente ai ministri adolfo URSO (fdi) (mimit), francesco LOLLOBRIGIDA (masaf), gilberto PICHETTO FRATIN (mase) e antonio TAJANI (fi) (esteri), “affinche’ intervengano prima che la stagione entri nel vivo”. “se non mettiamo ora uno scudo alla speculazione – prosegue TASSINARI – con un tetto massimo di prezzo o un fondo di compensazione dinamica, nei mesi di picco operativo tra maggio e luglio assisteremo a un default di massa delle imprese agromeccaniche. ribadiamo la necessita’ del credito d’imposta al 20%, che deve pero’ includere obbligatoriamente i contoterzisti (codice ateco 01.61.99). siamo noi a gestire oltre il 60% delle lavorazioni nazionali: se il governo ignora chi consuma la maggior parte del carburante, fallira’ l’intero tentativo di calmierare i prezzi agricoli”. “l’analisi uncai si inserisce in un quadro gia’ critico, dove i costi energetici hanno letteralmente divorato i margini del settore. i dati istat – continua il comunicato – certificano infatti che nel triennio 2022-2024 il settore ha subito un aggravio complessivo di 6,5 miliardi di euro per le voci energetiche (carburanti, elettricita’, lubrificanti) rispetto alla spesa media del decennio 2010-2021. con il gasolio che oggi sfiora l’euro e mezzo, la stabilita’ economica dell’intera filiera agroalimentare e’ piu’ che mai appesa a un filo”.
IRAN: CAI AGROMEC, PER IL GASOLIO CI VOGLIONO INTERVENTI
STRUTTURALI NON BASTANO INTERVENTI GOVERNO
“gli agromeccanici ringraziano il governo per la riduzione delle accise ma dinanzi agli aumenti conseguenti al conflitto in corso, il provvedimento e’ stato superato senza avere potuto manifestare i suoi benefici effetti. per questo cai agromec chiede il varo di un pacchetto di misure che possano riequilibrare i costi per le imprese, e specialmente per quelle che impiegano macchine di grande potenza e abbisognano di forti quantitativi di gasolio”. lo rende noto un comunicato stampa di cai agromec. “una soluzione – secondo il presidente gianni DALLA BERNARDINA – potrebbe essere quella di istituire un credito d’imposta tale da consentire l’assorbimento dei maggiori costi, senza ridurre il gettito fiscale nell’immediato, come sarebbe un drastico taglio alle accise. piu’ che una sospensione delle accise, che per il gasolio agricolo incidono per meno di 15 centesimi al litro, chiediamo al governo di intervenire sulla leva fiscale per consentire alle imprese di assorbire gli aumenti e riposizionarsi sul mercato. come rappresentante degli agromeccanici – conclude DALLA BERNARDINA -, invito le imprese a porre la massima attenzione in sede di contrattazione con gli agricoltori per evitare sia bruschi salti in avanti, sia il rischio di assumere impegni che potrebbero mettere in difficolta’ entrambe le parti, se la crisi dovesse protrarsi a lungo”.
IRAN: GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA), AUSPICHIAMO DAL CONSIGLIO
UE MISURE FORTI SU COSTO ENERGIA COME PER IL COVID
“mi auguro e spero che il consiglio europeo capisca che con due guerre alle porte dell’europa, che coinvolgono ormai la vita di tutti i cittadini europei, c’e’ necessita’ di misure di intervento forti e radicali. non capisco che cosa si debba aspettare oltre. quindi oggi da parte del consiglio europeo mi aspetto misure di intervento forti come furono fatte ai tempi del covid, perche’ comunque le difficolta’ che stanno incontrando le imprese ed i cittadini sono enormi. pensiamo comunque al costo energetico, perche’ non c’e’ solamente il costo della benzina, ma c’e’ anche quello della bolletta elettrica. in questa dimensione ovviamente quello che poteva fare il governo e’ stato fatto: bene la misura di intervento del taglio dei 25 centesimi. ora pero’ c’e’ bisogno di un qualcosa di piu’ che solamente l’europa puo’ e deve fare”: lo ha detto massimiliano GIANSANTI, presidente di confagricoltura, a margine dell’evento “pesce italiano: identita’, trasparenza, mercato”, organizzato dall’api – associazione piscicoltori italiani a roma, a palazzo della valle.
IRAN: FINI (CIA), SERVE CREDITO IMPOSTA PER GASOLIO AGRICOLO.
RIBADIAMO RICHIESTA GIA’ FORMALIZZATA CON EMENDAMENTO
“pur apprezzando l’intervento del governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca”: lo ha detto in un comunicato il presidente nazionale di cia-agricoltori italiani, cristiano FINI, commentando il decreto carburanti, approvato ieri dal cdm e oggi in gazzetta ufficiale. “l’agricoltura resta tra i comparti piu’ esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia piu’ strutturata e di lungo periodo a partire dal consiglio ue in corso a bruxelles. ribadiamo dunque -spiega fini- l’appello gia’ formalizzato da cia in occasione della conversione in legge del dl bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in commissione bilancio alla camera e che sara’ in discussione nei prossimi giorni”, ha aggiunto FINI. “il contesto non e’ assolutamente favorevole a un settore gia’ in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citare alcune problematiche. le tensioni in medio oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre piu’ irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuita’ aziendale che e’ elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del paese, a partire dalle aree rurali e piu’ svantaggiate”, spiega il comunicato della cia. “per tutto questo abbiamo aspettative importanti anche da parte del consiglio europeo perche’ si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al cbam e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”, ha concluso FINI. “i dati istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilita’ dell’agricoltura. basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo ‘energia motrice’ a prezzi correnti e’ valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori e’ salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. tirando le somme, in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l’acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro”, conclude il comunicato.
IRAN: GARDINI (CONFCOOPERATIVE), LASCIANDO I TASSI AL 2%
LA BCE HA FINALMENTE DIMOSTRATO LEADERSHIP MONETARIA
“in un momento in cui i mercati cercano disperatamente un’ancora, francoforte offre cio’ di cui l’economia europea ha piu’ bisogno: prevedibilita’. lasciare i tassi al 2% non e’ immobilismo, e’ governo della complessita’. LAGARDE lo dice chiaramente: l’inflazione deve stabilizzarsi, e questa priorita’ non si negozia nemmeno sotto la pressione di uno shock geopolitico di questa portata. la guerra in iran ha gia’ colpito i redditi reali e la fiducia dei consumatori, immaginare una manovra sui tassi in questo contesto avrebbe significato aggiungere disordine a un sistema gia’ in sovraccarico. la vera notizia, oggi, non e’ che la bce non ha mosso i tassi. finalmente ha dimostrato di saper tenere il punto quando tutto si muove. e in questo momento di crisi e’ finalmente dimostrazione di leadership monetaria”. lo afferma in un comunicato il presidente di confcooperative maurizio GARDINI, commentando positivamente la decisione della bce di lasciare inalterato il costo del denaro.
IRAN: NARDELLA (PD/S&D) INTERROGAZIONE A COMMISSIONE UE SU
MISURE URGENTI PER FRONTEGGIARE IMPATTO SU AGRICOLTURA
“dario NARDELLA, coordinatore s&d in commissione agricoltura del parlamento europeo, ha presentato, insieme a numerosi colleghi socialisti, un’interrogazione scritta alla commissione europea chiedendo quali misure immediate intenda adottare per contrastare l’aumento dei costi di carburante, energia e fertilizzanti che stanno colpendo agricoltori e produttori in tutta l’ue. NARDELLA sollecita inoltre una valutazione sui rischi di interruzioni delle forniture e di ulteriori rincari, in particolare per i fertilizzanti azotati, chiedendo se esista un piano di emergenza nel caso di un peggioramento della situazione. tra le richieste anche il rafforzamento del monitoraggio del mercato e degli strumenti di allerta precoce, per consentire agli stati membri interventi tempestivi. infine, NARDELLA chiede se la commissione sia pronta a mobilitare gli strumenti della pac, inclusi quelli di crisi e di sostegno al mercato, garantendo maggiore flessibilita’ e valutando ulteriori misure straordinarie, come deroghe temporanee sugli aiuti di stato o meccanismi di sostegno mirati”, dichiara in un comunicato NARDELLA. “e’ fondamentale intervenire subito per sostenere il reddito degli agricoltori e garantire la sicurezza alimentare. senza misure rapide e coordinate, il rischio e’ compromettere la tenuta dell’intero settore agroalimentare”, ha aggiunto NARDELLA.
IRAN: GAMBERINI (LEGACOOP), IL GOVERNO CONVOCHI CON URGENZA
TAVOLO PER PROVVEDIMENTI CONTRO CRISI ENERGETICA
“‘il governo convochi con urgenza un tavolo per individuare i provvedimenti necessari nel breve e medio termine per affrontare la crisi energetica e l’aumento dei costi delle materie prime generate dal conflitto in iran’. a chiederlo, in occasione dell’incontro con il ministro adolfo URSO, il presidente di legacoop, simone GAMBERINI”. lo rende noto un comunicato di legacoop, che cosi’ prosegue: “‘servono – ha detto GAMBERINI – misure straordinarie, immediate e concrete: la sospensione dei fertilizzanti dal cbam per salvaguardare il settore cerealicolo; il ripristino del credito d’imposta al 20% sul gasolio per la pesca; misure a sostegno delle imprese dell’autotrasporto, fortemente colpite dall’aumento del costo dei carburanti, tra cui il credito d’imposta sull’incremento del prezzo di gasolio e hvo e interventi immediati per rafforzarne la liquidita’, senza trascurare la necessita’ di aggiornare i costi indicativi di esercizio e di garantire la piena applicazione delle clausole di adeguamento carburante nei contratti, salvaguardando eventuali strumenti riconosciuti al trasporto professionale in caso di interventi sulle accise. sul fronte elettrico, l’unico intervento realmente incisivo nel breve periodo e’ lo sviluppo delle fonti rinnovabili, considerando che nel solo 2024 sono stati installati 7 gw’. accanto alle misure di carattere emergenziale, il presidente di legacoop ha sottolineato l’esigenza di un piano strutturale di gestione dell’energia nel lungo periodo, fortemente orientato allo sviluppo delle fonti rinnovabili. ‘non possiamo correre una maratona – ha detto – facendo scatti da cento metri: serve una direzione complessiva, una visione strategica e interventi di lungo periodo: ad inizio marzo, a seguito delle tensioni internazionali, il prezzo del gas all’ingrosso e’ aumentato di oltre il 60%, superando i 50 euro per megawattora. e’ indispensabile definire un piano strutturato che riparta dal piano CINGOLANI e dal repowereu’. nel corso dell’incontro, il presidente di legacoop ha evidenziato la necessita’ di includere la forma cooperativa nel futuro ’28° regime’ societario europeo, rimuovendo gli ostacoli giuridici e l’eccesso di rinvii alle normative nazionali che hanno finora frenato la diffusione della societa’ cooperativa europea, di estendere l’industrial accelerator act a tutti i settori ad alta intensita’ energetica e di rafforzare le clausole made in eu; di salvaguardare, nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 2028-2034, le risorse destinate alla politica agricola comune (pac) e ai fondi di coesione. ha inoltre ribadito l’urgenza di interventi sulla normativa nazionale relativa alle start-up innovative e alle aggregazioni consortili. altro tema decisivo, la necessita’ di garantire una rapida e piena operativita’ delle misure previste dal programma transizione 5.0, considerando gli investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficientamento energetico essenziali per rafforzare la competitivita’ del sistema produttivo e accompagnare la trasformazione industriale del paese. “ritardi e incertezze sugli strumenti di politica industriale – ha concluso GAMBERINI – rischiano infatti di compromettere programmi di investimento gia’ pianificati dalle imprese’.”.
IRAN: CRESPO, PRESIDENTE COMMISSIONE PESCA PE, CHIEDE
A COMMISSIONE UE ATTIVARE FONDO EMERGENZA PER CRISI
la presidente della commissione pesca del parlamento europeo carmen CRESPO DIAZ (ppe, spagna) ha chiesto di attivare il quadro temporaneo di crisi e transizione dell’ue a causa dell’impatto del conflitto in medio oriente. CRESPO DIAZ ha dichiarato: “l’attuale contesto geopolitico, in particolare l’instabilita’ in medio oriente e l’aumento dei prezzi del petrolio, sta avendo un impatto diretto sul settore della pesca europeo. il carburante rappresenta uno dei maggiori costi operativi della flotta, pertanto il continuo aumento dei prezzi sta mettendo a rischio la redditivita’ economica di molte imbarcazioni. se questa situazione dovesse persistere, molte imbarcazioni potrebbero essere costrette a interrompere la propria attivita’, con gravi conseguenze per l’occupazione nelle comunita’ costiere e per l’approvvigionamento di prodotti ittici sul mercato europeo. per questo motivo chiediamo alla commissione europea di attivare rapidamente i meccanismi di sostegno di emergenza, come il quadro temporaneo di crisi e transizione, analoghi a quelli utilizzati durante la crisi energetica del 2022. tra le possibili misure, dobbiamo mobilitare gli strumenti di crisi del fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (feampa) in modo da poter sostenere immediatamente le flotte piu’ colpite dall’eccezionale aumento dei prezzi del carburante. si propone inoltre di adattare temporaneamente le norme sugli aiuti di stato, in modo che gli stati membri possano sostenere con urgenza le proprie flotte. parallelamente, potrebbero essere attivate misure di mercato eccezionali nell’ambito del politica comune della pesca per mitigare l’impatto economico di questa situazione. al di la’ dell’emergenza, sono necessari progressi su soluzioni strutturali che rafforzino la resilienza del settore, come ad esempio agevolare l’accesso alle scorte strategiche di carburante nei porti europei”. ne da’ notizia un comunicato del parlamento europeo.
IRAN: MIVA, ALLARME SU AUMENTO COSTI. SETTORE VIVAISTICO
VITICOLO A RISCHIO IN UN’ECONOMIA DI GUERRA
“l’associazione miva (moltiplicatori italiani viticoli associati) esprime profonda preoccupazione per la drammatica escalation dei costi che sta colpendo il settore vivaistico viticolo, aggravata dal contesto geopolitico internazionale”. lo rende noto un comunicato dell’associazione, che cosi’ prosegue: “la situazione attuale minaccia la sostenibilita’ delle imprese e l’intera filiera vitivinicola italiana. durante una recente riunione del consiglio direttivo, miva ha evidenziato come l’impennata dei prezzi stia mettendo a dura prova la capacita’ operativa dei vivaisti. tra gli aumenti piu’ critici si segnalano: gasolio agricolo: prezzi che oscillano tra 1,30 e 1,50 euro al litro; materiali essenziali: costi elevatissimi e difficolta’ di approvvigionamento per film plastici, manichette di irrigazione e paraffine; trasporti: i corrieri forniscono preventivi con validita’ giornaliera, rendendo impossibile una pianificazione a medio termine; concimi: si prevedono rincari significativi; energia: aumenti generalizzati che impattano su tutte le fasi produttive. questi fattori non solo riducono i margini di profitto, ma mettono anche a serio rischio la sostenibilita’ delle aziende vivaistiche e, di conseguenza, il ruolo cruciale del settore nella conservazione di un patrimonio genetico unico al mondo, composto da oltre 650 varieta’ di vite coltivate in italia. miva sottolinea l’importanza strategica di mantenere il vigneto italiano in efficienza, evitando estirpi o trascuratezza, poiche’ rappresenta un patrimonio fondamentale per il sistema enologico nazionale. in un momento di crisi, l’investimento e la cura del vigneto sono essenziali per garantire la qualita’ e la disponibilita’ futura dei materiali. per affrontare questa emergenza, miva ha deciso di inviare una comunicazione urgente alle principali organizzazioni agricole (confagricoltura, cia, coldiretti, copagri), al sottosegretario al masaf patrizio LA PIETRA con delega al vivaismo e agli assessori regionali all’agricoltura. l’obiettivo e’ sensibilizzare le istituzioni sulla gravita’ della situazione e sollecitare l’adozione di misure straordinarie a supporto del settore. miva ribadisce la necessita’ di un’azione congiunta e immediata per salvaguardare il futuro del vivaismo viticolo, anello cruciale della filiera del vino”.
IRAN: BATTISTA (COPAGRI), PER AGRICOLTURA BOOM COSTI DA +45-50%
PER GASOLIO A +35-40% PER UREA. GOVERNO INTERVENGA
“‘la drammatica situazione in atto nel medio oriente, che ovviamente auspichiamo possa rientrare il prima possibile, sta esponendo i produttori agricoli italiani a una nuova pericolosa impennata dei costi di produzione; la tenuta dell’agricoltura e’ messa a durissima prova dal sensibile aumento delle quotazioni di carburanti, energia e fertilizzanti, letteralmente schizzati alle stelle nel giro di pochi giorni’. e’ quanto sottolinea il presidente della copagri tommaso BATTISTA, spiegando che proprio questi temi sono stati al centro di una riunione straordinaria dell’esecutivo della confederazione”. lo rende noto un comunicato della copagri, che cosi’ prosegue: “‘dall’inizio del conflitto a oggi, la cifra mediamente sborsata da un produttore agricolo per acquistare carburanti e fertilizzanti, elementi essenziali per la produttivita’ del primario tanto da rappresentare poco meno della meta’ dei costi di produzione totali di un’azienda agricola, e’ cresciuta del 45-50% per il gasolio agricolo e del 35-40% per l’urea’, evidenzia il presidente, sulla base dei risultati di un’analisi condotta dalla confederazione sull’intero territorio nazionale. ‘a destare particolare preoccupazione e’ la situazione legata ai fertilizzanti, poiche’ ci troviamo alle porte delle semine primaverili e delle lavorazioni sulle colture arboree, ovvero uno dei momenti in cui l’agricoltura registra probabilmente il picco in termini di sostanze necessarie alla produzione’, prosegue BATTISTA, ricordando che ‘l’urea e’ un concime azotato di sintesi prodotto a partire dal gas naturale, che arriva a incidere sui costi di produzione fino al 90% e la cui disponibilita’ e’ attualmente molto scarsa, in quanto ben un terzo della produzione mondiale passa dallo stretto di hormuz, al momento bloccato’. ‘senza parlare, poi, delle ricadute derivanti dall’impennata dei carburanti, fondamentali per il lavoro delle serre orticole e florovivaistiche, cosi’ come per il trasporto su gomma dei mangimi e delle principale produzioni agroalimentari’, continua il presidente, dando conto di quanto emerso durante gli articolati lavori dell’esecutivo confederale, che ha analizzato anche la situazione del blocco navale in atto nel golfo perisco, da cui ‘derivano fortissimi aumenti per i costi della logistica e sensibili preoccupazioni per l’interscambio commerciale agricolo, soprattutto dei prodotti freschi e deperibili, quali l’ortofrutta’. ‘ad aggravare ulteriormente la situazione, gia’ molto critica in relazione alle ricadute del conflitto in atto sul versante comunitario orientale, c’e’ poi l’ombra del deprecabile fenomeno delle speculazioni, motivo per il quale non possiamo che condividere le nette parole di condanna pronunciate dalla premier giorgia MELONI’, conclude BATTISTA, invitando l’esecutivo ad ‘accelerare il piu’ possibile la messa in campo di misure di sostegno alle imprese, a partire dal meccanismo delle cosiddette ‘accise mobili’ sui carburanti’.”.
IRAN: CONFAGRICOLTURA, STOP AD AUMENTO GASOLIO AGRICOLO. LE
NOSTRE IMPRESE RISCHIANO RINCARI FINO A 2 MILIARDI DI EURO
“l’aumento indiscriminato del prezzo del gasolio agricolo, registrato negli ultimi giorni e legato alla crisi mediorientale, si verifica in un momento particolarmente sensibile per le imprese agricole: dopo il riposo invernale, quando con l’arrivo della primavera si intensificano gli interventi agronomici”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura che cosi’ prosegue: “partendo dalle stime previsionali di eurostat, secondo le quali per il 2025 i costi sostenuti dalle aziende agricole per energia e fertilizzanti si aggirano intorno ai 6 miliardi di euro, il centro studi di confagricoltura ipotizza rincari del 30-40%, ossia un incremento dei costi di produzione fino a circa 2 miliardi di euro. tale aggravio si aggiunge all’esplosione dei costi gia’ causata dalla guerra russo-ucraina nel 2022 e ad oggi mai rientrata. confagricoltura evidenzia il contesto di grande difficolta’ in cui lavorano gli agricoltori, impegnati ogni giorno a garantire la sicurezza alimentare, e chiede che si blocchi immediatamente ogni speculazione che rischia di schiacciare un comparto gia’ sofferente”.
IRAN: PD PRESENTA ALLA CAMERA INTERROGAZIONE SU RINCARI
E MISURE STRAORDINARIE PER FERTILIZZANTI E GASOLIO
“le tensioni geopolitiche nell’area del medio oriente e le criticita’ nello stretto di hormuz stanno gia’ producendo effetti sui mercati energetici e delle materie prime, con ricadute dirette anche sull’agricoltura italiana. per questo abbiamo presentato un’interrogazione ai ministri dell’agricoltura e dell’ambiente per chiedere al governo se intenda attivare misure straordinarie di sostegno per compensare l’aumento dei costi di produzione, in particolare per le aziende cerealicole e zootecniche, e quali iniziative intenda promuovere anche in sede europea per stabilizzare il mercato dei fertilizzanti”. lo dichiarano in un comunicato i deputati pd antonella FORATTINI, andrea MARINO, romeo ROSSI e stefano VACCARI, firmatari dell’interrogazione.
IRAN: CIA, ODG SOLLECITA GIUNTE REGIONI A PATTO CONTRO SPECULAZIONI.
FINI, SERVONO MISURE URGENTI E DEROGA UE A PATTO STABILITA’
“l’escalation militare in iran, la chiusura dello stretto di hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel golfo persico rischiano di assestare un duro colpo all’agricoltura italiana. l’onda d’urto globale si sta traducendo in un significativo aumento dei costi del gasolio agricolo, con rincari fino al 50%, e incertezze pesanti sui fertilizzanti che vedono l’urea su del 35%. stronchiamo le speculazioni a danno degli agricoltori, di tutti i cittadini, della nostra sovranita’ alimentare. a dirlo, oggi, il presidente nazionale di cia-agricoltori italiani, cristiano FINI, che annuncia: ‘chiediamo ai consigli regionali un intervento concreto, a partire dalla nostra proposta di ordine del giorno’.”. lo rende noto un comunicato di cia, che cosi’ prosegue: “al centro del documento cia per le regioni, l’input all’impegno per lo stop alle speculazioni, attivando tavoli di monitoraggio permanenti per fermare i rincari ingiustificati sui carburanti e lungo la filiera, difendendo sia i produttori che i consumatori al supermercato. l’appello, poi, per un’azione nazionale, sollecitando il governo, tramite la conferenza stato-regioni, a stanziare immediatamente risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza. il pressing, infine, per alzare la voce con le istituzioni europee, affinche’ adottino politiche eccezionali nell’immediato, scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del patto di stabilita’ e crescita. l’impatto dei rincari energetici e’ pesante per il settore primario, in particolare se si pensa alla serricoltura, al comporto cerealicolo e alla zootecnia da latte – precisa cia – e sconta, in aggiunta, il peso consistente della crisi degli input tecnici, con i fertilizzanti quasi irreperibili e dai costi proibitivi. uno scenario con ripercussioni importanti anche sulla tenuta economica, sociale e ambientale dei territori rurali. ‘siamo a primavera, periodo di semine e lavorazione della terra. questa crisi non ferma solo i trattori, compromette l’agricoltura e la sicurezza alimentare – commenta FINI -. e gli agricoltori sono sempre l’anello piu’ esposto e debole dell’intera filiera, con l’aggiunta dell’impossibilita’ strutturale a trasferire i rincari sul prezzo di vendita. produrre in perdita significa chiudere. con questo ordine del giorno chiediamo alle regioni – conclude – un patto di ferro per assicurare al paese, partendo dai territori, controlli anti-speculazione subito e pressioni sull’europa perche’ intervenga con risorse adeguate, in deroga al patto di stabilita”. l’appello di cia, infine, ai capi di stato e di governo per stringere su bruxelles in vista del consiglio ue del 19 e 20 marzo. le ipotesi di misure anticrisi eccezionali annunciate dalla presidente VON DER LEYEN devono essere veloci e concrete”.
IRAN: CONFAGRICOLTURA, AUMENTI ECCESSIVI PER
CONCIMI INTERVENIRE PER GARANTIRE PRODUZIONI
“in questo periodo, non appena i seminativi saranno praticabili, dal momento che le abbondanti precipitazioni hanno reso i terreni pesanti, nelle regioni del nord italia inizieranno le concimazioni di fondo per le coltivazioni di mais, soia e sorgo. operazioni che al momento, sia per le condizioni meteorologiche, sia per la situazione geopolitica, rischiano di saltare”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura che cosi’ prosegue: “la guerra in medio oriente ha fatto schizzare alle stelle i prezzi dei fertilizzanti (oltre che dell’energia e dei carburanti), fattore che influisce direttamente sulla quantita’ e sulla qualita’ dei prossimi raccolti. l’aumento dei prezzi rischia anche di compromettere i raccolti di grano che sono alla base della filiera del pane e della pasta. da un monitoraggio di confagricoltura sui territori, dall’inizio del conflitto in iran, in alcune zone il costo dell’urea (uno degli input dei fertilizzanti) e’ passato da 55 euro/quintale a 75 euro. si stanno verificando anche casi di indisponibilita’ di prodotto, benche’ non sia realistica, ma dovuta a fenomeni speculativi. parallelamente, sul fronte dei carburanti, il gasolio agricolo e’ passato da circa 80 centesimi a oltre 1,20 euro al litro in pochi giorni. confagricoltura evidenzia che, a fronte di questi aumenti, uniti a quelli energetici, i costi di produzione diventano insostenibili per un’azienda agricola. anche perche’ il panorama e’ compromesso da molti fattori riconducibili alla generale instabilita’ che mina la tenuta del sistema imprenditoriale agricolo: non solo la tensione geopolitica, ma anche quella commerciale a livello internazionale, i mutamenti climatici, l’aumento delle fitopatie e i sempre piu’ elevati costi di produzione. la situazione per i concimi si aggrava anche per alcune politiche europee: il 1° gennaio scorso e’ entrato in vigore il cosiddetto cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, che ha introdotto un costo aggiuntivo sulle importazioni di fertilizzanti ad alta intensita’ carbonica. confagricoltura chiede quindi che si intervenga con urgenza a livello nazionale ed europeo per evitare speculazioni che mettono a rischio non solo il settore primario, ma economie intere”.
IRAN: PAOLICELLI (PUGLIA) CHIEDE CONFRONTO URGENTE
CON GOVERNO SU AUMENTI CARBURANTI E CONCIMI
“durante la seduta della commissione politiche agricole (cpa) della conferenza delle regioni, l’assessore regionale all’agricoltura della puglia, francesco PAOLICELLI, in qualita’ di vicecoordinatore, ha condiviso e chiesto formalmente l’attivazione di un confronto con il governo nazionale per affrontare le conseguenze economiche della crisi internazionale legata al conflitto in iran. la situazione geopolitica in medio oriente sta infatti determinando un forte aumento dei costi energetici e delle materie prime agricole, con ripercussioni dirette sulle imprese del comparto. negli ultimi giorni si stanno registrando rincari significativi sia dei carburanti sia dei fertilizzanti, fattori fondamentali per la produzione agricola”. lo rende noto un comunicato stampa regionale. “la crisi internazionale rischia di scaricarsi direttamente sulle aziende agricole – ha dichiarato PAOLICELLI -. l’aumento dei prezzi del carburante e dei fertilizzanti sta gia’ incidendo sui costi di produzione e potrebbe compromettere la sostenibilita’ economica di molte imprese agricole, con effetti a catena su tutta la filiera agroalimentare”. “secondo i dati dei mercati internazionali – prosegue il comunicato – il prezzo dei fertilizzanti azotati e’ cresciuto rapidamente nelle ultime settimane, anche a causa delle tensioni nello stretto di hormuz, snodo strategico per il commercio globale di energia e materie prime agricole. per questo motivo PAOLICELLI ha chiesto un confronto istituzionale con il governo affinche’ vengano valutate misure straordinarie a sostegno del settore agricolo”. “e’ necessario – ha detto l’assessore – aprire subito un tavolo con il governo per monitorare l’andamento dei costi e individuare strumenti utili a sostenere il settore primario. l’agricoltura non puo’ essere lasciata sola di fronte a una crisi internazionale che rischia di tradursi in nuovi aumenti dei costi e dei prezzi alimentari”. “ringrazio il presidente della cpa, dario BOND, per aver accolto la richiesta, e tutti i colleghi che l’hanno supportata. nei prossimi giorni difatti l’istanza verra’ formalizzata al governo. la priorita’ – ha concluso PAOLICELLI – e’ tutelare le imprese agricole, garantire la continuita’ produttiva e proteggere il potere d’acquisto delle famiglie, evitando che l’instabilita’ internazionale si traduca in un ulteriore aumento del costo del cibo”.
IRAN: CAI ANNUNCIA STRUMENTI FINANZIARI
E TECNICI A SOSTEGNO DEGLI AGRICOLTORI
“il settore agricolo europeo si trova nuovamente esposto a una fase di forte incertezza proprio quando si apre uno dei momenti piu’ cruciali dell’anno per gli agricoltori: l’inizio della primavera”. lo rende noto un comunicato di cai-consorzi agrari d’italia, che cosi’ prosegue: “e’ in queste settimane che si concentrano la maggior parte degli interventi nutrizionali, momento in cui la domanda di fertilizzanti raggiunge il suo picco e ogni decisione incide in maniera determinante sull’intera stagione produttiva. le tensioni geopolitiche delle ultime settimane – che si innestano su un quadro internazionale gia’ fragile – stanno generando un effetto immediato sui mercati energetici e dei fertilizzanti. l’agricoltura europea, fortemente dipendente dal gas naturale e da materie prime importate, vede aumentare in poche ore i costi delle commodity e ridursi la disponibilita’ di alcuni prodotti strategici. per le imprese agricole, gia’ provate da anni di volatilita’ climatica e oscillazioni dei mercati, questo rappresenta un nuovo shock che rischia di comprimere ulteriormente la redditivita’. in uno scenario complesso e in continuo mutamento, cai – consorzi agrari d’italia, la piu’ grande piattaforma italiana al servizio degli agricoltori, offre strumenti pensati per proteggere le aziende dalla pressione dei mercati. sul fronte della gestione del rischio del prezzo, cai mette in campo soluzioni finanziarie generalmente riservate ai grandi operatori industriali: il prezzo a termine (pdt) e il prezzo minimo garantito (pmg). si tratta di strumenti che permettono agli agricoltori di fissare il prezzo di vendita delle produzioni fino a due anni prima della consegna, oppure di garantirsi un livello minimo di remunerazione. in questo modo e’ possibile conoscere in anticipo il valore futuro del raccolto, pianificare i costi di coltivazione con maggiore precisione e ottenere, mediamente, una redditivita’ superiore rispetto alla vendita tradizionale. sul fronte tecnico, la strategia di cai non si limita alla difesa dai prezzi, ma punta anche all’innovazione agronomica. da anni l’azienda investe in fertilizzanti a valore aggiunto, capaci di assicurare una maggiore efficienza per unita’ di concime distribuito. questi prodotti – tra cui gli organo‑minerali e i fertilizzanti a cessione controllata, come la linea linealand – permettono di ottenere rese stabili impiegando quantitativi inferiori rispetto ai concimi tradizionali. sono fertilizzanti ‘intelligenti’, progettati per valorizzare al massimo ogni unita’ di nutrienti, siano essi di origine organica o minerale, e per rilasciare gli elementi nutritivi in modo graduale e coerente con le esigenze della coltura. il contesto normativo europeo rafforza ulteriormente questa direzione: il regolamento (ue) 2019/1009, applicabile dal 16 luglio 2022, ha infatti introdotto nuove categorie di fertilizzanti – tra cui organici, biostimolanti e prodotti a rilascio controllato – con l’obiettivo di migliorare la sostenibilita’ e l’efficienza nell’uso dei nutrienti. e’ una trasformazione di fondo, che orienta tutto il settore verso prodotti piu’ performanti, meno impattanti e piu’ coerenti con gli obiettivi ambientali europei. un’altra soluzione tecnica e’ rappresentata dall’utilizzo dei batteri nella nutrizione delle colture. i batteri azotofissatori che sfruttano l’azoto presente in atmosfera rendendolo disponibile per le piante sono infatti una soluzione alternativa ed estremamente efficace alle concimazioni tradizionali, che riduce sensibilmente la necessita’ di ricorrere a fertilizzanti di sintesi. altra soluzione introdotta da cai e’ l’utilizzo di batteri che rendono disponibile il fosforo presente nel terreno, sia in forma organica che inorganica, consentendo una nutrizione fosfatica delle colture irrinunciabile per il risultato produttivo visto che gli alti costi del fosforo, elemento di estrazione scarsamente disponibile a livello mondiale e anch’esso soggetto alle tensioni internazionali, sta portando gli agricoltori a non utilizzare questo elemento nei programmi di concimazione con il rischio di riduzione delle produzioni. attraverso questi strumenti, cai ribadisce il suo ruolo come piattaforma di servizi completa: non soltanto un fornitore di prodotti, ma un partner tecnico, operativo e strategico che aiuta le aziende agricole a orientarsi in un mercato turbolento, mettendo a disposizione strumenti di pianificazione, assistenza tecnica qualificata e soluzioni affidabili che garantiscano continuita’ anche nei momenti di crisi. ‘le difficolta’ di reperimento e i rincari delle commodity azotate come l’urea – racconta stefano FORBICINI, responsabile settore concimi e sementi cai – rappresentano una sfida cruciale. tuttavia, possono accelerare una transizione gia’ in corso: quella verso fertilizzanti piu’ evoluti, meno vulnerabili alle fluttuazioni internazionali e piu’ efficaci dal punto di vista agronomico. l’efficienza dei prodotti organo‑minerali e dei concimi a rilascio controllato – aggiunge FORBICINI – consente non solo di ridurre le quantita’ impiegate, ma anche di migliorare l’assorbimento dell’azoto e ridurre le perdite nell’ambiente, in linea con le politiche comunitarie’. in una stagione chiave come quella primaverile, quando si pianificano gli interventi nutritivi piu’ importanti, questa tipologia di prodotti permette agli agricoltori di affrontare la volatilita’ del mercato con maggiore serenita’, rafforzando la resilienza delle loro produzioni e allineandosi a un modello di fertilizzazione piu’ moderno e sostenibile. ‘l’agricoltura italiana ha bisogno di strumenti piu’ intelligenti e di tecnologie piu’ efficienti: il nostro impegno e’ accompagnare gli agricoltori verso un modello produttivo piu’ stabile, innovativo e meno dipendente da dinamiche internazionali che non possiamo controllare ma che ci spingono ad accelerare ulteriormente i processi gia’ in corso verso prodotti piu’ efficienti e sostenibili’, conclude FORBICINI”.
IRAN: COLDIRETTI, CON BLOCCO ROTTE COMMERCIALI A RISCHIO
OLTRE 2MLD DI EXPORT DI CIBO MADE IN ITALY
“oltre all’aumento dei costi di produzione, con il prezzo del gasolio agricolo alle stelle che ha portato la coldiretti a presentare denuncia in procura contro le speculazioni, anche il blocco dei traffici commerciali legato alla guerra in iran sta gia’ causando gravi danni all’export, a partire dai mercati mediorientali dove il valore complessivo delle vendite agroalimentari tricolori ammonta a oltre 2 miliardi di euro. e’ l’allarme lanciato dalla coldiretti in occasione della mobilitazione con 3mila agricoltori a palermo, riuniti al teatro politeama e in una struttura adiacente, assieme al presidente di coldiretti, ettore PRANDINI (qui video dichiarazione https://youtu.be/Ay98BPwVjjg), al segretario generale vincenzo GESMUNDO e al presidente di coldiretti sicilia, francesco FERRERI, oltre al ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, francesco LOLLOBRIGIDA (qui video punto stampa https://youtu.be/N048_onqjs4)”. lo rende noto un comunicato della coldiretti, che cosi’ prosegue: “a preoccupare sono soprattutto i prodotti deperibili, a partire da florovivaismo e ortofrutta. le mele trovano nei mercati dell’area una piazza importante, con il 13% del valore dell’export, mentre lo stop al traffico marittimo nel golfo arriva proprio nel momento clou della campagna floricola, con circa mille container destinati ai paesi del medio oriente e ordini gia’ in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata. alcune spedizioni in viaggio sono state deviate verso l’india, con il rischio di compromettere la qualita’ dei prodotti. a pesare sono anche le scelte delle principali compagnie di navigazione che evitano il canale di suez, allungando tempi e costi delle rotte. intanto si registrano aumenti annunciati dai fornitori di materie plastiche per vasi e impianti di irrigazione, mentre continuano a salire i prezzi di gasolio ed energia anche per effetto di manovre speculative. proprio ieri coldiretti ha presentato un esposto alla procura della repubblica di roma e alla guardia di finanza contro gli aumenti ingiustificati del gasolio agricolo, mentre crescono anche le tensioni sul fronte dei fertilizzanti. la mobilitazione di palermo rilancia inoltre la battaglia contro la norma dell’ultima trasformazione del codice doganale che consente a prodotti stranieri di diventare formalmente made in italy dopo una minima lavorazione. e’ il caso di petti di pollo sudamericani impanati, cosce di maiale olandesi o danesi vendute come prosciutti italiani, carciofini egiziani sott’olio o succhi di frutta che acquisiscono l’etichetta italiana per l’export. una pratica che penalizza anche le eccellenze siciliane apprezzate da tutto il mondo come arance, limoni, pistacchi e mandorle e che si estende a mozzarelle con latte estero, sughi con concentrato cinese o pasta con grano canadese. per questo coldiretti chiede l’obbligo di etichettatura d’origine per tutti i prodotti in vendita nell’unione europea”.
IRAN: GESMUNDO (COLDIRETTI), GUERRA E’ GIA’ ENTRATA
IN CASE ITALIANI E NELLE AZIENDE AGRICOLE
“‘la guerra alle porte dell’europa e’ gia’ entrata nelle case degli italiani e nelle aziende agricole. sta gia’ producendo effetti concreti a partire dall’aumento dei costi energetici e dalle distorsioni nella logistica che incidono direttamente sulla competitivita’ del settore. per questo ieri a roma, oggi in sicilia e in tutte le procure competenti d’italia presentiamo un esposto contro le speculazioni sul gasolio agricolo. denuncia che oggi abbiamo anche consegnato al ministro francesco LOLLOBRIGIDA durante la nostra manifestazione’. e’ quanto afferma il segretario generale di coldiretti, vincenzo GESMUNDO, intervenendo sui riflessi economici del conflitto internazionale sul comparto agricolo”. lo rende noto un comunicato della coldiretti. “il tema della logistica rappresenta uno dei grandi nodi irrisolti dell’agricoltura italiana”, aggiunge GESMUNDO, che cosi’ prosegue: “la spagna, ad esempio, ci sta mettendo in difficolta’ nel comparto dell’ortofrutta non perche’ produca meglio – la qualita’ italiana resta superiore – ma perche’ ha investito molto nella logistica e nella distribuzione. se non affrontiamo seriamente questa questione continueremo a perdere competitivita’. la logistica incide sui costi del gasolio, sul trasporto dei prodotti, sulla distribuzione e sul prezzo finale. e’ una questione strategica per tutto il settore agricolo”.
IRAN: CON GASOLIO A OLTRE 1 EURO AL LITRO COOPERAZIONE
PESCA CHIEDE RITORNO DEL CREDITO D’IMPOSTA
“reintrodurre con urgenza il credito d’imposta sul carburante per sostenere le imprese della pesca e dell’acquacoltura di fronte al nuovo aumento dei costi energetici legato alla crisi in medio oriente. e’ la richiesta avanzata al ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, francesco LOLLOBRIGIDA, in una lettera inviata da agci pesca e acquacoltura, confcooperative fedagripesca e legacoop agroalimentare, che segnalano una situazione di crescente difficolta’ per le imprese della filiera ittica”. lo rende noto un comunicato congiunto delle tre associazioni che cosi’ prosegue: “il carburante rappresenta infatti una delle principali voci di spesa per la pesca, arrivando a incidere in alcuni sistemi di pesca per oltre il 40% dei costi operativi. in diversi porti italiani il prezzo del gasolio ha gia’ superato 1 euro al litro e le proiezioni indicano possibili rialzi fino a 1,80 euro nel breve periodo. incrementi a doppia cifra che stanno comprimendo i margini economici delle imprese, mettendo a rischio la sostenibilita’ delle uscite in mare, la continuita’ produttiva degli impianti di acquacoltura e la stabilita’ occupazionale dell’intera filiera. le associazioni ricordano come, in una fase analoga di forte tensione sui costi energetici, dopo lo scoppio della guerra in ucraina, il legislatore fosse intervenuto con misure di sostegno mirate. in particolare, con il decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 era stato introdotto un credito d’imposta pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburanti destinati alla trazione dei mezzi impiegati nell’attivita’ agricola e della pesca, successivamente esteso anche al secondo trimestre 2022 alle imprese della pesca con il decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50. secondo la cooperazione, quello strumento si era dimostrato efficace nel contenere gli effetti straordinari dei rincari energetici, permettendo alle imprese di proseguire l’attivita’ produttiva in un contesto di eccezionale difficolta’. alla luce dell’attuale scenario internazionale e del nuovo aumento dei prezzi dei carburanti, il settore chiede quindi al governo la reintroduzione di una misura analoga di credito d’imposta sul gasolio destinato alla pesca e all’acquacoltura. un intervento che, sottolineano le tre organizzazioni, consentirebbe di salvaguardare la competitivita’ delle imprese, sostenere il reddito degli addetti e garantire continuita’ produttiva a un comparto strategico per l’economia delle comunita’ costiere, la sicurezza alimentare e la presenza di prodotto ittico nazionale sulle tavole degli italiani”.
IRAN: ASSALZOO, SENZA INTERVENTI SU CARO ENERGIA E
GASOLIO RISCHIO SPIRALE INFLAZIONE PER ALIMENTARI
“l’impennata del prezzo del gasolio e dell’energia registrata in questi giorni, a seguito delle tensioni internazionali e della guerra in iran, rischia di avere effetti pesanti anche sul settore mangimistico e sull’intera filiera zootecnica italiana. servono misure urgenti per evitare che si crei una nuova spirale inflazionistica capace di gravare sulla capacita’ di spesa delle famiglie. sulla produzione e distribuzione dei mangimi impattano in maniera significativa gli aumenti di queste settimane: il 100% dei mangimi viene consegnato agli allevamenti tramite camion. il rincaro del gasolio si traduce quindi in un immediato aumento dei costi logistici per le imprese mangimistiche e per l’intera catena di approvvigionamento degli allevamenti, mentre il costo dell’energia incide direttamente sui processi produttivi delle aziende del settore”, afferma in un comunicato assalzoo. “gli allevamenti italiani stanno gia’ affrontando una fase di forte difficolta’ e un ulteriore aumento dei costi di trasporto rischia di impattare seriamente sulla loro competitivita’. se non si interviene rapidamente, il rincaro dei carburanti rischia di generare un effetto a catena lungo tutta la filiera agroalimentare, con inevitabili ripercussioni sui prezzi finali di prodotti essenziali come latte, carni, uova e pesce. bisogna evitare che si ripeta la bolla inflazionistica gia’ vissuta negli anni 2022-2023”, ha detto massimo ZANIN, presidente di assalzoo. “per questo assalzoo chiede al governo misure urgenti per contenere almeno l’impatto del caro carburanti, tra cui una defiscalizzazione del gasolio per autotrazione destinato ai mezzi che trasportano mangimi e prodotti alimentari. servono interventi rapidi e concreti per evitare che l’attuale crisi energetica – della quale al momento non e’ possibile prevedere la durata – si traduca in un ulteriore shock per il sistema zootecnico nazionale e per l’intera filiera alimentare del paese”, conclude il comunicato.
IRAN: NARDELLA (S&D) CHIEDE RIUNIONE COMMISSIONE AGRICOLTURA
PE ALLA PRESENZA DELLA COMMISSIONE UE
“nelle ultime ore, insieme ai colleghi del gruppo dei socialisti, ho chiesto che la situazione venga discussa con urgenza nella commissione agricoltura alla presenza della commissione europea, per valutare l’impatto di questa crisi geopolitica sul sistema agroalimentare europeo e individuare una risposta coordinata”, lo ha dichiarato l’europarlamentare s&d dario NARDELLA in relazione alle conseguenze sull’agricoltura della guerra in iran.
IRAN: GUARDA (AVS), CRISI FERTILIZZANTI
COLPISCE AGRICOLTURA SERVE AUTONOMIA UE
“la guerra in iran ha fatto schizzare i prezzi dell’urea del 19% e del gas europeo del 45% in 48 ore, minacciando raccolti, filiera agroalimentare e, di conseguenza, i prezzi degli alimenti”. lo afferma in un comunicato l’eurodeputata di alleanza verdi e sinistra cristina GUARDA, che aggiunge: “dobbiamo agire subito contro la volatilita’ dei prezzi con domanda pubblica e con meccanismi europei per stabilizzare i mercati. nel breve periodo puo’ anche avere senso valutare strumenti di riserva, ma non possiamo limitarci alla creazione di stock di fertilizzanti chimici senza una strategia per risolvere il problema alla radice”. “siamo all’alba delle discussioni sulla pac post-2027 e sulla riforma dell’ocm: un’occasione storica – sostiene GUARDA – per rafforzare filiere corte, politiche alimentari resilienti e una transizione ecologica che renda l’agricoltura europea protagonista, non ostaggio dei ricatti energetici”.
IRAN: CONFAGRICOLTURA PIEMONTE, TIMORI PER IMPENNATA COSTO
ENERGIA E INCERTEZZA PER AVVIO CAMPAGNA PRODUTTIVA
“esiste una forte preoccupazione nel mondo agricolo per l’incremento del prezzo dei carburanti che ha fatto seguito al nuovo conflitto in medio oriente. in pochi giorni, infatti, i prezzi hanno subito un’impennata, che in alcuni casi ha gia’ toccato i 30 centesimi al litro. l’evoluzione della guerra e la sua durata restano delle incognite che generano timori e un clima di incertezza, con la concreta possibilita’ di un aggravarsi dell’instabilita’ e della congiuntura economica”, informa un comunicato di confagricoltura piemonte che cosi’ prosegue: “invitiamo il governo a monitorare costantemente la situazione, ma anche a individuare eventuali interventi per il riequilibrio delle quotazioni di benzina e gasolio dopo la scelta dell’unificazione dei tassi di accisa. occorre inoltre rivalutare il provvedimento riguardante i prezzi minimi garantiti del dl bollette, che e’ stato concepito in un contesto del tutto diverso da quello attuale. basti pensare che a fronte di un taglio ipotizzato agli incentivi alle energie rinnovabili in agricoltura (biogas e biomasse) per circa 400 milioni anno, l’europa, italia compresa, sta ora pagando il gas statunitense 870 milioni di dollari in piu’ a settimana, cifra destinata ad aumentare se il conflitto dovesse protrarsi. ampliare e rafforzare la produzione nazionale di energia, alla quale l’agricoltura puo’ dare un contributo significativo, appare quindi una scelta quasi obbligata se non si vuole essere condizionati dalla volatilita’ dei mercati. posizione che e’ stata ribadita nei giorni scorsi da confagricoltura nel corso dell’audizione alla x commissione attivita’ produttive della camera dei deputati sul dl bollette. inoltre, per le imprese agricole l’aumento dei costi da sostenere per i carburanti e la bolletta energetica, proprio mentre si sta avviando la campagna di produzione, si somma all’aumento del prezzo dei fertilizzanti, che si e’ verificato ancora prima della guerra scoppiata nei giorni scorsi. c’e’ il rischio che gli agricoltori, primo anello della filiera, si trovino a subire un calo di redditivita’ e di competitivita’, basti pensare che tra le conseguenze del conflitto in medio oriente, che ha paralizzato il traffico commerciale, ci sono gia’ pesanti ripercussioni per il settore dell’ortofrutta”.
IRAN: COLDIRETTI PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA
CONTRO SPECULAZIONI SU GASOLIO AGRICOLO
“coldiretti presenta un esposto alla procura della repubblica di roma e alla guardia di finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilita’ e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale”. lo rende noto un comunicato della coldiretti, che cosi’ prosegue: “l’iniziativa, firmata dal presidente ettore PRANDINI (qui video dichiarazione https://youtu.be/W4olGj_DKYo) e dal segretario generale vincenzo GESMUNDO (qui video dichiarazione https://youtu.be/cCgz7-uBBhI), nasce a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di circa una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro, con picchi segnalati soprattutto in sicilia e puglia. con un trend che nei prossimi giorni vedra’ ulteriori aumenti. secondo coldiretti si tratta di un incremento anomalo e sproporzionato rispetto all’andamento generale del mercato dei carburanti. nello stesso periodo, infatti, il prezzo del diesel per autotrazione in italia ha registrato un aumento molto piu’ contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo l’incremento risulta tra i 40 e i 45 centesimi al litro. una dinamica che, secondo l’organizzazione agricola, non trova apparente giustificazione nelle variazioni dei prezzi internazionali ne’ nell’andamento del mercato dei carburanti, e che per l’ampiezza del fenomeno lascia ipotizzare condotte speculative realizzate su larga scala, in un settore – quello dei carburanti – caratterizzato da una forte capacita’ di influenza reciproca tra operatori. il gasolio agricolo, ricorda coldiretti, rappresenta infatti un fattore produttivo essenziale e non sostituibile per l’attivita’ delle imprese agricole. l’esposto arriva dopo la lettera inviata venerdi’ al governo, con cui e’ stato chiesto un incontro urgente per affrontare l’impennata dei costi del gasolio e dell’energia alla luce delle tensioni internazionali, sottolineando il rischio di effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare”.
IRAN: LAURETI (PD), AGRICOLTURA
GIA’ NELLA MORSA DEI RINCARI
“l’agricoltura italiana si trova gia’ nella morsa dell’aumento dei costi energetici e delle speculazioni sui carburanti, con conseguente danno anche per le famiglie sul piano del costo del carrello della spesa. il rialzo del prezzo del gasolio, della benzina e dell’energia in generale rischia cosi’ di scaricarsi direttamente sui costi di produzione del settore primario e, di conseguenza, sui prezzi alimentari. e’ necessario un monitoraggio attento e costante per tutelare sia gli agricoltori sia i consumatori”. lo afferma in un comunicato camilla LAURETI (s&d), eurodeputata del pd e responsabile dem per le politiche agricole, che prosegue: “per questo chiediamo un intervento immediato del governo gia’ a partire dalle accise dell’energia, per compensare i rialzi e sostenere un settore che da anni affronta costi di produzione sempre piu’ elevati e che adesso e’ duramente colpito dalla guerra voluta da TRUMP in iran. il governo risponda alla proposta avanzata da elly SCHLEIN di abbassare le accise, utilizzando le maggiori entrate iva che lo stato sta incassando grazie agli extraprofitti delle compagnie che vendono carburante. e’ una misura di buon senso”. secondo LAURETI, “le associazioni degli agricoltori in particolare segnalano problemi gravi per l’export di prodotti freschi, in particolare verso il medio oriente. la condizione dello stretto di hormuz si traduce nel blocco di navi cariche di frutta, soprattutto mele, e provocando disdette di ordini. un danno rilevante per un comparto in cui l’italia e’ tra i principali produttori ed esportatori mondiali. serve quindi una risposta coordinata a livello nazionale ed europeo: misure per contenere i costi energetici, strumenti di sostegno alle imprese agricole e un’attenta azione diplomatica e commerciale per evitare che tensioni geopolitiche ricadano ancora una volta sulle filiere agroalimentari”.
IRAN: ASSOSEMENTI, PREZZO GASOLIO AGRICOLO +45%
SERVONO MISURE URGENTI PER VIVAI ORTICOLI
“il repentino aumento del prezzo del gasolio agricolo, salito negli ultimi giorni fino al +45% a causa della guerra in medio oriente, sta mettendo in forte difficolta’ le aziende vivaistiche orticole italiane. a lanciare l’allarme e’ assosementi, che segnala un rapido incremento dei costi di produzione proprio nel momento cruciale della stagione produttiva e chiede l’attivazione di interventi straordinari a sostegno di un comparto fondamentale della filiera orticola nazionale”. lo rende noto un comunicato stampa dell’associazione. “per il settore vivaistico italiano, che produce in serra giovani piante da orto, il gasolio rappresenta la principale fonte energetica per il riscaldamento degli impianti – ha dichiarato pietro CAGGIANO, presidente della sezione vivai di assosementi -. il rincaro improvviso del carburante si traduce quindi in un immediato aumento dei costi di produzione, stimato tra l’8% e il 10%, proprio in una fase della stagione in cui il fabbisogno energetico e’ particolarmente elevato”. “la crisi energetica – prosegue il comunicato – arriva infatti in un momento delicato del calendario produttivo. la fine dell’inverno coincide con la fase in cui si concentrano le semine delle piantine destinate alle consegne primaverili, periodo in cui il riscaldamento delle serre e’ fondamentale per garantire il corretto sviluppo delle piante nelle fasi successive alla germinazione, soprattutto durante le ore notturne quando le temperature restano ancora basse. particolarmente coinvolto e’ il comparto del pomodoro da industria, dove in queste settimane si registra il picco delle attivita’ nei vivai orticoli impegnati nella preparazione delle piantine per le consegne previste nel mese di aprile”. “i nostri vivai stanno lavorando per garantire le forniture necessarie all’avvio della filiera del pomodoro da industria nazionale, che vale circa 5 miliardi di euro – ha aggiunto CAGGIANO -. le aziende vivaistiche hanno il compito di trasformare il seme in pianta pronta per i trapianti programmati dalle organizzazioni dei produttori, svolgendo quindi un ruolo fondamentale per l’intera filiera”. “le produzioni del nord italia – continua il comunicato -contribuiscono per oltre il 50% alla produzione nazionale e proprio in queste aree si concentra una parte significativa dei vivai orticoli. le aziende stanno pero’ affrontando una situazione particolarmente complessa anche perche’ i prezzi delle piantine sono stati definiti in fase di pre-campagna, quando l’attuale scenario energetico era ancora imprevedibile. a pesare ulteriormente sui bilanci delle imprese potrebbe essere anche il previsto aumento dei costi di trasporto, legato ai rincari del carburante per la logistica su gomma”. “in questa fase restano attive le procedure ordinarie, ma e’ necessario valutare interventi straordinari di sostegno ai produttori vivaisti, che rappresentano un passaggio indispensabile per garantire la continuita’ e la competitivita’ della filiera orticola nazionale”, ha concluso CAGGIANO.
IRAN: VACCARI (PD), GOVERNO INTERVENGA SU CARO
PETROLIO CHE TORNA A COLPIRE LA PESCA
“dal medio oriente ai porti italiani, il caro gasolio torna a colpire la pesca. sui mercati portuali aumenti fino al 60% e prezzi che in diversi porti potrebbero superare 1 euro al litro. un cosi forte aumento del prezzo del gasolio nei porti italiani rappresenta un nuovo e gravissimo colpo per il settore della pesca, gia’ provato da anni di difficolta’ strutturali. un rincaro che rischia di rendere economicamente insostenibile l’uscita in mare per molte imprese”. lo afferma stefano VACCARI, deputato dem della commissione agricoltura e segretario di presidenza della camera, che cosi’ prosegue: “in emilia-romagna la situazione e’ particolarmente preoccupante. le marinerie dell’adriatico, da goro a cattolica, passando per porto garibaldi, ravenna, cesenatico e rimini, sono un presidio economico e sociale fondamentale per le comunita’ costiere. migliaia di lavoratori e famiglie dipendono direttamente o indirettamente da questo comparto, che rappresenta anche una componente essenziale della filiera agroalimentare italiana. il nuovo aumento del costo del carburante rischia di aggravare una crisi gia’ pesante, segnata negli ultimi anni dal caro energia, dalle difficolta’ del mercato e dai ritardi nei ristori legati al fermo pesca. molte imprese oggi si trovano nella condizione paradossale di dover scegliere se uscire in mare lavorando in perdita o fermare l’attivita’. maggiori rischi per i modelli peschereccio/azienda/famiglia. per queste ragioni chiediamo al governo, di intervenire con urgenza. e’ necessario ripristinare strumenti di sostegno immediati, a partire dal credito d’imposta sul carburante per le imprese della pesca, gia’ adottato in passato in situazioni analoghe, e accelerare il pagamento dei ristori ancora pendenti. altra possibile strada potrebbe essere quella di valutare anche l’utilizzo delle risorse del fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (feampa), che consentono interventi mirati senza gravare ulteriormente sui plafond de minimis delle imprese. la pesca non puo’ essere lasciata sola. parliamo di un settore strategico per l’economia del paese, per la sicurezza alimentare e per la tutela delle nostre comunita’ costiere. servono risposte rapide e concrete prima che questa nuova impennata dei costi metta definitivamente in ginocchio molte imprese”.
IRAN: FINI (CIA), AGRICOLTURA NELLA MORSA DEI RINCARI DEL GASOLIO
E DI SPECULAZIONI SERVE INTERVENTO GOVERNO NAZIONALE E UE
“un cortocircuito inaccettabile che stringe l’agricoltura italiana in una triplice morsa: costi di produzione in esplosione a causa degli eventi bellici e delle speculazioni energetiche, mercati globali sulle montagne russe e pratiche commerciali sleali che deprimono il valore riconosciuto nei campi”. lancia l’allarme con un comunicato stampa la cia-agricoltori italiani, in una giornata che ha visto anche riunita a roma la task force governativa di mister prezzi. “i rincari ingiustificati dei carburanti denunciati in queste ore, con il gasolio ai massimi da due anni a fronte di anomalie sulle quotazioni internazionali, colpiscono al cuore le nostre aziende. all’avvio delle lavorazioni primaverili, le imprese del comparto stanno facendo i conti con rincari inaccettabili del 30-35% sul gasolio agricolo – dichiara il presidente nazionale di cia, cristiano FINI -. apprezziamo il faro acceso dal mimit e da mister prezzi, ma chiediamo che l’allerta anti-speculazione tuteli anche le forniture all’ingrosso per il settore primario. non possiamo assorbire questo ennesimo shock energetico mentre il resto della filiera ci taglia i margini di guadagno”. “a confermare l’allarme sui rincari di energia e fertilizzanti – prosegue il comunicato – e’ arrivata questa mattina anche la fao, in concomitanza con la diffusione del nuovo indice sui prezzi alimentari. il dato di febbraio certifica l’interruzione di 5 mesi di cali, con un rimbalzo globale dello 0,9% trainato da fiammate speculative su cereali e carne, ma le quotazioni restano comunque ampiamente al di sotto dei livelli di due anni fa (e i prossimi dati non lasciano presagire nessun miglioramento)”. “non possiamo vivere in balia della finanza internazionale senza vere reti di sicurezza europee a tutela del reddito – continua FINI -. i dati diffusi oggi dall’onu evidenziano un paradosso drammatico e confermano le nostre denunce: la fao stessa stima un calo del 3% della produzione mondiale di grano nel 2026 proprio perche’, in particolare nell’unione europea, i prezzi all’origine sono cosi’ bassi da scoraggiare le semine. e’ la prova inconfutabile che il sistema e’ malato e che gli agricoltori sono costretti a lavorare in perdita”. cia torna a ribadire che “e’ urgente intervenire sia in ambito nazionale, con il dl bollette che e’ un’opportunita’ da cogliere, sia a livello ue, con politiche e strumenti per salvaguardare e sostenere i settori piu’ esposti”.
IRAN: PARRINO (LEGACOOP AGROALIMENTARE), NECESSARIO MONITORAGGIO
ATTENTO PER EVITARE NUOVE PRESSIONI SUI PREZZI ALIMENTARI
“le tensioni geopolitiche internazionali e i possibili effetti sui mercati energetici e sulla logistica globale impongono un monitoraggio attento per evitare nuove pressioni sui prezzi alimentari. e’ quanto emerso nel corso della riunione della commissione allerta prezzi al ministero delle imprese e del made in italy, alla quale ha partecipato il vicepresidente vicario di legacoop agroalimentare e presidente di legacoop sicilia, filippo PARRINO”. lo rende noto un comunicato di legacoop agroalimentare che cosi’ prosegue: “dai dati presentati nel corso dell’incontro emerge che l’inflazione generale si attesta all’1,6%, mentre il cosiddetto ‘carrello della spesa’ registra un aumento del 2,2% su base annua, confermando una dinamica che vede i beni di prima necessita’ crescere piu’ rapidamente rispetto all’indice generale dei prezzi. nel confronto tra i comparti alimentari si segnalano tensioni in particolare nelle filiere delle carni, con la carne bovina che registra incrementi significativi e nel comparto delle uova. nei mercati ortofrutticoli, invece, incidono gli effetti delle condizioni climatiche avverse su alcuni prodotti stagionali. permangono inoltre criticita’ legate ai costi energetici e ai fertilizzanti, con aumenti gia’ rilevati nelle quotazioni dell’urea, elemento chiave per la produzione agricola”. “la crisi internazionale – ha dichiarato PARIRNO – potrebbe produrre effetti rilevanti sulle filiere agroalimentari attraverso tre principali canali: energia, fertilizzanti e logistica internazionale. il blocco o il rallentamento delle rotte commerciali nello stretto di hormuz e nel canale di suez rischia di incidere sui costi di trasporto e sull’export agroalimentare, con possibili ripercussioni sui mercati”. “nel corso della riunione – continua il comunicato – e’ stato inoltre segnalato il rischio di fenomeni speculativi legati alle aspettative sui mercati energetici con ripercussioni per i settori agroalimentare e della pesca. per questo motivo e’ stata ribadita l’importanza di un monitoraggio costante dei prezzi lungo tutta la filiera”. “in questa fase – ha aggiunto PARRINO – la priorita’ e’ vigilare e monitorare con attenzione l’evoluzione dei costi, evitando che tensioni internazionali si traducano in aumenti ingiustificati per imprese e consumatori. legacoop ha gia’ attivato un sistema di allerta tra le cooperative associate per segnalare tempestivamente eventuali incrementi dei costi di produzione”. “la commissione – riprende il comunicato – ha confermato che le riunioni proseguiranno con cadenza settimanale, con l’obiettivo di seguire l’evoluzione dello scenario e valutare eventuali misure di intervento”. “il lavoro di monitoraggio – conclude PARRINO – e’ fondamentale per garantire trasparenza nei mercati e tutelare sia le imprese della filiera agroalimentare sia il potere d’acquisto dei cittadini”.
IRAN: DREI, (FEDAGRIPESCA), NECESSARIO INTERVENTO
GOVERNO SU ACCISE ENERGIA PER COMPENSARE I RIALZI
“un intervento del governo sulle accise dell’energia per compensare i rialzi di quest’ultima settimana, poiche’ e’ assolutamente impossibile per le aziende agroalimentari riuscire a scaricare completamente o anche solo in parte su distributori e consumatori finali l’aumento dei costi di produzione. e’ questa la richiesta avanzata dal presidente di fedagripesca confcooperative raffaele DREI che ha partecipato alla riunione della commissione di allerta rapida convocata oggi dal ministero delle imprese”. lo rende noto un comunicato stampa di confcooperative. “c’e’ grande preoccupazione tra le nostre strutture cooperative di trasformazione – ha spiegato DREI – per il costo del gas gia’ raddoppiato e per l’incremento del costo dell’energia elettrica. le quotazioni risultano in crescita e le previsioni per le forniture delle prossime settimane indicano un ulteriore possibile surriscaldamento dei prezzi. non potendo intervenire sul costo della materia prima, il governo potrebbe a nostro avviso attivarsi da subito con una misura di salvaguardia temporanea, magari per un mese o alcune settimane, per ridurre o bloccare le accise cosi’ da far compensare anche solo parzialmente ingenti aumenti del costo energetico per le aziende”. “si spera che il conflitto duri davvero poco e non vada oltre le due settimane”, ha argomentato il presidente, che ha posto l’attenzione nel corso del suo intervento anche “sulle difficolta’ relativa alla logistica, con il blocco di diversi container gia’ imbarcati o in transito che trasportano produzioni di ortofrutta fresca, mele e kiwi, nonche’ sui possibili aumenti dei prezzi delle commodities cerealicole, legati al rialzo dei noli e dei premi assicurativi sulle importazioni che sono schizzati in pochi giorni fino a un costo di 2 milioni per una nave”. “a preoccupare infine la federazione agricola di confcooperative – continua il comunicato – c’e’ l’aumento del costo del credito alle aziende che operano nei paesi dell’area coinvolta dal conflitto, a cui si aggiungono le incognite sulla solvibilita’ dei clienti presenti nei mercati interessati dal conflitto”. “l’auspicio per le nostre produzioni made in italy di conquistare nuovi sbocchi di mercato nei paesi emergenti – ha concluso DREI – rischia ora di tramontare poiche’ l’area del medio oriente e’ ormai preclusa e piu’ in generale le condizioni di instabilita’ pesano come un macigno sull’operativita’ delle nostre aziende”.
IRAN: COLDIRETTI SCRIVE AL GOVERNO, E’ URGENTE UN
INCONTRO SU AUMENTO GASOLIO E COSTI ENERGETICI
“coldiretti ha inviato una lettera al governo per chiedere un incontro urgente alla luce della forte preoccupazione per l’improvvisa impennata del prezzo del gasolio e dei costi energetici determinata dalla drammatica situazione geopolitica internazionale. una dinamica che sta colpendo direttamente il mondo agricolo e rischia di mettere in seria difficolta’ le imprese del settore primario. allo stesso tempo vanno fermate le speculazioni a danno di imprese e famiglie”. lo rende noto un comunicato della coldiretti che cosi’ prosegue: “nella lettera, firmata dal presidente ettore PRANDINI, coldiretti sottolinea come l’aumento dei costi dell’energia e del gasolio agricolo stia gia’ incidendo pesantemente sui costi di produzione delle aziende, aggravando una situazione resa ancora piu’ complessa dalle tensioni internazionali e dall’incertezza sui mercati delle materie prime. coldiretti ricorda come le navi che attraversano lo stretto di hormuz trasportano circa un quinto delle riserve mondiali di petrolio, pari a circa 20 milioni di barili al giorno, rendendo questo passaggio uno dei principali punti critici per la sicurezza energetica globale. dallo stretto passano anche le importazioni italiane di petrolio e derivati provenienti dai paesi del golfo, che rappresentano quasi un quinto delle forniture complessive del nostro paese. l’aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti rischia quindi di avere effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare. secondo un’analisi coldiretti su dati istat, cibo e bevande rappresentano il primo gruppo merceologico del trasporto su strada in italia, pari al 14% delle tonnellate trasportate e al 18% del totale in tonnellate-chilometro, con l’88% dei prodotti alimentari che viaggia su gomma. per le aziende agricole la situazione e’ particolarmente delicata: consumi energetici e concimi rappresentano oggi in media il 25% dei consumi intermedi di un’azienda agricola, con il rischio che nuovi aumenti possano compromettere la sostenibilita’ economica delle produzioni”.
IRAN: GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA), RINCARI ESAGERATI DI GASOLIO
ED ENERGIA, IMPRESE AGRICOLE IN FORTE DIFFICOLTA’
“i primi segnali di aumento dei costi energetici dall’apertura del conflitto in medio oriente sono gia’ palesi e potranno avere conseguenze in termini inflattivi sui consumi. sul portafoglio delle famiglie i carburanti incidono per il 4%, l’energia per il 9,8%. il carrello della spesa per il 20%. nel settore primario, gia’ oggi si registra una situazione di instabilita’ che, per vari motivi, sta interessando diversi comparti e che ora si somma a significativi incrementi di prezzo per fertilizzanti (urea) e carburanti, aumentati rapidissimamente negli ultimi giorni”. lo rende noto un comunicato stampa di confagricoltura. “siamo preoccupati – commenta il presidente massimiliano GIANSANTI – per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonche’ dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30% anche in seguito alle decisioni europee antecedenti il conflitto in medio oriente. questo accade, tra l’altro, in una fase in cui si sta avviando la campagna di produzione”. “un aggravarsi della guerra – prosegue il comunicato – provocherebbe ulteriori aumenti delle quotazioni del petrolio, con effetti indiretti sui costi energetici e logistici e, conseguentemente, sui prezzi dei fertilizzanti. i rincari, nonostante gli sforzi da parte delle imprese, potrebbero avere effetti sul quadro dei prezzi portando a un’inflazione da costi, come accaduto qualche anno fa. le aziende agricole – evidenzia la confederazione – sono il primo anello della filiera e potrebbero non essere in grado di trasferire a valle i maggiori oneri. anche relativamente a questo aspetto e’ importante l’analisi per verificare il rischio che le imprese agricole possano subire un calo di redditivita’ e di competitivita’. va ricordato, peraltro, che la legislazione nazionale prevede che la fissazione dei prezzi dei prodotti agricoli ceduti debba tenere conto dell’evoluzione dei costi. confagricoltura invita quindi a monitorare costantemente la situazione, ma anche ad individuare eventuali interventi per riequilibrare le quotazioni di benzina e gasolio dopo la scelta dell’unificazione dei tassi di accisa. non ultimo, a rivalutare il provvedimento del cosiddetto ‘dl bollette’, che e’ stato concepito in un contesto del tutto diverso da quello attuale, con perturbazioni notevoli del prezzo dei beni energetici”.
IRAN: BATTISTA (COPAGRI), PER AGRICOLTURA SITUAZIONE ALLARMANTE;
GOVERNO SI ATTIVI CON URGENZA SU CARBURANTI ED ENERGIA
un comunicato stampa rende noto che: “‘vista la situazione critica e allarmante riguardo il prezzo del carburante agricolo che continua ad aumentare di decine di centesimi al giorno e’ evidente che i costi per le aziende agricole stanno diventando insostenibili’. cosi’ il presidente della copagri tommaso BATTISTA rispetto ai delicati sviluppi del contesto internazionale. ‘come copagri riteniamo urgente che il governo si attivi con urgenza e attui misure volte alla stabilizzazione del prezzo del gasolio agricolo e dell’energia integrando misure di salvaguardia e di ristorno per gli agricoltori’, aggiunge BATTISTA.”.
GASOLIO: FEDAGRIPESCA, CON GUERRA MEDIO ORIENTE, PREZZI FINO A +42%
NEI PORTI. + 60% COSTI PER PESCHERECCI. MEDIA VICINO A 1EURO/LITRO
un comunicato stampa di fedagripesca confcooperative fa sapere che: “il nuovo aumento del prezzo del gasolio dopo l’escalation della guerra in medio oriente fa scattare l’allarme per la pesca professionale italiana. secondo le rilevazioni raccolte da confcooperative fedagripesca nelle principali marinerie, il costo del carburante per i pescherecci registra aumenti diffusi con una media intorno al 30%, con picchi ancora piu’ elevati in alcuni porti. l’incremento piu’ forte si registra a caorle, dove il prezzo del gasolio e’ salito del 42%, mentre il costo piu’ alto in assoluto si registra a lampedusa, dove ha raggiunto 1,33 euro al litro, pur partendo gia’ da una base piu’ elevata rispetto ad altri scali. nel complesso, il prezzo medio del carburante per la flotta peschereccia si avvicina ormai a 1 euro al litro, attestandosi intorno a 0,94 euro. una dinamica che rischia di colpire duramente i bilanci delle imprese ittiche. secondo confcooperative fedagripesca, il carburante rappresenta infatti una delle principali voci di spesa della pesca, arrivando a incidere mediamente per circa il 40% dei costi di gestione dei pescherecci e superando in alcune situazioni anche il 60%. “la pesca e’ un’attivita’ fortemente energivora e ogni aumento del gasolio si scarica immediatamente sui costi delle imprese – sottolinea paolo TIOZZO, vicepresidente confcooperative fedagripesca -. con questi livelli di prezzo molte uscite in mare rischiano di diventare antieconomiche, con effetti diretti sulla sostenibilita’ delle imprese e sul reddito degli equipaggi’.per l’organizzazione e’ quindi necessario monitorare attentamente l’evoluzione dei prezzi energetici e valutare eventuali misure di sostegno per il settore, gia’ alle prese con costi crescenti e con una progressiva riduzione degli spazi di pesca. ‘se la tensione internazionale dovesse prolungarsi – conclude TIOZZO – il rischio concreto e’ quello di una nuova crisi per le marinerie italiane, con pescherecci costretti a ridurre le uscite e ripercussioni sull’intera filiera ittica’”.
GASOLIO: COLDIRETTI PESCA, CON GUERRA IN IRAN PREZZO
ALLE STELLE, SERVONO MISURE ANTI SPECULAZIONE
“il prezzo del gasolio per la pesca e’ salito alle stelle nel giro di pochi giorni, con un balzo troppo netto per essere direttamente collegato alla guerra in iran e alle tensioni nello stretto di hormuz, con il rischio di spingere i pescherecci a restare nei porti”. lo denuncia in un comunicato la coldiretti pesca, dopo che le quotazioni sono aumentate fino al 60% costringendo le flotte marinare lungo la penisola a navigare in perdita o a tagliare le uscite e favorendo le importazioni di pesce straniero. “il timore – prosegue il comunicato – e’ che dietro aumenti record cosi’ immediati ci possano essere delle manovre speculative, contro le quali e’ necessario un intervento delle istituzioni per evitare un vero e proprio collasso delle attivita’ di pesca. fino a oltre la meta’ dei costi che le aziende ittiche devono sostenere e’ rappresentata proprio dal carburante. con le quotazioni attuali la maggior parte delle imprese – spiega coldiretti pesca – non riesce a coprire nemmeno i costi energetici oltre alle altre voci che gli armatori devono sostenere per la normale attivita’. senza adeguate ed urgenti misure per calmierare il costo del carburante le imbarcazioni saranno dunque costrette a pescare in perdita se non addirittura a restare in banchina con gravi ripercussioni sulla filiera e sull’occupazione per un settore che – ricorda coldiretti pesca – conta complessivamente 12mila imprese e 28mila lavoratori, con un vasto indotto collegato”.
GASOLIO: UNCAI, L’ALLARME DEI TREBBIATORI DI CUNEO
PER LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE
“l’escalation delle tensioni internazionali e il blocco strategico dello stretto di hormuz stanno scuotendo i mercati energetici mondiali, proiettando un’ombra sulle campagne della granda e di tutta italia”. lo rende noto un comunicato di uncai, che cosi’ prosegue: “l’unione trebbiatori cuneo (aderente a uncai) esprime profonda preoccupazione per l’immediato rincaro del gasolio agricolo: una fiammata che rischia di incenerire i gia’ fragili margini delle imprese agromeccaniche. il presidente dell’unione di cuneo, massimo SILVESTRO, richiama con forza la memoria ai recenti shock energetici: ‘non possiamo permettere che la storia si ripeta. durante la crisi post-pandemica e lo scoppio del conflitto in ucraina, il prezzo del gasolio agricolo subi’ impennate drammatiche, passando da 0,70 €/l a picchi superiori a 1,20 €/l (+70%). in quel frangente, i contoterzisti agirono con estrema responsabilita’, assorbendo i rincari per non dare il colpo di grazia alle aziende agricole. ma ricevemmo in cambio un’ingiustizia: il credito d’imposta del 20% varato dal governo escluse gli agromeccanici per ben nove mesi. un’assurdita’ sanata solo grazie al pressing di uncai. oggi chiediamo che lo stato non soffra di nuove amnesie’. per un contoterzista, il gasolio e’ la linfa vitale: rappresenta oggi il 30-35% dei costi totali di produzione, con picchi del 45% per le lavorazioni pesanti. con le rotte verso est compromesse e lo stretto di hormuz sotto scacco, anche l’approvvigionamento di fattori produttivi e’ al collasso. negli ultimi quattro anni i prezzi si sono stabilizzati su livelli insostenibili: +49% per i concimi, +66% per l’energia, +40% per l’acquisto di trattrici di alta potenza, mietitrebbie e attrezzature e +22% per la manutenzione dei mezzi. ‘l’aumento dei prezzi e’ gia’ realta’ – prosegue SILVESTRO – e sta compromettendo la sostenibilita’ delle nostre imprese. siamo noi a garantire l’innovazione digitale in campo e il presidio del territorio contro le emergenze climatiche. se si ferma il contoterzista, si ferma l’agricoltura moderna e razionale. oggi un giovane che vuole acquistare una mietitrebbia deve investire il 40% in piu’ rispetto a soli quattro anni fa. se ogni volta che accende il motore il 35% dei suoi incassi finisce bruciato nel serbatoio, capite bene che non parliamo di profitto, ma di pura sopravvivenza’. l’unione trebbiatori cuneo, di concerto con uncai, lancia un appello preciso al ministro delle imprese e del made in italy, adolfo URSO, in vista delle prossime riunioni della commissione di allerta rapida: il ripristino immediato del credito d’imposta per l’acquisto di carburante agricolo all’interno del dl bollette in fase di conversione: l’inclusione esplicita delle imprese agromeccaniche (codice ateco 01.61.99) fin dal primo giorno, riconoscendo il loro ruolo di principali utilizzatori di mezzi energivori per la collettivita’. in un mondo segnato dai conflitti, il settore agromeccanico rivendica il proprio ruolo sociale. qualsiasi interruzione nelle forniture di gas e petrolio si traduce in un aumento del ‘carrello della spesa’ per i cittadini. ‘l’agricoltura e’ pace – conclude massimo SILVESTRO – perche’ produrre cibo significa stabilita’. ma non ci puo’ essere pace se le imprese che lavorano la terra sono lasciate sole. servono misure straordinarie per proteggere la produttivita’ e la dignita’ del lavoro nei campi’.”.
IRAN: COLDIRETTI, RISCHIO SHOCK ENERGETICO
PER L’AGROALIMENTARE MADE IN ITALY
“la guerra in iran rischia di causare un nuovo shock energetico per l’agroalimentare e per le famiglie italiane con un impatto pesante sui costi di produzione e sui consumi. e’ l’allarme lanciato dalla coldiretti in occasione della mobilitazione con 5mila soci agricoltori al palapartenope di napoli, assieme al presidente ettore PRANDINI, al segretario generale vincenzo GESMUNDO e al presidente di coldiretti campania, ettore BELLELLI, oltre al ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste francesco LOLLOBRIGIDA (qui video punto stampa https://youtu.be/ffKz6J7DCHU)”. lo rende noto un comunicato della coldiretti, che cosi’ prosegue: “l’incontro segue le precedenti mobilitazioni in tutta italia che ad oggi hanno toccato piemonte, puglia, lombardia, lazio, emilia romagna e veneto con oltre 25mila soci agricoltori coinvolti sui grandi temi che riguardano l’agricoltura in italia e nel resto del mondo. dai costi energetici a quelli per i fertilizzanti, il conflitto tra usa, israele e iran minaccia di replicare quanto accaduto con la guerra in ucraina, con il balzo alle stelle dei prezzi dei principali fattori di produzione, che dopo quattro anni restano sensibilmente piu’ alti, dal +49% dei fertilizzanti al +66% per l’energia. da qui l’importanza di sostenere la produzione alimentare europea, assicurando che le risorse vadano agli agricoltori veri e consolidando i risultati ottenuti con le mobilitazioni di coldiretti che hanno consentito, grazie anche all’impegno del governo italiano, di recuperare 10 miliardi della pac rispetto ai tagli proposti dalla commissione ue. la difficile congiuntura internazionale rischia, infatti, di pesare sulle imprese gia’ colpite dalla concorrenza sleale delle importazioni selvagge dall’estero, con prodotti di bassa qualita’ coltivati con sostanze vietate in europa che arrivano a tonnellate nei porti italiani, a partire proprio da quello di napoli, per essere italianizzate grazie a lavorazioni anche minime, sfruttando l’attuale normativa comunitaria. al palapartenope, coldiretti ha mostrato come petti di pollo, magari provenienti dal sudamerica, vengano semplicemente panati oppure trasformati in crocchette ed esportati come made in italy. cosce di maiale olandesi o danesi che vengono salate e stagionati per essere esportate come prosciutti tricolori. ortofrutta trasformata, come sottolio (es. carciofini egiziani) o succhi di frutta: anche per loro vale la regola dell’ultima trasformazione sostanziale e possono essere venduti sui mercati europei come prodotto italiano. ma l’inganno del codice doganale vale anche per altri prodotti per i quali in italia c’e’ l’obbligo dell’etichetta d’origine ma non in europa, come la mozzarella che puo’ essere fatta con latte tedesco o polacco, o addirittura con cagliata ucraina, e poi venduta sui mercati comunitari come made in italy, cosi’ come sughi preparati a partire da concentrato di pomodoro cinese, o la pasta fatta col grano canadese al glifosato. uno scandalo che esercita una pressione al ribasso sui prezzi pagati nei campi e danneggia l’immagine del made in italy nel mondo. a napoli coldiretti ha ribadito dunque la necessita’ di cancellare l’attuale norma sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che pesa sull’economia delle imprese agricole italiane in termini di redditi e opportunita’ di export e rappresenta un inganno per tutti i cittadini consumatori europei. ma occorre anche l’obbligo dell’etichettatura di origine su tutti i prodotti alimentari venduti in europa”.
IRAN: CONFAGRICOLTURA, LA GUERRA BLOCCA IL COMMERCIO
DI PRODOTTI AGRICOLI. ORTOFRUTTA ITALIANA IN ALLARME
“il conflitto in iran ha effetti anche sugli scambi commerciali di prodotti agricoli, in particolare del fresco. la chiusura dello stretto di hormuz sta infatti creando tensioni su piu’ fronti: non solo l’aumento dei costi dell’energia e del petrolio, ma anche lo stop alle consegne in programmazione preoccupa gli imprenditori agricoli che esportano in quelle zone”, informa un comunicato di confagricoltura. “ci sono grossi problemi per la frutta, in particolare per quanto riguarda le mele. ci sono navi cariche di prodotto che sono ferme e non possono arrivare a destinazione. inoltre, sono gia’ arrivate moltissime disdette di ordini per le prossime settimane”, ha spiegato il presidente della federazione nazionale di prodotto frutticoltura di confagricoltura, michele PONSO. “con 2,3 milioni di tonnellate, l’italia e’ il secondo produttore europeo di mele, dopo la polonia, e il secondo paese al mondo per export, subito dopo la cina, con 945mila tonnellate vendute, pari al 12,2% del totale mondiale. l’arabia saudita rappresenta il terzo mercato di sbocco, con un valore di circa 70 milioni di euro, dopo la germania e la spagna. l’intero medio oriente vale oltre 151 milioni”, prosegue il comunicato. “si tratta quindi di una piazza importante, tanto piu’ in un momento delicato per la campagna delle mele, in cui quasi la meta’ del nostro prodotto raccolto deve ancora essere venduta”, ha aggiunto PONSO. “problemi seri anche per il comparto della quarta gamma, che raggiunge quei mercati tramite voli aerei. gli ordini verso dubai (emirati arabi uniti) sono stati annullati, in quanto non ci sono aerei disponibili. nel frattempo, i costi energetici sono gia’ in forte rialzo, con ripercussioni evidenti sulle spese di gestione delle imprese agricole”, conclude confagricoltura.
IRAN: CIA, AGROALIMENTARE A RISCHIO SUBITO FRENO A
CRISI ENERGETICA SERVE CAMBIO PASSO DL BOLLETTE
“l’ennesima emergenza geopolitica, con la guerra in iran e la chiusura dello stretto di hormuz, non puo’ trascinare il paese nel vortice di una nuova crisi energetica e dei prezzi, per una dipendenza da materie prime strategiche che va urgentemente affrontata sia a livello europeo che italiano, a tutela di famiglie e imprese, della tenuta del comparto agricolo e della sicurezza alimentare globale. il governo, dunque, riveda subito le sue scelte politiche e cambi passo, a partire dal dl bollette”. lo afferma in un comunicato il presidente nazionale di cia-agricoltori italiani, cristiano FINI, esprimendo preoccupazione per l’escalation di fuoco in medio oriente e la stabilita’ mondiale a repentaglio. “ancora una volta – prosegue il comunicato – gli eventi mostrano la vulnerabilita’ italiana rispetto all’approvvigionamento di gas e petrolio e la necessita’ di mettere concretamente in piedi un modello alternativo che il dl bollette sta di fatto disincentivando, a cominciare dal taglio degli aiuti alle imprese agricole produttrici di biogas”. “attenzione – aggiunge FINI -, il provvedimento e’ attualmente in parlamento per la sua conversione in legge e si puo’ invertire la rotta a sostegno dei costi energetici agricoli e della transizione green nazionale. il dl bollette puo’ essere davvero di visione di fronte ad un cotesto incerto e che negli ultimi giorni si e’ ulteriormente e drammaticamente aggravato. servono misure straordinarie e immediate contro il caro-bollette e a salvaguardia della produttivita’ agricola, di nuovo tragicamente centrale, con i costi energetici (a partire dal gasolio agricolo) che sono tornati inesorabilmente a salire, mettendo ulteriormente a rischio la sostenibilita’ economica delle imprese. eppure – aggiunge FINI – il comparto primario resta l’arma di ricatto nei conflitti e non la risorsa vitale per l’umanita’ intera e per questo da preservare”. “per lo stesso motivo – continua il comunicato – il governo deve sollecitare l’europa per un intervento rapido sulla disponibilita’ di fertilizzati, che in buona parte transitano da hormuz, ribadendo un vincolo pericoloso con quelle aree di guerra, come da russia e bielorussia. vista la situazione, poi, bisogna spingere per piani strategici di stoccaggio e pretendere la sospensione immediata del cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere applicata sui fertilizzanti, una mannaia sui rincari alle porte. l’italia non molli neanche sul fronte dazi statunitensi. l’ultima follia di TRUMP con tariffe globali al 10% e’ bastata a creare altra incertezza alla dogana per migliaia di aziende agroalimentari che esportano negli stati uniti un patrimonio da 8 miliardi di euro. aziende gia’ colpite dalle perdite che, a partire dalla seconda parte dello scorso anno, hanno totalizzato circa 400 milioni di euro in meno sul 2024. i nuovi dazi, infatti, contromossa alla bocciatura della corte suprema delle sue tariffe di agosto al 15%, andando a sommarsi alle aliquote di base stabilite dal wto secondo il principio mfn (nazione piu’ favorita) e con variazioni prodotto per prodotto, potrebbero rivelarsi un’ulteriore batosta o, nei casi piu’ ottimistici, una parziale riduzione delle forti perdite accumulate nei mesi post accordo di agosto tra stati uniti ed unione europea. il vino potrebbe recuperare qualcosa dell’attuale perdita competitiva e insieme a pasta, olio e aceto con un ‘dazio misto’ scendere sotto il 15% (valore superiore rispetto al periodo ‘pre-trump’), mentre si prefigura un duro colpo per i formaggi con un rincaro esplosivo fino al 25% del valore del prodotto. anche le conserve e i pelati ne uscirebbero molto penalizzate, superando la soglia del 21% di tariffa totale. senza dimenticare l’effetto deprezzamento valore del dollaro”. “va chiarito che l’alternativa assoluta non puo’ essere esplorare altri mercati – commenta FINI – perche’ quello statunitense non e’ sostituibile per vini, formaggi e salumi italiani. bene ha fatto il parlamento ue a bloccare il voto sull’accordo di quote agevolate per l’import di prodotti statunitensi. dalla commissione – conclude – l’italia deve, invece, pretendere di piu'”.
IRAN: MARETTI (LEGACOOP AGROALIMENTARE), EXPORT A RISCHIO E COSTI ALLE STELLE. ITALIA PIANIFICHI RISERVE ALIMENTARI STRATEGICHE
“la nuova guerra nel golfo scatenata da stati uniti ed israele contro l’iran torna a scuotere le fondamenta del sistema agroalimentare italiano, proietta ombre pesanti su comparti chiave del nostro export e riaccende il dossier della sicurezza alimentare nazionale. l’allarme arriva direttamente da cristian MARETTI, presidente di legacoop agroalimentare, che fotografa una situazione di estrema fragilita’ per le filiere nazionali, gia’ provate da anni di instabilita’ globale. il conflitto non e’ solo una crisi geopolitica, ma un moltiplicatore di costi che colpisce direttamente il carrello della spesa e la competitivita’ delle imprese italiane. in primo piano, il ritorno dell’impennata dei costi energetici e, soprattutto, il caos logistico”. lo rende noto un comunicato stampa di legacoop agroalimentare. “siamo di fronte a un nuovo scenario di guerra che gia’ drena risorse alle nostre cooperative – dichiara MARETTI -. l’incremento dei costi energetici e di alcuni fattori di produzione quali i concimi sono una tassa occulta sulla produzione, ma e’ sul fronte dei trasporti che la situazione sta diventando critica. prodotti simbolo del nostro export, come kiwi e mele, che stavamo spedendo con successo verso i mercati orientali, oggi non possono piu’ raggiungere tali mercati oppure subiscono rallentamenti non sopportabili a lungo termine per la natura dei prodotti, facilmente deperibili, oltre a rincari insostenibili dei costi delle tratte marittime. raggiungere certi mercati e’ diventata un’impresa non solo logistica, ma anche economica”. c’e’ da dire che “occorre evidenziare il danno immediato determinato dai numerosi container gia’ imbarcati e in transito che attualmente non possono raggiungere le destinazioni nei tempi previsti con danno economico dovuto alla perdita del valore del prodotto oltre all’elevato costo della logistica – prosegue MARETTI -. questo perche’ il blocco o il rallentamento delle rotte attraverso il golfo costringe le navi a percorsi piu’ lunghi e costosi, con il rischio concreto di perdere fette di mercato faticosamente conquistate a favore di competitor geograficamente piu’ avvantaggiati”. “ma la preoccupazione di legacoop agroalimentare – continua il comunicato – va oltre la contingenza economica dell’export. MARETTI invoca una visione di sistema che l’europa e l’italia non possono piu’ rimandare: la capacita’ di garantire cibo alla popolazione anche in scenari di crisi prolungata”. “questa crisi ci ricorda, brutalmente, che la sicurezza alimentare non puo’ essere data per scontata – sottolinea MARETTI -. e’ necessario quello che definisco un ‘pensiero lungo’: non possiamo limitarci a gestire l’emergenza quotidiana. l’italia deve dotarsi di adeguate riserve strategiche alimentari. serve una pianificazione seria che metta al riparo le filiere e i consumatori dai ricatti dei mercati energetici e dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali”. secondo legacoop agroalimentare, “il concetto di sovranita’ alimentare deve tradursi in azioni concrete: stoccaggio, tutela delle produzioni interne e una logistica che non sia totalmente dipendente dai capricci dei corridoi internazionali in aree di guerra”. “il cibo e’ un asset strategico quanto il gas e l’elettricita’ – aggiunge MARETTI -. senza una strategia sulle riserve e un sostegno immediato alle imprese che esportano, rischiamo di pagare un prezzo altissimo in termini di tenuta sociale ed economica”. in chiusura, MARETTI rivolge un appello alla comunita’ internazionale affinche’ si ponga fine alle ostilita’: “oltre ai numeri e alle strategie di mercato, c’e’ un auspicio profondo che sentiamo di dover esprimere come mondo cooperativo: la speranza che si torni il prima possibile al tavolo delle trattative. e’ necessario che l’uso delle armi lasci spazio al negoziato e alla diplomazia. chiediamo uno sforzo corale affinche’ cessi il fuoco, non solo per dare stabilita’ ai mercati, ma per ristabilire quel diritto alla pace che e’ precondizione di ogni sviluppo umano e sociale”.
IRAN: SPAGNA, PREOCCUPAZIONE SETTORE AGROALIMENTARE
PER MINACCE TRUMP CONTRO EXPORT
il settore agroalimentare spagnolo sta osservando con preoccupazione la minaccia degli stati uniti di interrompere gli scambi commerciali con la spagna, che colpirebbe in particolare le esportazioni di vino e olio d’oliva. il governo spagnolo ha invitato alla calma e ha assicurato che difendera’ gli interessi di agricoltori e consumatori. ne da’ notizia l’agenzia di stampa efeagro. in tutta la spagna si sono susseguite reazioni, poche ore dopo che il presidente degli stati uniti donald TRUMP aveva minacciato di imporre un embargo commerciale al paese a causa della sua posizione sull’offensiva contro l’iran. il governo spagnolo si e’ infatti rifiutato di autorizzare l’uso delle basi aeree di moron e rota per le operazioni militari degli stati uniti contro il paese medio-orientale. a livello di esportazioni agroalimentari, olio d’oliva e vino sarebbero i settori piu’ colpiti, sebbene la situazione sia preoccupante anche per altri settori, come la carne e derivati e le olive da tavola. il presidente del governo spagnolo, pedro SANCHEZ, ha sottolineato in un discorso televisivo che il governo sta studiando scenari e possibili misure per aiutare famiglie, lavoratori, imprese e lavoratori autonomi a mitigare l’impatto economico del conflitto in iran. da siviglia, il ministro dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione, luis PLANAS, ha invitato alla calma, affermando che la spagna “fara’ tutto il possibile per difendere i propri interessi e quelli di tutti i produttori spagnoli”. e’ gia’ prevista una riunione telematica di PLANAS e del ministro dell’economia carlos CUERPO con i settori agroalimentari attivi nell’esportazione.

