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“‘le fortissime tensioni in atto nel medio oriente, che hanno fatto schizzare alle stelle i costi di produzione delle aziende agricole, con rincari fino al 45-50% per il gasolio agricolo, stanno fiaccando la sostenibilita’ di numerosi comparti produttivi, a partire da quelli gia’ in difficolta’, come ad esempio il settore bufalino’. e’ quanto ha sottolineato il presidente della copagri tommaso BATTISTA concludendo i lavori del convegno ‘filiera BUFALINA tra innovazione e redditivita”, durante il quale si e’ tenuto un vivace dibattito tra gli allevatori della confederazione e il commissario straordinario nazionale per la brucellosi nicola D’ALTERIO”. lo rende noto un comunicato della copagri, che cosi’ prosegue: “ai lavori, svoltisi a pastorano e promossi dalla copagri campania, hanno inoltre partecipato, fra gli altri, il sub commissario nazionale per la brucellosi paolo CALISTRI, il direttore del settore prevenzione collettiva sanita’ pubblica e veterinaria della campania michele valentino CHIARA e il presidente della copagri campania salvatore CIARDIELLO. ‘parliamo di una filiera di grande rilevanza, che complessivamente vale oltre un miliardo di euro e che, considerando anche l’indotto, interessa oltre 11mila lavoratori e piu’ di un migliaio di aziende, con circa 400mila capi bufalini, per il 75% concentrati in campania, in particolare nelle province di caserta e salerno’, ha ricordato il presidente, evidenziando l’importanza del settore in termini di immagine, visto che ‘il prodotto principale della filiera, ovvero la mozzarella di bufala campana dop, e’ uno degli ambasciatori d’eccellenza del made in italy nel mondo, con poco meno di 56 milioni di kg prodotti nel 2024′. ‘oltre ai sensibili incrementi dei costi di produzione, il settore paga lo scotto di numerose altre problematiche di carattere sanitario, ma anche e soprattutto economico, con particolare riferimento all’annosa tematica del prezzo del latte, con accordi risalenti a mesi fa e ormai non rispondenti alla complessita’ della contingenza attuale’, ha asserito BATTISTA, indicando nell’aggregazione, nella promozione e nella diversificazione dell’offerta ‘le strade maestre sulle quali puntare per uscire da una pericolosa situazione che mette a rischio la tenuta di quella che, in termini di importanza, e’ la terza dop in italia dopo il grana padano e il parmigiano reggiano’. ‘per questo, oltre a diversificare l’offerta con formaggi stagionati e semi-stagionati e a orientarla anche verso mercati potenzialmente meno maturi e a piu’ ampia capacita’ di acquisto, assume una sempre maggiore rilevanza la necessita’ di puntare sull’aggregazione, cosi’ da rafforzare la governance di filiera e stringere sempre piu’ i rapporti tra gli allevatori e i caseifici’, ha suggerito il presidente, secondo cui ‘un fattore dirimente e’ legato alla valorizzazione del latte bufalino, la quale passa necessariamente dall’indicizzazione del prezzo sui costi reali di produzione’.”.

