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questa mattina, al senato, la presidente del consiglio giorgia MELONI ha svolto le comunicazioni sugli sviluppi della crisi in medio oriente e in vista del consiglio europeo del 19 e 20 marzo (qui testo integrale https://bit.ly/47BMzPi). nel corso del suo discorso la presidente ha sottolineato che: “stiamo dedicando la massima attenzione alle possibili ricadute economiche di questa crisi. abbiamo predisposto tutti gli strumenti di monitoraggio sull’andamento dei prezzi e il contrasto a eventuali fenomeni speculativi. sui PREZZI DELL’ENERGIA, per monitorare i quali il presidente dell’autorita’ per l’energia arera ha istituito una apposita task force, cosi’ come sui beni di consumo, sui quali il ministro URSO ha attivato quello che tutti conosciamo come ‘mr. prezzi’, cioe’ il sistema di monitoraggio che verifica se ci sono aumenti anomali e ingiustificati dei prezzi, soprattutto alle pompe di benzina e sui generi alimentari. in particolare, sui carburanti, stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette ‘ACCISE MOBILI'”, ha ricordato MELONI. la presidente del consiglio ha sottolineato che “riguardo l’attuale aumento dei prezzi dei carburanti il messaggio che voglio dare, agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese” ….. “consiglio prudenza, perche’ faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi, compreso, se necessario, recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”. “sul fronte della competitivita’ e delle politiche energetiche, come sapete l’italia ha adottato da tempo una strategia di stoccaggi e di diversificazione, legata sia ai fornitori che alle fonti, con un costante sviluppo delle rinnovabili, ma anche guardando al nucleare di nuova generazione…… inoltre – ha proseguito MELONI – ho lanciato con il cancelliere MERZ un documento bilaterale per un rilancio della competitivita’, basato su quattro priorita’ chiare: la semplificazione e il taglio della burocrazia europea, il rafforzamento del mercato unico, il rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralita’ tecnologica, e una politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e pari condizioni”. “il tema dei prezzi dell’energia – che tuttora variano significativamente da nazione a nazione europea – e’, ovviamente, emerso come fattore chiave. e, piaccia o no, in molte nazioni europee una parte rilevante del costo dell’energia e’ legato, direttamente o indirettamente, al SISTEMA EUROPEO DI TASSAZIONE DEL CARBONIO, il cosiddetto ets……perche’, com’e’ noto, gli ets sono di fatto una ‘tassa’ voluta dall’europa che dovrebbe gravare solo sulle modalita’ piu’ inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile, ma finisce per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche quelle rinnovabili, che questa ‘tassa’ non la pagano……stiamo anche chiedendo – in attesa proprio di questa necessaria revisione annunciata per la seconda meta’ di quest’anno – di sospendere urgentemente l’applicazione dell’ets alla produzione di elettricita’ da fonti termiche, cioe’ dal termoelettrico. si tratta di un provvedimento che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in medio oriente”. “al di la’ di questa misura emergenziale e urgente, chiediamo che la revisione di ets corregga strutturalmente l’effetto inflattivo legato all’applicazione congiunta delle regole europee di fissazione del prezzo dell’energia elettrica e dell’ets…..(che) dovrebbe colpire solo chi inquina, e non la produzione tramite rinnovabili. non pagare l’ets sulle rinnovabili e’, peraltro, proprio l’obiettivo che si e’ posto il consiglio dei ministri, approvando lo scorso 18 febbraio il cosiddetto decreto bollette. la nostra aspettativa e’ che l’unione europea ci consenta di correggere rapidamente, e in maniera strutturale, questo meccanismo controproducente”. “anche la discussione sul nuovo QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2028-2034 si concentrera’ sugli strumenti finanziari attraverso cui rafforzare la competitivita’ del nostro sistema economico……in tema di competitivita’ saremo inflessibili su alcuni principi: ancora, la piena applicazione del principio di neutralita’ tecnologica, che un anno fa riuscimmo a introdurre nelle conclusioni del consiglio europeo e che deve rimanere una bussola irrinunciabile, e il sostegno alle industrie di transizione, a partire dal settore automotive, sul quale ci aspettiamo concreti passi in avanti rispetto alla proposta eccessivamente timida presentata dalla commissione europea” ha evidenziato MELONI. “un’altra priorita’ riguarda il sostegno alle piccole e medie imprese, all’interno del nuovo fondo europeo per la competitivita’, attraverso risorse dedicate e strumenti mirati e accessibili, anche per favorire un afflusso bilanciato delle risorse ue verso tutti i nostri territori” ha dichiarato la presidente. “il tema della competitivita’ si inquadra, chiaramente, in un negoziato sul qfp estremamente ampio, che ancora deve affrontare in dettaglio temi cruciali come la dimensione finanziaria, ma da parte nostra abbiamo ben chiare le priorita’ italiane”. “il tema delle risorse e’ centrale: siamo favorevoli a investimenti ingenti nella competitivita’, ma cio’ non deve in alcun modo compromettere la POLITICA AGRICOLA COMUNE E LA POLITICA DI COESIONE”, ha puntualizzato MELONI. “nell’attuale contesto geopolitico risulta fondamentale anche rafforzare il quadro relativo al commercio internazionale, secondo tre direttrici. uno: consolidare gli accordi esistenti, a partire da quello con gli stati uniti, a seguito della nota sentenza della corte suprema e delle successive decisioni dell’amministrazione americana, e dal recente accordo ue-mercosur, che la commissione ha annunciato di voler attuare in via provvisoria. due: giocare un ruolo proattivo nella definizione di nuovi accordi, a partire da quello storico con l’india. tre: rafforzare il PRINCIPIO DI RECIPROCITA’, come meritoriamente fa il nuovo regolamento, che vietera’ l’ingresso nel mercato europeo di prodotti agricoli trattati con antibiotici e pesticidi banditi in ue, e il sistema dei controlli doganali, per garantire parita’ di condizioni tra i nostri produttori e quelli extra-europei”, ha indicato MELONI. “un tema, quest’ultimo, su cui l’italia e’ da sempre all’avanguardia, tanto da avere proposto roma come sede della nuova agenzia europea delle dogane: una sfida complessa ma motivante, su cui il governo e’ impegnato insieme a roma capitale e su cui ci aspettiamo un sostegno corale da parte di tutte le forze politiche e di tutto il sistema italia” ha concluso la presidente.

